Pizza de Natà. Il dolce marchigiano del Natale con le noci.

di Redazione 3

Ancora un dolce per il Natale, questa volta proveniente dalle Marche. Già alla fine di novembre le piazze e i vicoli dei centri storici marchigiani iniziano ad animarsi e abbellirsi in vista del Natale e, anche se il freddo si fa più pungente, le luci e le musiche invitano ad uscire.
Le Marche sono la regione ideale per andare alla scoperta di tradizioni e sapori perduti, anche se per la verità questa regione non è stata del tutto contaminata dai ritmi frenetici che sono propri delle realtà metropolitane.
Contrariamente a quanto accade in altre regioni dove a prevalere sono pochi importanti piatti se non addirittura uno solo, le Marche anche sotto il profilo gastronomico sono una terra molto variegata dove ogni territorio ha la sua specialità, la sua tipicità, quel prodotto particolare pronto a colpire le papille gustative e ad estasiare il vostro palato. La pizza de Natà è un dolce natalizio tradizionale dell’entroterra marchigiano, specchio della civiltà contadina presso cui è nato e fatto con gli ingredienti che la terra offre. Non è altro che pasta di pane arricchita con vari ingredienti, come noci, nocciole, mandorle, uvetta, scorza di limone ed arancio, fichi secchi, eventualmente anche cioccolato tritato, e a cui viene aggiunto poco olio d’oliva.
Gli ingredienti vengono uniti direttamente all’impasto prima di porlo a lievitare su una teglia ben oliata; successivamente, quando la massa è ben lievitata, la si cuoce in forno.

La scelta di questi ingredienti particolari non sembra essere casuale. La noce, infatti, è una delle piante che la tradizione associa alla Grande Madre e pertanto è simbolo di rigenerazione come, d’altro canto il fico, legato al culto di Dioniso, il dio che vegliava sulla fertilità di piante e di animali. E ancora, non a caso, il primo giorno dell’anno nelle Marche si mangiano i chicchi dell’uva conservata dalla precedente vendemmia come augurio di prosperità e di abbondanza. La pizza de Natà quindi è un dolce natalizio decisamente adatto alla degustazione anche nel resto dell’anno. Un gusto speciale per un dolce adatto a grandi e piccini.

Commenti (3)

  1. dovrebbe essere molto gustosa.una curiosità;quanto tempo di lievitazione è previsto?
    grazie

  2. Ciao Paola. Se decidi di preparare tu la pasta di pane, l’impasto deve lievitare almeno due ore. Io in genere copro il contenitore con un panno di cotone e gli appoggio sopra una copertina perchè il calduccio aiuta la lievitazione. Se compri la pasta di pane al panificio, fatti consigliare dal panettiere. In genere quell’impasto è già lievitato e basta tenerlo un’oretta al caldo prima di infornarlo.

  3. Non è proprio così. La Pizza de Natale è un dolce tipico medievale. È tipico della zona di Tolentino infatti lo ritroviamo attualmente nei comuni che facevano parte di Tolentino nel medioevo e cioè: Urbisaglia, Colmurano, Belforte del Chienti e pure Caldarola. Nella ricetta non vanno né nocciole, tantomeno scorse di limoni o arancio. È un dolce povero quindi sappiamo che il cioccolato o ingredienti come quelli prima citati possono essere stati inseriti nel dopoguerra e a livello personale. Ci deve essere invece il pepe. La base tradizionale è: uvetta, fichi secchi, noci (molte e buone), pinoli. Non ha una forma particolare in quanto in ogni famiglia venivano usate le pentole a disposizione. Il “dolce” veniva regalato e in città gli allora forni nel periodo natalizio erano indaffaratissimi per rispondere alle esigenze. In campagna era più facile per chi aveva un forno di proprietà. È doveroso accompagnarla con un buon bicchiere di Vernaccia di Serrapetrona.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>