Halwa bi Tamar, tortino di datteri, fichi e noci ai fiori d’arancio

di Camilla Salaorni 2

Sulla parete di una grotta spagnola, La Cueva de las Aranas, un artista preistorico ha dipinto, migliaia di anni fa, una figura umana arrampicata su delle rocce che tende le mani verso un alveare: e la pittura rupestre che ho citato non è la sola a raccontarci quanto gli uomini primitivi fossero attratti dal miele; ne esistono infatti altre, nella stessa Spagna come in altre parti del mondo.

Così il miele faceva parte – anche se saltuariamente – dell’alimentazione umana già in tempi estremamente remoti. Veniva mescolato a frutta ed a bacche per preparare, a crudo, dei semplici dolci arricchiti forse con erbe aromatiche e spezie.
Nella cucina mediterranea tradizionale – davvero tradizionale – sopravvivono ancora ricette di questo genere.

Ve n’è una, ricetta tipica di tutto il Nord Africa, in cui il gusto dolce dei datteri e dei fichi secchi è sottolineato dal contrasto con il retrogusto amarognolo delle noci mentre l’aroma rotondo e persistente del miele viene ravvivato da quello pungente dell’anice. Una ricetta le cui origini si perdono nel tempo e che si ritrova – con modifiche puramente formali – in molti altri dolci mediterranei quali i mostaccioli del meridione d’Italia o il panforte toscano: si tratta del nordafricano Halwa bi Tamar, tortino crudo di datteri, fichi e noci ai fiori d’arancio.

HALWA BI TAMAR

Ingredienti per 4 persone

  • 250 gr. di datteri secchi
  • 250 gr. di fichi secchi
  • 150 gr. di noci sgusciate e spellate
  • 2 cucchiai di miele
  • 1 cucchiaino di semi di anice
  • olio di mandorle

Snocciolate e spellate i datteri, togliete il picciolo ai fichi secchi quindi tritate grossolanamente il tutto. Trasferite questo trito in un mortaio, unitevi le noci, il miele ed i semi di anice e lavorate di pestello fino ad ottenere una pasta densa ed omogenea.

Ungete con l’olio di mandorle una teglia bassa, trasferiteci la pasta e copritela con un coperchio, più piccolo della teglia, su cui sistemerete un peso. Lasciate a rassodare per 10-12 ore quindi tagliate il composto in losanghe e servitelo abbinandolo ad un Passito di Pantelleria.

Ci sono anche versioni moderne di questo dolce che includono tra gli ingredienti la cioccolata fondente: il risultato è forse più vicino al gusto occidentale generale, ma il dolce risulta snaturato e per ciò la sconsigliamo decisamente.

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