Secondi di verdure, la frittata agli spinaci, patate e mozzarella

Dopo una settimana di secondi a base di carne e pesce è arrivato il momento di pensare anche a chi non mangia nè l’una nè l’altro. E lo faccio proponendovi questa deliziosa frittata agli spinaci, patate e mozzarella. Un trionfo di gusto tutto vegetariano. I protagonisti di questa frittata? Le uova ovviamente, poi gli spinaci, le patate, la mozzarella e latte quanto basta per ottenere un composto soffice.

La preparazione della frittata agli spinaci, patate e mozzarella non è proprio velocissima se pensiamo al fatto che dovremo cuocere gli spinaci e le patate ma se queste operazioni le mettiamo in atto precedentemente, anche il giorno prima, per esempio, ecco che i tempi si riducono notevolmente. Inutile dire che la frittata è un classico piatto svuota frigo e consuma avanzi, quindi potrete sbizzarrirvi con gli ingredienti da utilizzare per creare una frittata ricca e gustosa. Se non avete problemi con la carne ad esempio potreste aggiungere dei cubetti di prosciutto cotto.

Secondi veloci di carne, i petti di pollo al latte

Buondì, ancora una ricetta a base di carne oggi, ma dal maiale passiamo al pollo. Chi non ha mai assaggiato i petti di pollo al latte? Una ricetta di una facilità imbarazzante eppure uno di quei piatti che ti avvolgono e ti regalano dolci sensazioni, pur trattandosi di una ricetta alla portata di tutti, che non richiede grandi abilità in cucina e neanche tanto tempo.

I petti di pollo al latte sono contraddistinti da una cremina di latte ottenuta grazie alla presenza della farina che facilita il rapprendersi del latte, appunto, rendendolo cremoso. Per la preparazione di questo secondo di carne, i petti di pollo al latte, vi serviranno dei petti di pollo a fettine non troppo sottili, della farina, del burro, del latte e della noce moscata. Solo questi pochi e semplici ingredienti per portare in tavola un piatto niente male..

Dalla besciamella alla salsa mornay, il passo è breve

Eh, già, il passo è davvero breve. Perchè se tutti conoscono la besciamella, la salsa a base di latte, burro e farina che utilizziamo per la preparazione di molti piatti, forse non tutti sanno che la salsa mornay, potrebbe essere definita come una besciamella arricchita. Difatti la preparazione della salsa mornay parte proprio come quella della besciamella dal classico roux, ovvero dall’addensante ottenuto mescolando sul fuoco il burro e la farina in parti uguali che, per restare in tema salse, ne costituisce la base di molte francesi.

Dopo aver preparato quindi il roux, aver aggiunto il latte ed aver ottenuto la besciamella, arriva il momento della trasformazione. A questa base si andranno ad aggiungere 2 tuorli, del formaggio grana grattugiato e della panna liquida, una bella bomba calorica la nostra salsa mornay! Viene utilizzata soprattutto per i timballi di pasta e di verdure, ed ancora per i gratin, per riempire i bignè ed infine i vol au vent. Ed anche per accompagnare il pesce come ad esempio il salmone.

Il crumble alle mele e cannella, un’alternativa alla torta di mele

Avete voglia di un dolce alle mele ma non volete ripiegare sulla solita (seppur intramontabile) torta di mele? Forse ho una soluzione molto sfiziosa che faccia per voi: il crumble di mele e cannella.

Che cos’è un crumble? E’ un dolce (ma può trattarsi anche di un piatto salato) che prevede uno strato di frutta, in questo caso le mele, ricoperto da una croccante e sbriciolosa superficie di pasta frolla non stesa che si presenta, appunto, sottoforma di briciole, arricchita, in questo caso, da granella di nocciole tostate.

Il piatto che ne risulta è un dolcetto sfizioso e leggero. Le mele in cottura sprigionano il loro sughetto che unendosi con la cannella crea un mix gololosissimo. La pasta frolla sulla superficie invece diventa croccante e così già al primo morso scopriamo il punto di forza del crumble alle mele e cannella: il contrasto fra le diverse consistenze. Non aspettatevi che una volta pronto il crumble resti compastto, è impossibile.

Ricette estive: polpettone freddo alle zucchine

Sentendo pronunciare la parola polpettone probabilmente solo al pensiero inizierete a sentire caldo, ma vi rassicuro subito, quello di cui parlerermo in questo articolo è un polpettone freddo con ricotta e zucchine. Si tratta di un secondo piatto a base di carne il cui impasto viene notevolmente alleggerito con l’aggiunta di ricotta fresca e il ripieno costituito da zucchine e prosciutto. Può, anzi deve, essere preparato in anticipo  in modo che abbia il tempo necessario per diventare compatto e non si sbricioli al momento del taglio e soprattutto in modo che al momento in cui verrà servito sarà già freddo.

Quiche di asparagi e pancetta, utilizziamo al meglio i prodotti di stagione

Stamattina mi son detta che prima che gli asparagi scompaiano dalla circolazione e dovremo aspettare un anno per vederli di nuovo allietare le nostre tavole, sarebbe bene approfittare della loro presenza ed impiegarli in cucina per sfornare piatti deliziosi. Bene, presto fatto: oggi è la volta della quiche di asparagi e pancetta. La quiche agli apsaragi e pancetta è una deliziosa torta salata con un ripieno ricco di uova che prevede l’utilizzo, come base, della pasta briseè, la quale, a sua volta, può essere sostituita dalla pasta sfoglia. In particolare in questa preparazione della quiche io preferisco di gran lunga utilizzare la prima, soprattutto se ( e lo dico sottovoce) ho in casa un rotolo già pronto.

Oggi Gnocchi: ancora una ricetta vegetariana

A volte mi chiedo se esista una ricetta più vegetariana degli gnocchi, e secondo me la risposta é no. Patate a pasta gialla, un filo di farina e un uovo per legare. Un mix fantastico. Per i condimenti poi potete sbizzarrirvi come volete: io li adoro con la salsa di zucca e con gli aghetti di rosmarino a profumarli, ma sono eccellenti anche semplicemente con burro e salvia o con del pomodoro fresco appena tirato in padella con l’aglio. Insomma lasciate carta bianca alla vostra fantasia ed alle vostre esigenze. Per quanto riguarda la ricetta base degli gnocchi io considero circa 120 grammi di farina 0 per 300 gr di patate e 1 uovo piccolo ogni 600 grammi di patate . Poi se volete dare più sapore ai vostri gnocchi potete anche aggiungere un cucchiaio di grana ogni 120 grammi di farina. Considerate comunque che la consistenza dell’impasto da crudo é piuttosto morbida, se poi riuscite a preparare li gnocchi due ore prima di cuocerli e lasciarli dunque riposare il risultato sarà ancora migliore.

Un nuovo sugo per gli gnocchi, quello alla cannella

gnocchi cannella

TEMPO: 35 minuti| COSTO: medio| DIFFICOLTA’: media

VEGETARIANA: NO | PICCANTE: NO | GLUTINE: SI | BAMBINI: SI


Esistono veri e propri estimatori degli gnocchi che sicuramente apprezzeranno questa ricetta che può essere interpretata e preparata in due modi diversi. La ricetta base presuppone la preparazione degli gnocchi, che non è difficile quanto può sembrare, anzi, sicuramente tutti/e voi sapete preparare gli gnocchi e questo sarà solo un modo diverso per farli più particolari e saporiti! L’alternativa la trovate in fondo alla ricetta e fa parte al 100% della categoria cucina veloce, vi permetterà davvero di improvvisare un pasto con i fiocchi!

Questa ricetta in più può darvi lo spunto per preparare degli gnocchi anche diversi, patendo da questa base, aggiungendo salumi e spezie e dando vita a dei pasti delicati o sostanziosi. Avete mai pensato a una cena a base di assaggi di gnocchi? Questa potrebbe essere l’occasione giusta per realizzarla!

Filetti di pesce alla catalana

filetti di pesce catalana

TEMPO: 45 minuti| COSTO: medio| DIFFICOLTA’: media

VEGETARIANA: NO | PICCANTE: NO | GLUTINE: SI | BAMBINI: SI


Con un occhio alle tapas spagnole e con l’altro puntato verso la sana cucina italiana vi propongo questa ricetta davvero sfiziosa, da proporre in famiglia o anche come antipasto o come secondo piatto per una cenetta tra amici.

Le sogliole di solito io le mangio in bianco! Le trovo non solo molto leggere, ma credo proprio che siano ottime lessate e condite solo con sale, olio e limone, però è anche vero che proprio con gli ingredienti che reputiamo più semplici, o che magari siamo abituati ad utilizzare sempre nello stesso modo, ci si può sbizzarrire con la fantasia e si possono scoprire nuovi sapori e non solo nuove ricette.

Certo, devo ammettere che vista la presenza di carciofi e funghi questa preparazione magari è un po’ più invernale, però mi sembrava un’idea carina da proporre, visto che è un piatto che si serve tra il caldo e il freddo, con il pesce solo marinato e non cotto, insomma, i funghi essiccati o in scatola si trovano sempre i pratica, per i carciofi sono certa che saprete inventarvi qualcosa!

Masala, trionfo di cumino, coriandolo, zenzero, curcuma & Co.

Si potrebbe affermare che i masala sono il marchio di fabbrica della cucina indiana. Se spesso sono le spezie a conferire ai piatti la loro unicità e la loro identità geografica, i masala (miscele di spezie) sono responsabili degli aromi e dei sapori della cucina indiana. Alla base di questi preparati ci sono spezie più o meno comuni quali il peperoncino, il cumino, il coriandolo, lo zenzero e la curcuma.

Tra queste la mia preferita è forse quest’ultima: ha un sapore delicato e se conservata nel modo sbagliato perde le sue qualità in breve tempo; in India viene utilizzata anche per conferire al volto delle donne un colore dorato in occasione di particolari cerimonie. Dalle parole dello splendido libro “La maga delle Spezie” di Chitra Banerjee Divakaruni:

” Il giorno della curcuma, invece, è la domenica, quando la luce gocciola burrosa nei barattoli di latta che se ne imbevono fino a splendere.” Mi avvicino a lei e sento subito l’odore della curcuma, anche se mi ci vuole un attimo prima che il cervello ne registri l’aroma sottile, lievemente amaro come quello della pelle e quasi altrettanto familiare. Tilo mi invita ad accarezzarne la superficie con la mano: “Lascia che la polvere gialla ti infarini il palmo e i polpastrelli: è polvere d’ala di farfalla.” Poi anche lei fa scivolare il palmo della mano sulla superficie serica della spezia e l’avvicina al volto, strofinandosi le gote, la fronte e il mento. “Per millenni prima dell’inizio della storia, le spose – e le fanciulle che aspiravano a maritarsi – hanno fatto lo stesso. È la spezia della bellezza, più soffice del raso. Se la tengo tra le mani, la curcuma mi parla, con una voce di crepuscolo che riecheggia l’inizio dei tempi. La curcuma, chiamata anche halud, giallo, il colore dell’alba e dello squillo delle conchiglie suonate sul far del giorno. La curcuma capace di conservare, di mantenere sano il cibo in una terra di calore soffocante e di fame. La curcuma, spezia della fortuna, spalmata sulla fronte dei neonati in segno di buon auspicio e strofinata lungo gli orli dei sari nuziali”


I masala della cucina indiana

Ingredienti per piccole quantità:

Cannella, noce moscata, pepe, peperoncino e tante altre spezie

Entrano nelle più svariate ricette in quantità quasi sempre piccolissime, eppure molto spesso conferiscono alle preparazioni quel certo non so ché grazie al quale un insieme di ingredienti elaborati nella cucina casalinga raggiunge la dignità di un piatto di alta scuola gastronomica. Molte spezie ci sono familiari, altre sono meno popolari: ecco qualche notizia per conoscerle meglio.

Cannella: venduta in polvere o in bastoncini (costituiti dalla sottile corteccia del cinnamomo arrotolata su se stessa), entra nella preparazione di moltissimi dolci, in particolare di quelli a base di mele, oltre che in confetture, composte e bevande, quali la sangria e il vin brulé. Rientra tra gli ingredienti del curry, miscela di spezie tipica della cucina orientale, che si utilizza in un grande numero di piatti salati.

Noce moscata: indispensabile nella besciamella, è un ingrediente ricorrente in moltissimi ripieni di agnolotti, ravioli, cannelloni, torte salate e salse per carni o pesci. Spesso usata anche per conferire un tocco aromatico a dolci e bevande, è una spezia molto delicata, da grattugiare all’ultimo momento perché il suo profumo non vada perso.

Alexander: Brandy e noce moscata per un cocktail che viene dal passato

L’Alexander è un cocktail di origine inglese dal gusto morbido e raffinato che appartiene alla categoria dei classici. La sua storia, non proprio recente, trova fondamento nella Londra dei primi del ‘900 ove, in occasione della celebrazione delle nozze della principessa Mary con Lord Lancellis, il famoso barman Harry MacElhone lo creò, dal bancone del “Ciro’s Club”, per omaggiare la giovane sposa con il suo colore bianco.

Questo cocktail dal gusto dolce ma allo stesso tempo intenso arriva a stuzzicare anche chi di solito non apprezza le bevande alcoliche, tuttavia per l’irruenza dei suoi ingredienti è decisamente suggerito come after-dinner (non è consigliato quindi come aperitivo). Come tutte le cose buone, l’Alexander è un drink ricco di grassi, dovuti soprattutto alla presenza della panna, ma per tutti coloro i quali non hanno ancora iniziato la dieta post-natalizia e attendono tradizionalmente l’Epifania per chiudere il periodo dei banchetti, ecco tutti i suggerimenti per preparare un buon cocktail e i suoi “derivati”.

Ingredienti per una persona:

  • 1/3 di Brandy
  • 1/3 di crema di cacao
  • 1/3 di crema di latte (o panna liquida)

Preparate il cockatil nello shaker con del ghiaccio. Nel caso in cui non amiate le bevande “on the rocks”, non utilizzate i cubetti e per la preparazione del drink servitevi gli ingredienti precedentemente messi a freddare. Versate in una coppa anche questa riposta in frigo per qualche ora. Al termine la tradizione vuole una spolveratina di noce moscata, ad oggi esistono diverse varianti tipiche di ogni locale: cacao amaro, vaniglia, cannella… Scegliete quella che preferite secondo i vostri gusti, sono tutte buonissime!

Nel corso del tempo i barman di tutto il mondo si sono divertiti inventando diverse varianti dando vita ad una vera e propria famiglia che ad oggi annovera addirittura un “figlio”: l’Alexander baby.