Zuppa di miso con gamberi e broccoletti

Voglia di cucina fusion? Spazio allora alla zuppa di miso con gamberi e broccoletti: è un piatto unico della cucina orientale che potrete personalizzare in tanti modi diversi e che si rivela veramente perfetto per chi ama la cucina giapponese e i sapori orientali. 

Ideale anche da replicare a casa senza troppi ingredienti complicati da avere a disposizione, la zuppa di miso con i broccoletti.

zuppa di miso, zuppa miso ricetta vegan

Il trucco è unire il sapore un po’ aspro e amarognolo dei broccoletti con gli spaghetti di riso e con la dolcezza dei gamberi. Non mancano poi ingredienti tradizionali della cucina giapponese come sempre accade quando si preparano pietanza della cucina orientale.

Tempura di verdure di Chef Rubio

Al via la terza edizione di Cucina in tutti i sensi, il formato di cucina che vede come protagonisti il famoso chef tatuato Chef Rubio, Debora Deborah Donadio, insegnante del LIS, la lingua dei segni e la Sous Chef ipovedente Serena Sacco. Anche stavolta la web Series mantiene inalterata la sua vocazione.

cucina chef rubio, tempera di verdure

Rendere le ricette accessibili a tutti anche ai non udenti e ai non vedenti attraverso serie di applicazioni screenreader che vengono associate alle video-ricette e che sono disponibili gratuitamente sul sito di Chef Rubio che fanno convertire le immagini e i testi in contributi audio per gli utenti non vedenti.

Ricetta Ramen di verdure

Oggi ramen: se avete voglia di qualcosa di vegetariano, di leggero, ma nutriente, ecco a vo uno dei più famosi piatti della cucina giapponese. Oggi proponiamo la versione ancora invernale (perfetta per il tempo ancora un po’ insolito)del ramen di verdure secondo Csaba utilizzando il cavolo nero e le bietole rosse.

ramen, verdure

La preparazione del ramen non è complicata, ma certamente occorrono ingredienti speciali: non è insomma una ricetta che potrete improvvisare in qualsiasi momento. 

Torta goccia d’acqua giapponese, la ricetta

La torta goccia d’acqua giapponese – detta anche Raindrop Cake  – sta letteralmente spopolando sul web e anche in molte pasticcerie di New York dove il cuoco Darren Wong, che ne ha riprodotto la ricetta per la prima volta, la vende a Brooklyn nel suo Raindrop Cake Shop in monoporzioni take away che bisogna mangiare entro 30 minuti, prima che si sciolga. I giapponesi la chiamano Mizu Shingen Mochi e il suo gusto è così leggero e impalpabile che molti non esitano a definirla una torta di acqua, e in effetti è di questo che è fatta. Vi spieghiamo come funziona la ricetta della torta d’acqua giapponese.

torta acqua giapponese ricetta

Zuppa di miso, ricetta giapponese

Sfortunamente l’ho scoperta relativamente da poco, ma tanto quanto basta per averne fatto il pieno sia presso i ristoranti che a casa. Sto parlando della zuppa di miso, una pietanza tradizionale della cucina giapponese a base di  brodo (il dashi), alghe, pasta di miso e pochi altri ingredienti più o meno variabili da versione a versione. La zuppa di miso rappresenta una portata leggera e vegana adatta ad aprire una cena nella maniera più sana ed allettante possibile. Nel caso in cui siate amanti delle zuppe ma non abbiate molta familiarità con la cucina orientale vi consiglio assolutamente di provarla.

Zuppa di miso

Sushi vegetariano, ricetta senza alga

sushi vegetariano senza alga

Il sushi vegetariano senza alga è una rivisitazione del tradizionale piatto della cucina giapponese, che vi permetterà di provare questa particolare pietanza senza incappare nelle difficoltà della preparazione dell’alga nori. La mancanza del pesce rende il sushi vegetariano un piatto perfetto sia per chi segue un’alimentazione vegetariana che per chi è vegano. Inoltre la presenza delle verdure al posto del pesce, rende il sushi vegetariano un piatto molto leggero e anche sicuro per la salute. Infatti utilizzare il pesce crudo nella cucina casalinga, dove in genere non si dispone di un’abbattitore, può essere potenzialmente rischioso per la salute.

Dal Giappone con furore: Tempura

tempura

TEMPO: 50 minuti| COSTO: alto| DIFFICOLTA’: media

VEGETARIANA: NO | PICCANTE: NO | GLUTINE: SI | BAMBINI: SI


Tempura, uno dei piatti tipici della cucina giapponese. Per prepararlo così come dovrebbe essere, qualche suggerimento per renderlo il più vicino alla cucina tradizionale del Giappone.

La pastella è fondamentale. I dettami della tradizione culinaria giapponese dicono che la pastella per la tempura dovrebbe risultare quasi trasparente. Se volete provare a realizzarla così, a regola d’arte, dovrete prepararla con farina di frumento, tuorli d’uovo e acqua ghiacciata. Per le capesante invece un consiglio che vale per qualsiasi preparazione: quando andate a comprarle controllate sempre che la loro carne sia soda e di color bianco panna, con una parte rosso corallo, e che non abbia delle sfumature o dei segni scuri. In più accertatevi che abbiano quel piacevole odore di mare caratteristico del pesce e dei molluschi di qualità.

Una nota di storia. La salsa di soia, che accompagna questo piatto così come molti altri della cucina giapponese, è ottenuta dai semi di soia fermentati. E’ di origine cinese e fu imporata in Giappone da un monaco buddista intorno al 500 d.C.

Come usare le bacchette per mangiare cinese

“Come usare i bastoncini”, “Come usare le bacchette”, “Come fanno i cinesi a mangiare con i chopsticks”? Quante volte ci siamo fatti questa domanda? Anche chi di noi ostenta disinvoltura con le bacchettine, per l’assidua frequentazione del ristorante cinese sotto casa, se l’è domandato spesso. Chiedendosi se quello che aveva imparato “da autodidatta” corrispondesse al vero modo di mangiare “all’orientale”. Vogliamo togliervi una volta per tutte questa curiosità, illustrandovi con questa guida passo passo come potrete sfoggiare un’elegante disinvoltura usando le bacchette cinesi.

I Chopsticks (come si chiamano le bacchette in inglese) sono una coppia di bacchettine di legno di ugual misura. E sono usate come utensile tradizionale da cucina generalmente in Cina, Corea, Giappone, Taiwan e Vietnam. Probabilmente l’uso risale alla Cina antica e l’uso di bastoncini di legno è comune anche in alcune aree del Tibet e del Nepal, quelle più prossime all’etnia cinese Han.

Le bacchette sono comunemente di legno di bamboo o di plastica, ma ne esistono tipi in metallo, avorio, osso e diverse tipologie di legno. Tradizionalmente si reggono con una sola mano, tra il pollice e le dita, e vanno mosse per raccogliere pezzetti di cibo.

Il termine inglese “chopstick” sembra derivi dal Chinese Pidgin English, in cui la parola “chop chop” significa “veloce”. In cinese mandarino le bacchette si chiamano kuàizi 筷子. 筷 è una parola formata da una parte fonetica “快”, che significa veloce, e una parte semantica, 竹, che significa bamboo.

Tempura e fritto misto, due piatti con un’anima in comune

La tempura, uno dei piatti più celebri della cucina nipponica, non vi fa pensare un po’ al nostro fritto misto? Suvvia, siate sinceri, hanno molto in comune! Ebbene, non c’è da stupirsi se sono così simili, la tempura giapponese, infatti, ha origini Europee.

Dovete sapere che il termine tempura nasce dalla fervida immaginazione dei cugini giapponesi, che, intorno al sedicesimo secolo, sentendo parlare i missionari portoghesi di tempora, cioè i giorni di digiuno ecclesiastico, usarono questo nome per indicare il fritto di magro, che mangiavano gli europei in quel periodo.

Le regole della cucina giapponese vogliono che la tempura si serva calda,anzi, caldissima, appena uscita dall’olio bollente, affinché mantenga la sua croccantezza. Un’altra regola da seguire è quella di mangiare a categorie, prima un tipo di verdura, poi il pesce, a seguire i gamberi e così via, evitando di alternare i sapori.

Oshinko: il sushi vegetariano ma non solo per i vegetariani

oshinko

Quest’oggi Ginger&Tomato vuole presentarvi un classico della cucina giapponese: oshinko. Con il termine oshinko vengono indicate molto semplicemente delle verdure in salamoia utilizzate nella decorazione del bento, nel sushi o nel takuwan. Quasi mai si mangia da solo in quanto presenta un sapore decisamente forte ma viene utilizzato soprattutto come decorazione. In origine si chiamava daikan, indicando con questo nome l’unico ortaggio con il quale veniva fatto l’oshinko, una specie di grande ravanello, dalla consistenza carnosa e dal sapore piccante che, messo in salamoia, acquista il classico colore giallo che si ritrova nei makimono. Tuttavia fare l’oshinko è davvero semplice e possono essere utilizzate tutte le combinazioni di verdure possibili. La ricetta di seguito è soltanto un esempio
Oshinko (ingredienti per circa 3 o 4 porzioni)
  • 1 cavolo bianco lavato e tagliato a pezzetti
  • 2 cetrioli, tagliati a rondelle
  • 2 carote tagliate a fettine sottili
  • 1 daikon, tagliato sottile
  • 3 peperoncini secchi
  • 100gr di sale grosso

Ramen giapponese: bacchette e scodelle per tutti!

ramen

 

Molti di noi sono cresciuti con i cartoni animati giapponesi ed una delle scene più classiche era quella in cui i protagonisti si abbuffavano mangiando una strana zuppa: dal detective Zenigata al più recente Naruto, li abbiamo visti tutti piegati su una ciotola con le bacchette in mano risucchiando qualcosa che assomigliava a dei “tagliolini”. Solo negli ultimi tempi però la cucina giapponese è stata rivalutata da noi italiani e non solo il suhi ed il sashimi, ma anche il ramen.

 

Il ramen è una ricetta diffusissima in tutta l’Asia, composta da spaghetti (o tagliatelle) all’uovo serviti in brodo di carne, verdura o pesce. Questa è la base, mentre il resto degli ingredienti e delle decorazioni variano a secondo di dove lo assaggerete. In Giappone sono innumerevoli i piccoli localini in cui vi serviranno un ramen speciale, frutto di sperimentazioni durate anni ( se capitate in Giappone e volete assaggiare il ramen evitate rigorosamente i locali grossi e che fanno parte di catene, e puntate su quelli piccoli e a conduzione familiare dove la ricetta del ramen è un tesoro tramandato di generazione in generazione.

 

Noi di Ginger vi presentiamo oggi una ricetta per preparare il ramen a casa (anche se con la globalizzazione adesso si trovano anche delle confezioni di ramen istantaneo o liofilizzato nei negozi orientali), cercando per quanto possibile di indicarvi ingredienti facilmente reperibili in Italia.

Okonomiyaki: Le polpette giapponesi di zio Marrabbio

Vi ricordate Kiss Me Licia? Il cartone animato raccontava la storia di una dolce ragazza, Licia, che un giorno, per caso, conosce un bimbo dai capelli azzurri, Andrea, accompagnato dal suo fedele gatto Giuliano. Andrea ha un fratello maggiore di nome Mirko e la storia vuole che tra Licia e Mirko nasca una storia d’amore tormentata da varie vicissitudini. Il papà di Licia, Marrabbio, è il gestore di una rosticceria dove il piatto forte sono delle succulente polpettine fritte.

Attorno al ristorante e a queste squisite polpette si snoda la vita dei personaggi che a volte assume dei tratti davvero divertenti in particolare le scenette tra lo zio Marrabbio e l’anziano amico di famiglia, Nonno Sam. La ricetta delle polpette è molto semplice e tra l’altro in Giappone vengono fatte davvero in quanto rappresentano un piatto sostanzioso e amato da tutti, grandi e piccoli.

Il nome originale è Okonomiyaki e letteralmente significa mettere sulla piastra quello che volete, e quindi partendo dalla ricetta di base si può davvero spaziare con la fantasia. In ogni caso, le due varianti più comuni sono tra l’Okonomiyaki con carne, e quindi pancetta, e quello con pesce, più frequentemente gamberetti.