Involtini prosciutto crudo fichi secchi

Involtini di prosciutto crudo e fichi secchi

Antipasto sfizioso, veloce, per nulla complicato da realizzare ma assolutamente intrigante, gli involtini di prosciutto crudo e fichi secchi si prestano ad aprire qualsiasi tipo di pranzo o cena. Basati sull’incontro tra il prosciutto crudo (che potrete sostituire con lo speck) ed i fichi secchi (dei quali, nel periodo natalizio, avrete sicuramente fatto scorta) vedono l’aggiunta di un jolly, del pecorino ridotto in scaglie.

Involtini prosciutto crudo fichi secchi

Torta datteri fichi secchi avanzi Natale

Torta ai datteri e fichi secchi con gli avanzi di Natale

Tra gli avanzi delle feste di Natale non è raro ci sia una valanga di frutta secca. Cosa farci se non una ricca torta ai datteri e fichi secchi? Si tratta di un dolce che non solo vi permetterà di utilizzarla tutta, indistintamente, ovvero anche le noci, le mandorle e le nocciole, ma anche di sfornare un dolce goloso come pochi. Non è la prima volta che la preparo e sono solita servirla con della salsa alla vaniglia o del cioccolato fuso, per non farmi mancare niente.

Torta datteri fichi secchi avanzi Natale

Frutta secca proprietà valori nutrizionali

Frutta secca, proprietà e valori nutrizionali

Frutta secca proprietà  valori nutrizionali

Mangiare ogni giorno una piccola quantità di frutta secca risulta utile per la nostra salute. Prima di passare alle proprietà ed ai valori nutrizionali è opportuno fare una distinzione tra frutta secca glucidica, ricca di zuccheri e povera di grassi, la prima che tratteremo, e quella lipidica contenente al contrario una maggiore concentrazione di grassi rispetto agli zuccheri. Facendo un paragone con la frutta fresca, quella secca glucidica è ricca di fibre e sali minerali ma di contro contiene un’alta percentuale di zuccheri, ecco perchè è bene andarci piano, specie se si è a dieta. Ancora questo tipo di frutta secca è particolarmente consigliato da consumare a colazione, per trarne la giusta dose di energia necessaria per affrontare la giornata.

Toast panettone prosciutto fichi secchi

Toast di panettone al prosciutto e fichi secchi

Toast panettone prosciutto fichi secchi

Si, avete letto bene, il toast al prosciutto e fichi secchi si prepara con un ingrediente d’eccezione, il panettone. Abituati come siamo a vederlo solo come un dessert, spesso da accompagnare con la salsa al mascarpone o con il cioccolato fuso, non ci rendiamo conto di quanta potenzialità abbia. Il panettone avanzato dalle feste può trasformarsi in insolite preparazioni, sia dolci che salate, come in questo caso, e con grande sorpresa potremmo renderci conto di quanto risultino gradite.

risotto squacquerone fichi secchi ricetta bimby alessandra buriani

Risotto allo squacquerone e fichi secchi, una ricetta Bimby firmata da Alessandra Buriani

risotto squacquerone fichi secchi ricetta bimby alessandra buriani

La cucina è il tempio della madri e delle nonne, ma l’alta cucina è da sempre il mondo dei grandi chef, che spesso sono uomini. Ma non è detto che le cose vadano sempre così. Il ristorante Buriani, aperto fin dal 1967 dalla famiglia Buriani a Pieve di Cento (30 km da Bologna), era un localino dove si serviva una cucina popolare in seguito affiancato da una pizzeria. Poi la svolta. Nel 1990 arriva Alessandra, ultima erede dell’amore della famiglia Buriani per la buona cucina, che decide di mettere da parte la pizza e di fare del ristorantino di famiglia una piccola meraviglia della gastronomia italiana. Oggi vi propongo una sua ricetta adattata per il Bimby, il risotto allo squacquerone con fichi secchi al vino rosso e prosciutto. Il lungo nome forse vi farà credere che sia una preparazione difficile, ma non è così. Sarà necessario un po’ di tempo e qualche attenzione in più e potrete portare in tavola un eccellente risotto d’autore!

Il buccellato siciliano. Un dolce per il cenone di Capodanno.

Buona domenica a tutti! Il sole oggi non splende ma c’è ancora nell’aria l’atmosfera del Natale. Abbiamo tutti la pancia piena dopo le abbuffate della Vigilia e del pranzo di Natale, siamo un po’ appesantiti ma in fondo abbiamo gustato piacevolmente questi giorni in compagnia dei nostri cari. Adesso prepariamoci a dovere per i giorni che verranno cercando di esplorare le ultime ricette regionali, tradizionali delle feste e di Capodanno in particolare. Oggi parliamo di un dolce siciliano, il buccellato. Si tratta di un impasto a basa di pasta frolla, steso a sfoglia non sottile e ripieno di fichi secchi, uvetta, mandorle, scorze d’arancia e vari altri ingredienti a seconda delle zone della Sicilia in cui si prepara. Il ripieno di mandorle è costituito da un impasto di mandorle pelate, zuccata (zucca candita) e gocce di cioccolato. Il ripieno di fichi, più tradizionale, è invece costituito da un impasto di fichi secchi, frutta candita e pezzetti di cioccolato. A questo dolce poi si da la forma di una ciambella, con delle decorazioni “a merletto” sulla superficie. Tradizionalmente, le decorazioni si ottengono pizzicando la pasta frolla ripiena con un attrezzino che somiglia ad una molletta con i denti appuniti. Pizzicando la pasta frolla con maestria, si ottengono le caratteristiche decorazioni del buccellato. Voi però potete pizzicare la pasta con i rebbi di una forchetta, oppure decorare il buccellato semplicemente con frutta candita e zucchero a velo. Come sempre, largo spazio alla fantasia.

Un dolce per un natale speziato, il panforte

Beh, chi non l’ha mai visto ed assaggiato? Il panforte è uno dei dolci tipici natalizi, dalle origini molto ma molto antiche e dal sapore fortemente speziato tanto che è noto anche con il nome di panspeziato. Come wikipedia insegna, il panforte inizialmente era destinato ai nobili, poichè al suo interno erano utilizzate delle spezie allora molto costose, successivamente alcune iniziarano ad essere omesse, e la copertura non fu più di pepe nero, ma di zucchero a velo vanigliato.

Oggi nella preparazione del panforte troviamo, tra gli altri, questi ingredienti: mandorle, nocciole, frutta candita, fichi secchi, e spezie come i chiodi di garofano in polvere, coriandolo, pepe bianco e cannella. La preparazione prevede una prima fase nella quale andrà tritata  grossolanamente la frutta secca ed i canditi, i fichi secchi, ed il resto degli ingredienti. A questi andranno aggiunti la farina e le spezie. La seconda fase invece prevede che lo zucchero ed il miele vengano messi a a sciogliere in un pentolino con qualche cucchiaio di acqua.

Il dolce friulano del Natale, la gubana.

Durante le festività natalizie è usanza scambiare gli auguri e i regali, ritrovarsi in famiglia con i parenti e con gli amici più cari, per momenti di convivialità e di gioia.
Il Natale è soprattutto “dolce e infatti sono molti i dolci tipici di questo periodo, per le feste più magiche e ghiotte dell’anno. La tradizione natalizia abbonda con offerte di leccornie molto ricche, per fare felici i golosoni.
In casa c’è aria di festa e i dolci tradizionali di ogni regione italiana sottolineano i giorni delle festività natalizie. Alcuni dolci sono noti e diffusi in tutto il territorio nazionale e anche all’estero, come il panettone e il pandoro, altri sono meno noti, ma non per questo meno buoni.
Moltissimi dolci tradizionali natalizi hanno in comune una grande passione per la frutta secca e candita ed è questo il caso della Gubana, il dolce natalizio tipico friulano delle Valli del Natisone a base di una pasta dolce lievitata con un ripieno di noci, uvetta, pinoli a altre leccornie, a forma di chiocciola e cotto al forno. Generalmente si serve irrorato di slivovitz, un liquore che si ricava dalla distillazione delle prugne. Il suo nome sembra provenga dalla parola slovena “guba”, che vuol dire piega, e che indicherebbe appunto la sua forma ripiegata a chiocciola. La preparazione di questo dolce è abbastanza complessa, la pasta va fatta lievitare per bene e per avere un risultato ottimale bisognerebbe cominciare a predisporre parte degli ingredienti il giorno prima di cucinarlo. Un po’ di fatica da fare quindi, ma ne vale davvero la pena per servire a tavola un dolce così buono.

Dolcetti di fichi secchi

dolcetti fichi

Ci avviciniamo alla stagione caratteristica della frutta secca e un ottimo modo per utilizzare fichi, prugne, albicocche e datteri, oltre alle mandorle, alle nocciole e alle altre specialità del genere, è quello di preparare dei dolci! In commercio troviamo la frutta secca intera, a pezzi, sminuzzata, in polvere e questo ci permette di utilizzarla in moltissimi modi all’interno delle ricette, non solo dolci per giunta.

La frutta secca può essere divisa in due categorie: glucidica e lipidica. Praticamente tutta la frutta che abitualmente consumiamo fresca può essere essiccata e da essa si ottiene la frutta secca glucidica. Per quanto riguarda la frutta secca lipidica invece in Italia non troviamo con facilità tutte le varietà, è facilissimo reperire arachidi, noci, nocciole, mandorle, noci brasiliane e pinoli, ma gli stessi anacardi non sono facili da trovare e ancora meno frutti come macadamia e pecan. La frutta secca lipidica non comprende solo frutti veri e propri, ma anche semi di alcune piante o di legumi, come nel caso delle arachidi.

Tornando ai nostri fichi secchi una delle caratteristiche della frutta secca glucidica è quella che per conoscere le sue proprietà basta conoscere quelle della frutta fresca prima che venga essicata, visto che rimangono inalterate. Per quanto riguarda il fico esso viene fatto essicare al sole, dopo essere stato raccolto nel periodo di massima maturazione, utilizzando trattamenti di disinfestazione fisici o chimici. In Italia le regioni che producono i fichi secchi sono la Puglia, la Calabria e la Sicilia, ma è da segnalare anche la Toscana per il suo famoso fico secco di Carmignano, prodotto vicino Prato. Le varietà utilizzate in Italia per la produzione di fichi secchi sono principalmente Farà, Pissalutto, Brogiotto e Dottato, mentre in Turchia, paese che risulta il maggiore produttore di fichi secchi, viene utilizzata la varietà Fico di Smime.

Dolce di fichi

dolce-di-fichi

TEMPO: 40 minuti + cottura | COSTO: medio | DIFFICOLTA’: media

VEGETARIANA: SI | PICCANTE: NO | GLUTINE: SI | BAMBINI: SI


Questo dolce è davvero adatto a una ricca colazione, una merenda, o comunque a uno spuntino da far gustare ai vostri bambini. Non solo risulterà dolcissimo e anche un po’ croccante, vista la presenza di noci e mandorle, ma sarà anche bello ricco e nutriente vista la presenza dei fiocchi di frumento e della farina di frumento, al posto di quella classica bianca che usiamo comunemente.

Preparare dei dolci fatti in casa, quando si ha tempo, è davvero una soluzione ottima, non solo per i bambini, ma anche per noi adulti. Possiamo attingere per qualche giorno a un dolce semplice, un ciambellone, una crostata, preparati con le nostre mani, e sappiamo benissimo che il sapore e il loro apporto nutritivo sarà senza dubbio migliore rispetto a quello di merendine e varie  torte confezionate.

Basta provare, io credevo di non essere ferrata nei dolci, invece mi sono accorta di avere proprio la mano giusta, e anzi, preparare dolci è ciò che in cucina mi rilassa di più in assoluto. E’ sempre un piacere stare ai fornelli, per me è riposante anche dopo una giornata frenetica, anche se si tratta di stare in piedi, pelare patate,  pulire verdure, chiaro che poi non ne ho sempre voglia, però trovo che cucinare mi faccia proprio bene, stimola la creatività, che mi serve quotidianamente nel lavoro! Preparare i dolci poi è proprio la ciliegina sulla torta.

Vi invito a provare anche questa ricetta.

Crostini di gorgonzola e pera: antipasto, finger food o semplice aperitivo

TEMPO: 2 ore | COSTO: medio| DIFFICOLTA’: bassa

VEGETARIANA: SI | PICCANTE: NO | GLUTINE: SI | BAMBINI: SI

Nel caso vi siano avanzati dei fichi secchi dalle festività natalizie, i crostini di gorgonzola e pera sono l’ideale per un antipasto semplice da realizzare ma anche gradito. Di solito non amo fare delle cene troppo elaborate perché credo che le troppe porzioni poi possano stancare i commensali e farli arrivare a fine pasto eccessivamente sazi e satolli senza avere apprezzato fino in fondo le singole porzioni; diversamente invece preparo un buon antipasto, molto variegato, ed un primo oppure un buon secondo e a terminare un dolce. In questo modo viene tutto spazzolato via e gustato come si deve. Proprio per questo i crostini di gorgonzola e pera, pur essendo un antipasto, possono essere serviti per un finger food o un aperitivo, a voi la scelta!


Crostini di gorgonzola e pere

Ingredienti per 4 persone:

200gr di gorgonzola dolce | 200gr di panna fresca liquida | 1 cucchiaino di porto | 2 fichi secchi | 1 pera William rossa matura | sale e pepe bianco q.b.

Halwa bi Tamar, tortino di datteri, fichi e noci ai fiori d’arancio

Sulla parete di una grotta spagnola, La Cueva de las Aranas, un artista preistorico ha dipinto, migliaia di anni fa, una figura umana arrampicata su delle rocce che tende le mani verso un alveare: e la pittura rupestre che ho citato non è la sola a raccontarci quanto gli uomini primitivi fossero attratti dal miele; ne esistono infatti altre, nella stessa Spagna come in altre parti del mondo.

Così il miele faceva parte – anche se saltuariamente – dell’alimentazione umana già in tempi estremamente remoti. Veniva mescolato a frutta ed a bacche per preparare, a crudo, dei semplici dolci arricchiti forse con erbe aromatiche e spezie.
Nella cucina mediterranea tradizionale – davvero tradizionale – sopravvivono ancora ricette di questo genere.

Ve n’è una, ricetta tipica di tutto il Nord Africa, in cui il gusto dolce dei datteri e dei fichi secchi è sottolineato dal contrasto con il retrogusto amarognolo delle noci mentre l’aroma rotondo e persistente del miele viene ravvivato da quello pungente dell’anice. Una ricetta le cui origini si perdono nel tempo e che si ritrova – con modifiche puramente formali – in molti altri dolci mediterranei quali i mostaccioli del meridione d’Italia o il panforte toscano: si tratta del nordafricano Halwa bi Tamar, tortino crudo di datteri, fichi e noci ai fiori d’arancio.