Pomodoro e Melanzane: ricette estive facili e veloci per le conserve

Il periodo estivo è quello migliore per la coltura dei pomodori e delle melanzane. Ogni estate infatti si ha la possibilità di preparare delle gustose conserve con questi due semplici ingredienti che possono essere conservate nel tempo. Ringrazio la pagina facebook Cookist per la videoricetta che vi scriverò a breve.

https://www.facebook.com/Cookist/videos/926494161181043/

Passata di pomodoro

Una ricetta da preparare semplice ed alla portata anche dei più inesperti. Gli ingredienti necessari per preparala sono:

  • 3kg di pomodorini ciliegino
  • Acqua e Bicarbonato
  • Sale q.b.
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 cipolla bianca (o quella che preferite)
  • basilico fresco

Come si prepara dunque: sciacquare pomodorini con acqua e bicarbonato, dopodichè affettarli in due parti e metterli in un pentolino. Aggiungere il sale e lo zucchero assieme agli altri ingredienti. Un trucco per rimuovere l’aglio è utilizzare uno stecchino da togliere dopo la cottura. Cuocere in un pentolino per 40minuti e rimuovere aglio e basilico se preferite. Utilizzare un frullatore ad immersione per dare la consistenza della passata al composto. Versare il composto in un colino per filtrare la passata. Mettere la stessa in una pentola con un pizzico di sale, foglioline di basilico ed olio. Portare in cottura mescolando bene. Versare infine la passata nei vasetti di vetro. Per conservare meglio la passate far bollire i vasetti per 40minuti e cominciare ad utilizzare la passata dopo 1 mese dalla preparazione.

Festa della Mamma, centrotavola di primavera

Per rendere la tavola più elegante e più bella basta davvero poco: è sufficiente decorarla con qualche centrotavola che regala un tocco di colore e di raffinatezza in ogni momento. In occasione della Festa della Mamma proponiamo un centrotavola che si adatta anche al mese di maggio e alla primavera.

Menù festa mamma 2013, festa della mamma, centrotavola

È un centrotavola che viene preparato con gli asparagi e le rose bianche e rosa: basta davvero poco per realizzarlo ed eventualmente per personalizzarlo in qualche modo magari scegliendo altri colori di rose, di nastro, di tessuto o semplicemente variando un po’ la forma.

 

Stoviglie biodegradabili per una eco-festa!

stoviglie biodegradabili eco festa

Piatti e bicchieri di plastica possono essere un grande aiuto in cucina ed evitarci di fare l’enorme fatica che segue alla gioia di un pranzo con tanti invitati: lavare i piatti. Anche se le lavastoviglie sono molto già risolutive, c’è ancora chi non sa rinunciare alla praticità di bere in un bicchiere e gettarlo via quando non serve più. Ma i rifiuti provenienti da piatti e bicchieri di plastica porebbero diventare un serio problema e il loro impatto ambientale deve essere contenuto. Ecco perchè le stoviglie biodegradabili possono presto diventare la perfetta soluzione alla questione, perchè ci permettono di non rinunciare alla praticità dell’usa e getta senza fare male all’ambiente, e poi si trovano ormai facilmente nelle grandi catene di supermercati.

Apparecchiare la tavola di Pasqua: gli accessori indispensabili

apparecchiare tavola pasqua accessori indispensabili

 

Non è un’occasione formale come il Natale, ma anche il pranzo di Pasqua è un evento al quale bisogna dedicare qualche attenzione, nella scelta del menu e nella preparazione della tavola. Ma cosa serve per apparecchiare una tavola perfetta, che sia bella ma non troppo formale? Inutile dire che i piatti e i bicchieri sono un elemento imprescindibile e devono essere perfetti, di porcellana bianchi, ma se sono decorati fate attenzione che i colori si abbinino perfettamente a quelli della tavola. Il pranzo di Pasqua potrebbe essere l’occasione perfetta per tirare fuori l’argenteria. Se avete dei candelabri d’argento, posizionateli al centro della tavola con le candele accese per accogliere gli ospiti. Non c’è bisogno che li lucidiate, perchè il candelabro se è un po’ opaco dà alla tavola un’aria molto sofisticata.

Decorare la tavola a Pasqua: un trionfo di giallo e verde!

decorare tavola pasqua verde giallo

Sto cominciando a pensare ad un possibile menu pasquale. Sono un po’ in anticipo, ma per preparare alcune ricette speciali avrò bisogno di fare qualche tentativo per essere sicura che il risultato sia ineccepibile. Così, tra un arrosto ripieno e una torta pasqualina ho anche cominciato a immaginare le decorazioni per la mia tavola pasquale. Siccome si tratta di una festività primaverile ho intenzione di puntare sull’allegria dei colori accesi e brillanti, giallo e verde, ma anche arancio. Per apparecchiare una bella tavola non è necessario tirare fuori piatti di porcellana e posate d’argento, basta solo abbinare i colori e usare un po’ di fantasia. In tema pasquale, potete realizzare dei cestini di paglia da posizionare al centro del piatto o come segnaposto, sui quali mettere qualche confetto che ricorda le uova. E poi tovaglioli gialli e uova sode decorate non possono mancare.

Ricette per San Valentino: involtini di sogliola con cuore di gamberi, aromatizzati agli agrumi

Domani è San Valentino, ed oggi, oltre a suggerirvi una ricetta semplice ma raffinata, vi do anche una dritta sul come apparecchiare una tavola impeccabile soprattutto per quanto riguarda i bicchieri, proprio perché in una serata romantica non può mancare dell’ottimo vino.Per capire quindi come disporre i bicchieri in tavola, quali e quanti bicchieri utilizzare, e in che modo utilizzarli ecco a voi una breve ma utile guida:

fin dai banchetti rinascimentali i bicchieri sulla tavola occupano un posto preciso: leggermente a destra, rispetto al centro del piatto.

Indispensabili almeno due bicchieri: per l’acqua (più grande) e per il vino, disposti con questo ordine partendo da sinistra. E in questa posizione dovrebbero rimanere anche quando viene versata la bevanda. Ovvero: non si dovrebbero alzare per age­volare il servizio.

Come limite massimo, in tavola possono trovar posto quattro bicchieri. Partendo da sinistra: per l’acqua (grande), per il vino rosso (medio), per il vino bianco (medio): die­tro questo gruppo, il bicchiere per il vino da dessert o per lo spumante. I bicchieri per il vino non andrebbero mai riempiti, ma serviti poco oltre la metà e non oltre i due terzi, in dipendenza anche del tipo di vino.

Il “rito” del tè, come fare un buon tè e come conservare correttamente la teiera

tè all'inglese

Vediamo ora come si prepara il .

Il mo­do più «giusto» è quello all’inglese: si scalda prima la teiera versandovi acqua bollente; poi si svuota e vi si mette sul fondo un cucchiaino di foglie di per persona, più uno per la teiera; quindi si versano sul due dita di acqua bollente e si copre la teiera, lasciando in infusione per cinque minuti. Poi si finisce di riem­pire con altra acqua bollente e si lascia in infusione per altri due minuti. A que­sto punto il è pronto da servire, usan­do ovviamente un passino per trattenere le foglioline.

Latte o limone per accompagnare il té? Gli inglesi prediligono il latte e ne ver­sano una «nuvola» nella loro tazza, pri­ma di mettervi il .

Chi preferisce il li­mone, ne immergerà una fettina nel , che si «rischiarerà» leggermente. Chi non ama il troppo scuro, lo potrà alleg­gerire con l’aggiunta di un po’ di acqua calda. Lo zucchero è questione di gusti!

Il “rito” del tè

rito del tè

C’era una volta… il té delle cinque!

Le si­gnore che invitavano le amiche al ricevi­mento pomeridiano allestivano una vera e propria tavola imbandita, intorno alla quale ci si sedeva per bere il accompagnato da tartine, pasticcini, torte.

Oggi questa usanza è in gran parte tramontata.

E anche le signore più tradizionaliste (e che pos­sono permetterselo perché non lavorano, non hanno figli da seguire, né problemi di altro genere) pur non rinunciando al loro (magari con canasta o bridge po­meridiano) hanno semplificato il rituale, ac­contentandosi di un carrello sul quale di­spongono le tazze, la teiera, la zucche­riera, i cucchiaini, il bricchetto con il lat­te o il piattino per il limone e il vassoio con i dolcetti; esse stesse, poi, provvedono a servire il alle amiche sedute sui di­vani del soggiorno o intorno ai tavolini da gioco.

Mentre la scelta del vasellame di­pende ovviamente dai gusti e dalle pos­sibilità, sulla scelta della teiera si può fare invece una piccola divagazione che riguar­da il materiale.

Muffin cavolfiore, un’idea sfiziosa per gli antipasti delle feste

muffin cavolfiore

Questa ricetta, mi è stata insegnata da una mia zia la quale, per i pranzi delle feste, usava mettere al centro della tavola un grande cavolfiore ricoperto di besciamella e spolverato di tuorlo d’uovo sodo.

L’effetto ottico era simile ad una torta mimosa ed il gusto era stupefacente. Ovviamente poi, essendo un cavolfiore grosso veniva tagliato a fette e servito come antipasto.

Io, in questa mia personale versione, ho voluto utilizzare dei cavolfiori piccolini, in modo da creare delle monoporzioni; li ho inoltre gratinati, perchè, in questo modo assumono proprio l’aspetto di un “plumcake dolce”, una mini tortina. La fettina di ventricina è un tocco di gusto che serve a smorzare il sapore molto delicato della pietanza in se.

Potreste utilizzare queste mini tortine di cavolfiore come segnaposti per il cenone di capodanno per esempio; basterà infilzarle con uno stuzzicadenti, in cima al quale potrete attaccare con del cartoncino e una goccia di colla il nome della persona che dovrà occupare quel posto.

Credo inoltre che sia un’idea molto carina per proporre le verdure ai più piccoli, magari sostituendo la ventricina (dal sapore molto forte) con del prosciutto cotto.

Come servire a tavola in situazioni poco formali!/2

cena-informale

Quando la cena è più confidenziale e i padroni di casa si devono occupare anche del servizio, occorre che si alzino il meno possibile: innanzitutto predispongono un menù combinato in modo da evitare assenze troppo prolungate in cucina, e quindi allestendo tutto ciò che occorre parte in tavola e parte su piani d’appoggio facilmente raggiungibili da seduti, uno o due carrelli, un tavolinetto. Così in tavola ci saranno già tutte le posate, il cestino del pane, le saliere, la pepaiola, la mostardiera, la caraffa dell’acqua, le bottiglie con i loro sottobottiglia, un sottopiatto grande per appoggiare eventuali piatti caldissimi.

Sul ripiano alto del carrello saranno disposti i piatti di ricambio e le posate da portata, mentre si riserverà la parte bassa per i piatti sporchi. Sugli altri piani di appoggio predisponete un eventuale rechaud (fornello a spirito), un paio di presine nuove fiammanti, altro pane, altre bottiglie di vino, con quello bianco nella «glacette», un tovagliolo, qualche posata in più per ogni evenienza, e il vassoio con le tazze da caffè. Per il servizio non collocate il piatto di portata al centro della tavola in modo da evitare che gli invitati si debbano servire avvicinando il loro piatto.

Come si serve a tavola nelle occasioni importanti? /1

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Cominciamo con il caso di una cena formale, ove la padrona di casa avrà a disposizione una persona attenta e capace, non istruita all’ultimo momento. Un pranzo è veramente importante quando in tavola non ci sono troppi piatti o posate, che verranno messi man mano da chi si occupa del servizio, quando non c’è il cestino del pane ma vi sono piattini individuali, quando non ci sono le caraffe dell’acqua e le bottiglie di vino che verranno versate soltanto dalla persona di servizio, attenta a non lasciare mai i bicchieri vuoti. Anche sui piani d’appoggio presso la tavola non vi devono essere troppe cose, ma solo l’occorrente del momento.

Dopo che tutti si sono accomodati su invito della padrona di casa che assegnerà a ciascuno il suo posto, anche se ci sono i segnaposto, si farà circolare l’eventuale menù. Il servizio si farà in questo ordine: prima la signora di maggior riguardo (e non la padrona di casa, secondo l’uso inglese), poi le altre invitate in ordine di età o di importanza, quindi la padrona di casa. In seguito sono serviti i signori, sempre seguendo quest’ordine e da ultimo il padrone di casa. Le fondine da minestra vanno tolte con il piatto sottostante dalla destra del commensale, senza essere sostituite contemporaneamente da un altro piatto. Però chi serve deve tornare subito con dei piatti caldi che collocherà da sinistra, e man mano che arriva con i piatti di portata li offrirà al commensale da sinistra, presentati sulla mano aperta e ricoperta da un tovagliolo, mentre con la mano destra reggerà l’eventuale salsiera.

Come servire in tavola le diverse portate

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Stabilito il menù, allestita e abbellita la tavola a seconda delle varie occasioni con la più ampia facoltà di predisporre ogni cosa a proprio gusto e con estro personale, ecco dunque arrivato il momento di ricordare come presentare, servire (e mangiare) nelle occasioni impegnative le varie portate, secondo regole codificate da tempo nella tradizione della tavola e a cui è bene cercare di attenersi. Innanzi tutto occorre ricordare che gli antipasti, se sono molti e vari, si presentano in appositi vassoi suddivisi in scomparti o altrimenti in coppette o piccoli piatti di servizio oblunghi, corredati da forchettine o un cucchiaio da dessert. Si servono con il cucchiaio le olive e si mangiano con due dita, escluse quelle farcite che si mangiano con la forchetta. Sardine, acciughe, caviale, uova di pesce vanno serviti con una paletta. Il piatto dei salumi deve essere corredato da una piccola forchetta. I patés si servono con un coltello a spatola, ma si mangiano con la forchetta, senza spalmarli. Il melone si presenta tagliato a fette, privo di semi e completamente ricomposto in emisfero a forma di stella.

 Presentate le ostriche (o altri molluschi) aperte, senza la parte superiore della conchiglia e coricate su un letto di ghiaccio tritato. Accompagnatele con piattini di pane dì segale, spicchi di limone, riccioli di burro e una bottiglia di aceto balsamico. E si mangiano con forchettine speciali munite di un lato tagliente per staccare il mollusco dalla valva. Tartine, crostini, vols-auvents vanno serviti su un grande piatto di portata corredato di tovagliolo o di centrino, vengono presi con le mani e posti sul piatto prima di essere mangiati. Il caviale può essere servito già steso sui crostini imburrati (per l’aperitivo) oppure in una coppa di cristallo con doppiofondo pieno di ghiaccio tritato, accompagnato da piattini di pane tostato e di riccioli di burro ed, eventualmente, da uova sode tritate.

Impariamo ad apparecchiare bene la tavola in ogni occasione

Anche se non vogliamo rendercene conto, la tavola da pranzo diviene sempre più il centro della nostra famiglia. Ora, in molti casi la televisione ruba ogni occasione per uno scambio di vedute in famiglia perchè nessuno osa disturbare gli altri durante la «loro trasmissione»: il pasto in comune rimane l’unica occasione per la conversazione necessaria alla comprensione. In concomitanza cresce quindi il bisogno avvertito da ogni familiare di poter prendere posto attorno ad una tavola ben curata.

Per un coperto davanti a cui sedere comodamente si ha bisogno di una larghezza di 70-80 cm. La distanza tra il bordo della tavola e la parete della stanza deve essere sufficiente per potersi muovere liberamente perchè il pranzo non deve essere una rigida greppia. Sulla tavola della prima colazione ci vogliono cucchiaini da caffè e coltello e se si mangiano le uova anche i cucchiaini per le uova. Anche se, come avviene in molte famiglie, a colazione si mangia dell’affettato si può rinunciare alle forchette. Si mette sull’affettato una forchetta di portata con la quale tutti si servono. Pane e panini vengono spalmati con il coltello.

Wellness Cucina, come distendersi tra i fornelli

Da sempre sono un accanito sostenitore della teoria dello stare bene in cucina per star bene con se stessi! In che senso? Mi spiego meglio: per vivere, per legge di natura, siamo obbligati a nutrirci, mangiare diventa quindi routine, la stessa operazione da compiere due volte al giorno. Bene! Molte persone vivono l’appuntamento con la tavola in questo modo: come cosa necessaria da fare ma senza piacere.

Niente di più triste, per quel che mi riguarda, il pasto è un rito giornaliero, un appuntamento che si rinnova giorno dopo giorno, che va pregustato fin dal momento della preparazione del cibo, circondandosi in cucina di oggetti ed utensili dalle forme e dai coloro accattivanti e piacevoli, e quando se ne ha l’opportunità di amici che contribuiscono alla realizzazione del pasto.

Insomma credo che l’approccio che si debba avere nei confronti del cibo debba partire dalla cucina, quindi dalla preparazione del piatto che deve essere cucinato con allegria, pensando: visto che debbo nutrirmi per vivere, perché non farlo in modo piacevole?