Bocconcini di cinghiale con amarene, ricette speciali per il Natale

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Questa di oggi è davvero una ricetta speciale. I bocconcini di cinghiale con amarene sono un secondo piatto da proporre davvero quando l’occasione è importante, e spesso le feste di Natale lo sono, visto che riusciamo a vedere parenti e amici che non vediamo quasi mai durante l’anno, e chi come me è “andato via”, seppur con piacere e vive bene nella sua nuova città, quando si tratta del Natale ha sempre bisogno di quel calore di casa. I bocconcini di cinghiale sono ricchi e saporiti, conditi da una salsa all’uvetta e alle amarene, retrogusto dolce per una carne buonissima che non si mangia tutti i giorni, ripeto, un piatto importante e speciale, perfetto per il Natale.

Plumcake inglese, un dolce facile e veloce

plumcake inglese dolce facile veloceBuonissimo questo plumcake inglese, sofisticato e al tempo stesso delicato e farcito al punto giusto, adatto ai grandi e ai bambini, ottimo per la merenda e per la colazione, un dolce completo direi, senza alcun dubbio! Certo, uva sultanina e canditi non aggradano proprio tutti, ma l’impasto di base è così versatile che se proprio ve la sentite sostituite magari l’uva sultanina con le gocce di cioccolato e i canditi con le nocciole, anche se non posso far altro che dirvi di provare la ricetta così com’è, speciale e particolare, davvero un tocco in più rispetto alla preparazione di un più classico plumcake.

Proponetelo al mattino a tutta la famiglia accompagnato da cappuccini e succhi di frutta, e anche il pomeriggio come merenda che sazia e delizia quando i compiti sono finiti e si può andare a giocare.

Dolci per le feste: barrette alle carote e frutta secca

Se posso permettermi vorrei dedicare questa ricetta in particolare alle famiglie del sud, napoletane per lo più (quando si avvicinano le feste le mie origini pulsano dentro, anche se adoro la vita piemontese), perché nei miei ricordi di bambina, ma anche di ragazza, e nei ricordi legati ad una profonda amicizia con una famiglia con un padre medico, la quantità di doni culinari che iniziavano ad arrivare in questo periodo tra quelle mura era imbarazzante. Era usanza, ma secondo me lo è ancora adesso, e non solo a Napoli e non solo al sud, quella di regalare panettoni e pandori, o struffoli e dolci tipici fatti in casa, al medico di famiglia, e anche composizioni con frutta secca e varie. Il risultato è che in questo modo le famiglie che hanno un dottore in casa si ritrovano con centinaia di “presenti” da assaggiare, che a volte sono pessimi, a volte gustosi, ma sicuramente sempre troppi! Questa ricetta è una buona soluzione per smaltire la frutta secca, che proprio a Napoli tende ad accumularsi fino a straripare tra Natale Capodanno, e allora seguite il consiglio e preparate queste barrette, che vi aiuteranno a smaltire un po’ di accumuli in eccesso!

Dolci biscotti per le feste: le gocce di roccia

Pasticcini particolari queste gocce di roccia, il cui nome rende perfettamente l’idea di quello che poi ci aspettiamo quando i dolcetti sono pronti e li tiriamo fuori dal forno: delle rocce in miniatura, una forma irregolare arricchita dal ripieno di uva sultanina e ciliegie candite, che rende il tutto ancora più gustoso.

Inutile dirvi che visto l’avvicinarsi delle feste, e quindi l’aumentare della frutta secca tra le mura domestiche, nessuno vi impedisce di provare a farcire questi deliziosi dolcetti con le albicocche o le prugne secche, oppure con i fichi, sempre secchi e inoltre, perché non utilizzare anche noci, nocciole o mandorle a completare il tutto? Ecco quindi che una ricetta semplice come questa si presta a moltissimi arricchimenti e proprio le feste che si avvicinano possono essere un validissimo spunto creativo.

Pasta con i broccoli alla palermitana, per imbandire le tavole delle nostre feste natalizie

pasta con i broccoli alla palermitana

Questo piatto, in siciliano, viene chiamato “pasta chi vruoccoli arriminati”, dove “vruoccoli” ovviamente sta per broccoli, e “arriminati” sta per mescolati.

Viene servita espressa, vale a dire fatta e servita o, “arripusata” cioè riposata, nel senso che, molte persone, soprattutto nei periodi di festa, tendono a cucinarla la mattina, ad infornarla, e, a servirla, riscaldata, sotto forma di timballo, a pranzo o a cena.

Oggi, io ve la propongo espressa, ma, qualora voleste farla a timballo (arripusata) basterà, ungere una teglia, cospargerne il fondo con il pan grattato abbrustolito, versargli sopra la pasta mischiata con il condimento (arriminata), coprire il tutto con il restante pan grattato (che in siciliano viene chiamato: “muddica atturrata” ) e parmigiano, ed infornare a 180° per 15/20 minuti. Se poi volete davvero osare, prima di portarla in tavola, fatela dorare appena (in questo caso dovrete prima di infornarla, mettere dei fiocchetti di burro sparsi sulla superficie) accendendo il grill.

Dolci al microonde: 2-Torta di formaggio alle fragole e ai kiwi

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TEMPO: 4 ore circa | COSTO: medio | DIFFICOLTA’: media

VEGETARIANA: SI | PICCANTE: NO | GLUTINE: SI | BAMBINI: SI


Questo dolce è molto simile a un cheesecake, ci sono uno strato di biscotti, del formaggio e della frutta fresca. Morbido, rinfrescante e molto estivo, come tutte le ricette proposte in questa piccola sezione sui dolci al microonde.

Proprio come per il cheesecake potete combinare molti ingredienti nella sua preparazione, innanzi tutto variando la frutta, soprattutto perchè d’estate non c’è niente di meglio che una crostata o una torta al formaggio farcita o ricoperta delle frutta di stagione, che è sempre colorata e molto dolce. Ma per accontentare i bambini o i più golosi niente vi impedisce di decorare questo dolce con della cioccolata, o anche di inserirla nell’impasto e poi di sistemare sulla superficie della frutta, tanto lo sappiamo che si sposa bene con il cacao, o della frutta secca, risulterà comunque fresco, solo un po’ più calorico!

Ecco a voi la seconda ricetta per microonde da provare al più presto.

Qualche ricetta con la pasta frolla (già pronta) al cacao

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TEMPO: 30 minuti + cottura | COSTO: medio | DIFFICOLTA’: media

VEGETARIANA: SI | PICCANTE: NO | GLUTINE: SI | BAMBINI: SI


Credo che “l’invenzione” dei prodotti già pronti, preconfezionati, solo da scaldare, faccia parte dei cambiamenti evolutivi dei tempi moderni. Non è un processo che riguarda solo l’emancipazione femminile, vale sia per le donne in carriera, che possono passare poco tempo in cucina, che per i single, uomini o donne che siano, che magari non hanno voglia tutti i giorni di prepararsi gran manicaretti. Se si trovano dei prodotti convenienti e di buona qualità vale sempre la pena provarli e sfruttarli, alla fine anche i surgelati fanno parte di questa categoria (a volte è così bello non dover pulire le verdure), le conserve sott’olio, i preparati per dolci, le confezioni monodose presenti in tutti i supermercati.

Sono anche una fautrice della cucina fatta con le mani, dal pesare la farina a rompere le uova, dalla scelta delle foglie della bietola al soffritto per il sugo. Soprattutto per quanto riguarda i dolci ho imparato quanta differenza ci sia tra una bella torta fatta in casa e un preparato che si deve solo versare nella teglia, ed è già pronto per essere infornato. A volte però questi prodotti sono molto utili. Mi ha incuriosito questa nuova pasta frolla Buitoni al cacao e l’ho comprata e provata. Il risultato è stato comunque piacevole, e così ho pensato che in alcuni casi, anche queste paste (frolle, sfoglie, brisè) già pronte hanno davvero moltissimi vantaggi. Provare per credere!

Prepariamo una torta di compleanno: la torta maggiolina

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TEMPO: 1 ora circa| COSTO: medio| DIFFICOLTA’: medio-bassa

VEGETARIANA:SI | PICCANTE:NO | GLUTINE: SI | BAMBINI: SI

Torte di compleanno.

Ho trovato la ricetta di questa torta maggiolina in un mio ricettario, e l’ho voluta subito sperimentare in occasione del compleanno di una mia nipotina. Ero alla ricerca di un dolce che potesse essere gradito sia dai bambini che dai grandi, ma che non contenesse panna o cioccolato. Guardando allora nei miei tanti ricettari dove molto spesso sono conservate le ricette della mitica Anna Moroni, ho trovato “torta maggiolina”, ho letto gli ingredienti e mi sono detta “caspita sembra proprio buona” e così mi sono messa all’opera! Una torta di compleanno realizzata da me: l’idea mi solleticava proprio…

Ministrudel con sarde uvetta e pinoli

Molti amici e molte amiche mi chiedono spesso consigli e suggerimenti sugli antipasti: può sembrare strano, ma in effetti preparare qualcosa di originale ma non eccessivamente sofisticato, qualcosa che non sia la solita banalità di crostini e olive in salamoia ma neppure una ricetta astrusa e complicatissima, non è così semplice come sembra. Qui su Ginger&Tomato, in fondo, lavoriamo quotidianamente per questo.

A questi amici, e naturalmente a tutti coloro che hanno tempo e voglia di sperimentare un antipasto diverso dal solito, che richiede, tra gli ingredienti non scritti, una certa dose di finezza del palato, vorrei suggerire oggi i ministrudel con le sarde, l’uvetta ed i pinoli. Lo strudel, come molti sanno, è una specialità austro-ungarica derivata dalla baklava orientale (ma alcuni sostengono che questo dolce sia in realtà originario del Tirolo): un dessert croccante ed al contempo morbidissimo il cui cuore contiene per lo più frutta, come mele, pere, fichi… La sardina, d’altronde, è un tipo di pesce dalla carne compatta ed un po’ grassa. Presi così, strudel e sarde, paiono inconciliabili. Ma se intervengono le mediazioni giuste, come in ogni piatto, ecco che la ricetta acquista un senso, una peculiarità di gusto, e sopratutto sprigiona la sorpresa di un accostamento inatteso e riuscito.

Filetti di baccalà e pomodori: una ricetta semplice per cucinare il merluzzo

baccalà

Il baccalà è il merluzzo (nome di varie specie tra cui merluccius merluccius, pesce dal corpo affusolato presente nei mari del Nord e nel Mediterraneo) conservato sotto sale. La salagione ne consente la conservazione per molto tempo, e per questo viene impiegata fin dai tempi antichi per consentire il trasporto e la consumazione del pesce in luoghi anche assai distanti da quelli d’origine.

Si narra che la procedura di salagione del baccalà sia merito dei pescatori baschi che, seguendo i branchi di balene e arrivati al Mare del Nord, si imbatterono in enormi banchi di merluzzo verso l’isola di Terranova, ed usarono per questo pesce il procedimento di conservazione già da essi usato per la carne di balena.