Nocciola (Corylus avellana)

Nocciola (Corylus avellana)

Inglese: common hazel; Francese: noisetier; Spagnolo: avellano; Tedesco: gemeine hasel.

Caratteristiche generali

La nocciola, conosciuta anche come nocciolina, è il frutto del nocciolo, pianta della famiglia delle Betulaceae. Alta fino a 7 metri, la pianta ha foglie rotondo-ovali e decidue, e sviluppa un frutto rivestito da brattee fino a maturazione. Il frutto è caratterizzato dalla presenza di un pericarpo legnoso (il guscio) a protezione del seme.

Stagione e diffusione

Il nocciolo cresce bene su terreni calcarei. Molto diffuso nel nostro paese, si spinge sino alla montagna, superando anche i 1000 metri di quota. E’ originario del continente Asiatico.

Varietà

Numerose le varietà di nocciolo conosciute, coltivate anche per scopi puramente ornamentali. Primo produttore mondiale di nocciole è la Turchia, seguita a ruota dall’Italia. Tra le cultivar ricordiamo: la Tonda delle Langhe, le nocciole di Giffoni (Tonda di Giffoni), quelle di Avellino (Camponica, Mortarella, ecc) ed infine le varietà siciliane (la Nostrale su tutte).

Proprietà

100g di nocciole contengono 628 Kcal e:

  • 16,7 g di Carboidrati,
  • 14,95 g di Proteine,
  • 60,75 g di Grassi.

Le nocciole hanno un contenuto elevato di grassi monoinsaturi, e sono dunque particolarmente utili se pensiamo di voler diminuire trigliceridi e colesterolo (consumate sempre con moderazione).

Essendo molto caloriche  si rivelano un ottimo integratore, e contengono inoltre una buona quantità di vitamina E.

Conservazione

Quando sgusciate le nocciole deperiscono in fretta, e vanno dunque consumate in tempi brevi. Integre, con guscio, si possono conservare a temperatura ambiente anche per un mese.

Principali impieghi in cucina

Da sola, la nocciola si può consumare fresca o secca.

In cucina si ricorre alle nocciole per la preparazione di dolci, torte, biscotti, torroni, creme, gelati, spesso tostata e in abbinamento con il cacao.

Il nostro consiglio: torta al cioccolato e nocciole.

Note e curiosità

Tra i celti la nocciola era tra i simboli della saggezza (pare che mangiare nocciole venisse considerato un buon viatico alla conoscenza), ed il legno della pianta serviva alla creazione di tavole divinatorie.

Anche l’utilizzo di rami biforcuti da parte dei rabdomanti è spesso legato esclusivamente al legno di nocciolo.

I romani distribuivano nocciole durante le nozze, a scopo propiziatorio.

Il caduceo, simbolo della medicina e legato al dio greco Hermes, rappresenterebbe centralmente un bastone di nocciolo.

Due città dell’Appennino, in Campania, prendono il nome dalla nocciola: Avella ed Avellino, il cui toponimo deriva dal latino “Abella” ed “Abellinum” (nocciola e noccioleti, di cui sono ricche queste aree).

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