Pic nic di primavera, i piatti preferiti dagli italiani

Il pic nic piace e anche molto agli italiani: complice il bel tempo e l’arrivo della primavera, tutti sembrano lanciarsi nell’organizzazione di weekend all’insegna del sole. E circa il 16% in più degli italiani rispetto allo scorso anno, ha scelto il picnic anche in occasione della giornata del 25 aprile. La recente indagine Ipsos sulle abitudini dei connazionali, conferma che gli italiani amano divertirsi in compagnia rilassandosi.

Picnic

I risultati dell’indagine sono stati resi noti a Villa Pamphili, in occasione dell’evento “Pic nic mania” che conferma come il pin nic stia vivendo un momento di grande spolvero. 

International Picnic Day, come festeggiare

Pensate che il pic nic sia qualcosa di informale che non richiede attenzione?

Tutto il contrario: domenica 18 giugno si festeggia l’International Picnic Day, una giornata interamente dedicata alla tradizione del pic nic nato nella Franca del 1600.

Picnic

L’abbreviazione che utilizziamo pic nic, indica originariamente il pique-nique che erano all’epoca eventi sociali in cui ogni ospite doveva portare qualcosa per sé e da mangiare insieme agli altri.

Come decorare la tavola di San Valentino

Come decorare tavola San Valentino

San Valentino è ormai alle porte, abbiamo visto diverse ricette da poter preparare per l’occasione, per coccolare la nostra dolce metà ma non abbiamo finora trattato un aspetto altrettanto importante ovvero come decorare la tavola. Già perchè anche l’occhio vuole la sua parte e sedersi ad un tavolo apparecchiato in maniera accurata, con attenzione ai colori, il rosso è il re in questo caso, con i giusti tovaglioli o con qualche accorgimento particolare fa di certo la differenza. Ecco quindi qualche consiglio, potrete farvi ispirare dalla photo gallery, su come decorare la tavola per San Valentino.

Idee natalizie: come addobbo la tavola?

Christmas Placesettings

 

Dove passerete il Natale? Ne approfitterete per partire e godervi il meritato riposo, magari sulle piste da sci o sulle spiagge di qualche isola tropicale, o rimarrete in casa a festeggiare con amici e parenti? Sarete ospiti o padroni di casa? In quest’ultimo caso credo che vorrete fare una bella figura con una tavola apparecchiata e addobbata in maniera impeccabile, no? Ed allora ho pensato che qualche consiglio non guasterebbe soprattutto, se, come me, siete alla ricerca di idee e spunti natalizi. Già, perchè addobbare una tavola per il cenone della vigilia di Natale o per il pranzo del 25 non è cosa da poco. Tutto deve essere al suo posto, i particolari ben curati per non lasciare nulla al caso in modo che i vostri ospiti si sentano un pò “viziati” perchè no.

Cocktail d’estate, per chi oltre a mangiare sorseggia con classe!

Cocktail_estate

Si beve, e tanto. L’arsura che ci ha preso in questi giorni di caldo asfissiante, le enormi quantità di acqua consumate, i succhi che nel giro di 24 ore sparivano dal frigorifero, il desiderio di una birra al calar del sole, sperando nella brezza del mare per risollevarsi e non rischiare di scontare il consumo di un po’ di alcool, magari di qualche cocktail, per tutta la notte.

Queste 4 semplici ricette sono molto dissetanti, fresche e al sapor d’estate. Le prime due sono alcoliche mentre le altre sono assolutamente neutre, alla frutta e al caffè, e io vi consiglio di provarle, per due motivi. Il primo, che riguarda quelle alcoliche, è che è sempre molto carino accogliere gli amici a casa, sul terrazzo magari, o anche condividere  con loro una serata nella casa che si è affittata insieme per l’estate, con un cocktail preparato con le nostre mani, nuovo, diverso, casalingo ma sofisticato ed elegante, che rende piacevole stare insieme e spillucare qualcosa di salato, come se si fosse fuori ma restando in casa.

Per quanto riguarda le bevande analcoliche io cerco sempre di mettere in frigo qualche variante fresca, rispetto all’acqua intendo, e oltre ai soliti succhi o al thè freddo è simpatico anche preparare delle bevande fresche, e anche sostanziose, come lo spumone o quelle che contengono la frutta frullata, per sorseggiare non solo qualcosa di diverso, ma anche di un po’ speciale.

Cucina & Design: la bellezza delle tazze usurate

tazza stain

Il tempo passa inesorabile, tutto muta e si trasforma, invecchia. L’usura della vostra tazze da tè o caffé preferite vi preoccupa? Siete di quella razza diffusa che, pur di non rovinare il set da té della nonna, tramandato di generazione in generazione, preziose porcellane a livello emotivo, lava tutto solo a mano con estrema delicatezza ed amore?

Bene. Cari i miei precisetti, il vostro incubo peggiore quindi è il passare del tempo. Difatti le stoviglie e il vasellame, più è usato più tende a perdere quella purezza iniziale di appena uscito dal negozio e soprattutto, si riempie di macchie.

Che fare?
Tranquilli, la soluzione è a portata di mano. Invece di tediarvi e tediare chi ha la fortuna di condividere con voi casa e cucina, c’è chi ha prontamente pensato a come intevenire per sovvertire l’inesorabile trascorrere del tempo, piegando al proprio favore l’invecchiamento degli oggetti.

Ci viene in soccorso il sito tea finely brewed, curioso blog che seguo da un po’, dedicato a tutti i té addicted. Peculiarità del sito è sicuramente quella di svelare trucchi ed elargire consigli a chi si muove nel mondo dei santi bevitori di té. Stavolta ci apre l’orizzonte della scelta della tazza da té, proponendo una divertente alternativa a quelle che siamo abituati ad usare.

Sto parlando di Stain Teacup, le tazze da té che rivelano il decoro solo dopo costante utilizzo. Più vengono usate queste particolari tazze, più si ha la matematica certezza che  diventeranno ancor più belle.

Perchè?

Idee per il Barbeque: grigliando polpette

meatball-griller Gioia mista a stupore alla visione di questo portento di griglia! Voi amanti delle scampagnate e che non mangiate all’aperto se non carichi di carbonella e salamelle, voi maestri nell’arte dell’accendere il fuoco anche con due sassi, voi perfetti fuochisti, esultate!

Ecco una scoperta che cambierà ed amplierà la gamma delle vostre specialità culinarie da proporre durante le vostre perfette giornate di brace. Perchè non unire la magia del barbeque all gusto delle polpette?

Perchè diciamolo, le polpette da che mondo è mondo, sono irresistibili per chiunque. Piccole, grandi, succulenti, aromatizzate, vegetariane, ripiene… quelle della nonna! Ginger & Tomato ne ha proposte di varianti da sbavare.

Questa è una valida alternativa per grigliarle, in quantità, velocemente ed ordinatamente. Geniale strumento per godere in pieno di fumosi profumi di brace.

Proposto da Williams Sonoma alla modica cifra di $49.99. Pesanti polpette fatte in casa con la vostra super ricetta segreta?

No problem. Questo è davvero quello che stavate aspettando. Il Meatball Grill Basket è super resistente, concepito e costruito in una forte struttura di acciao per sorreggere e cuocere le vostre polpette preferite. In più tutta la superficie è bucherellata, in modo da permettere alle carne di far colare il grasso in eccesso, nella perfetta salubre tradizione della grigliata.

Aperitivi & bicchieri: è di qualcuno questo bicchiere?

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Sempre per rimanere in tema aperitivi & bevande,  sento il bisogno di segnalare un problema che mi sta affliggendo in questi giorni estivi di happy hour con gli amici: qui lo dico e non lo nego, se c’è una cosa che odio è quando nel bel mezzo di una serata mi sparisce il bicchiere.

Luogo del misfatto? Il famigerato aperitivo nei locali con tavoli degnamente imbanditi per l’occasione, con il continuo viottolo  avanti e indietro per procacciarsi il cibo, quello che alla modica cifra di  una bevuta ti permette di mangiare  e spelluzzicare qua e la.

Il lato divertente di un buffet in piedi, una festa o un aperitivo è sicuramente quello di potersi muovere, chiaccherare girando per il posto. Uno degli inconvenienti più fastidiosi di questi sempre più usuali eventi socio-gastronomici è che non prevedono di stare fermi e seduti ad un tavolo, quindi le mani sono sempre super impegnate tra bicchieri, cellulari, sigarette e finger food. Ed è li che accade il fattaccio: appoggi il bicchiere un attimo, lo lasci li accanto a te, ti distrai un attimo e…. riesce a sparire nel giro di un secondo, più veloce di un bimbo appena entrato al supermercato. E magari era ancora mezzo pieno!

Fosse per me scriverei il nome di ognuno su ogni bicchiere, prorpio come alle feste delle medie. Ma c’è chi ha aguzzato l’ingegno, trovando una soluzione ancor più divertente e di sicuro appeal per una interessante linea di bicchieri.

Come servire a tavola in situazioni poco formali!/2

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Quando la cena è più confidenziale e i padroni di casa si devono occupare anche del servizio, occorre che si alzino il meno possibile: innanzitutto predispongono un menù combinato in modo da evitare assenze troppo prolungate in cucina, e quindi allestendo tutto ciò che occorre parte in tavola e parte su piani d’appoggio facilmente raggiungibili da seduti, uno o due carrelli, un tavolinetto. Così in tavola ci saranno già tutte le posate, il cestino del pane, le saliere, la pepaiola, la mostardiera, la caraffa dell’acqua, le bottiglie con i loro sottobottiglia, un sottopiatto grande per appoggiare eventuali piatti caldissimi.

Sul ripiano alto del carrello saranno disposti i piatti di ricambio e le posate da portata, mentre si riserverà la parte bassa per i piatti sporchi. Sugli altri piani di appoggio predisponete un eventuale rechaud (fornello a spirito), un paio di presine nuove fiammanti, altro pane, altre bottiglie di vino, con quello bianco nella «glacette», un tovagliolo, qualche posata in più per ogni evenienza, e il vassoio con le tazze da caffè. Per il servizio non collocate il piatto di portata al centro della tavola in modo da evitare che gli invitati si debbano servire avvicinando il loro piatto.

Come si serve a tavola nelle occasioni importanti? /1

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Cominciamo con il caso di una cena formale, ove la padrona di casa avrà a disposizione una persona attenta e capace, non istruita all’ultimo momento. Un pranzo è veramente importante quando in tavola non ci sono troppi piatti o posate, che verranno messi man mano da chi si occupa del servizio, quando non c’è il cestino del pane ma vi sono piattini individuali, quando non ci sono le caraffe dell’acqua e le bottiglie di vino che verranno versate soltanto dalla persona di servizio, attenta a non lasciare mai i bicchieri vuoti. Anche sui piani d’appoggio presso la tavola non vi devono essere troppe cose, ma solo l’occorrente del momento.

Dopo che tutti si sono accomodati su invito della padrona di casa che assegnerà a ciascuno il suo posto, anche se ci sono i segnaposto, si farà circolare l’eventuale menù. Il servizio si farà in questo ordine: prima la signora di maggior riguardo (e non la padrona di casa, secondo l’uso inglese), poi le altre invitate in ordine di età o di importanza, quindi la padrona di casa. In seguito sono serviti i signori, sempre seguendo quest’ordine e da ultimo il padrone di casa. Le fondine da minestra vanno tolte con il piatto sottostante dalla destra del commensale, senza essere sostituite contemporaneamente da un altro piatto. Però chi serve deve tornare subito con dei piatti caldi che collocherà da sinistra, e man mano che arriva con i piatti di portata li offrirà al commensale da sinistra, presentati sulla mano aperta e ricoperta da un tovagliolo, mentre con la mano destra reggerà l’eventuale salsiera.

Buon Appetito Miss Geschick !

buon appetito

“Buongiorno tesoro, facciamo colazione a letto oggi? E’ domenica mattina, pensi che potremmo coccolarci un po’ rimanendo ancora a sonnecchiare qualche ora in più nel lettone, magari improvvisando un minimal brunch casalingo?”

Voi riuscireste a dire di no a questi occhioni e frangetta che sembrano usciti dalla riedizione di Cappuccetto Rosso ma dieci anni dopo? Beh, mentre ci pensate e sognate un dolce risveglio, vi ricordo che la colazione a letto non è sempre come uno si aspetta, è un’arte e di difficile realizzazione. Ci vuole stile, passione ed esperienza. Potrebbe sembrare la cosa più facile e naturale del mondo, estemporanea e impulsiva, ma in realtà non è così.

Parlo di:

  • briciole ovunque
  • caffè rovesciati o schizzi
  • marmellata spalmata dove non dovrebbe
  • contenitori caldi e freddi che turbano i nostri arti ancora addormentati
  • equilibri precari di piatti e tazze

Avete ancora dubbi? Devo essere più specifica o basta solo la parola briciole ad evocare sgradite sensazioni? Rigirasi nel letto graffiandosi gambe e schiena con le briciole della colazione… Astio e fastidio. No, così non va bene, tutto questo può trasformare la meraviglia della colazione a letto in uno dei peggiori incubi, compromettendo il buon umore e il felice svolgersi di tutta la giornata.

Bene, come sempre il design ci viene in soccorso, i food designer le pensano proprio tutte per migliorare il nostro quotidiano, partendo dai piccoli gesti come il dramma della colazione a letto.

Signori e signore, un inchino a Miss Geschick e Lady Lapsus per la geniale trovata: ecco a voi il lenzuolo che cambierà la qualità deli vostri risvegli.

Datemi un cucchiaio e solleverò il mondo

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Sempre per la serie benedetto sia il food design e tutti i suoi seguaci, ecco un’altra interessante proposta per sostenere la generazione del pratico e multiuso. Grazie a yanko design, avevamo già scoperto il cake-sharer ( contenitore che si trasforma in piattino coltello e forchetta). Adesso vi segnalo una variante sullo stesso tema, il cucchiaio sempre a portata di mano.

Curiosa questa scatola di cartone che contiene prelibatezze e custodisce un cucchiaio pronto all’uso. Proprio un asso nella manica, oserei dire. Come del maiale non si butta via nulla, anche questo packagin è stato progettato per avere più funzioni. L’idea viene dalla Cina e dai suoi designer: Won-Jae Lee, Jun-Yong Lee, Sang-Jun Hahn, Sun-Kyu Kim e Yeo-Wool Kang.

Un po’ insostenibile leggerezza del niente che è stata prontamente adattata alla necessità principale, alla conseguenza primaria dello shopping gastronomico compulsivo: vedo, compro, vorrei mangiare ma devo aspettare di arrivare a casa per avere gli strumenti per consumare. Adesso, gioia e dolore di potersi abbandonare al raptus alimentare e degustare sul posto il lauto pasto tanto desiderato.

In pratica il cucchiaio è stato estrapolato dallo spazio vuoto che si crea dal manico della scatola, il ben evidenziato da fotografia come  dead space. Basta staccare la linguetta seguendo le linee tratteggiate e piegare. Ecco pronto il cucchiaio.

Di seguito tutte le varie fasi illustrate sul come estrapolare lo strumento dalla scatola:

Come servire in tavola le diverse portate

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Stabilito il menù, allestita e abbellita la tavola a seconda delle varie occasioni con la più ampia facoltà di predisporre ogni cosa a proprio gusto e con estro personale, ecco dunque arrivato il momento di ricordare come presentare, servire (e mangiare) nelle occasioni impegnative le varie portate, secondo regole codificate da tempo nella tradizione della tavola e a cui è bene cercare di attenersi. Innanzi tutto occorre ricordare che gli antipasti, se sono molti e vari, si presentano in appositi vassoi suddivisi in scomparti o altrimenti in coppette o piccoli piatti di servizio oblunghi, corredati da forchettine o un cucchiaio da dessert. Si servono con il cucchiaio le olive e si mangiano con due dita, escluse quelle farcite che si mangiano con la forchetta. Sardine, acciughe, caviale, uova di pesce vanno serviti con una paletta. Il piatto dei salumi deve essere corredato da una piccola forchetta. I patés si servono con un coltello a spatola, ma si mangiano con la forchetta, senza spalmarli. Il melone si presenta tagliato a fette, privo di semi e completamente ricomposto in emisfero a forma di stella.

 Presentate le ostriche (o altri molluschi) aperte, senza la parte superiore della conchiglia e coricate su un letto di ghiaccio tritato. Accompagnatele con piattini di pane dì segale, spicchi di limone, riccioli di burro e una bottiglia di aceto balsamico. E si mangiano con forchettine speciali munite di un lato tagliente per staccare il mollusco dalla valva. Tartine, crostini, vols-auvents vanno serviti su un grande piatto di portata corredato di tovagliolo o di centrino, vengono presi con le mani e posti sul piatto prima di essere mangiati. Il caviale può essere servito già steso sui crostini imburrati (per l’aperitivo) oppure in una coppa di cristallo con doppiofondo pieno di ghiaccio tritato, accompagnato da piattini di pane tostato e di riccioli di burro ed, eventualmente, da uova sode tritate.

Bicchieri in vetro o cristallo?

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Un bel servizio di porcellana per la tavola non può non esser accompagnato da un altrettanto valido corredo di bicchieri, il cui valore è formato da un insieme di elementi: il tipo dì materiale, la sua lavorazione, la lucentezza, la forma piacevole e bene assortita con lo stile della ceramica a cui va abbinato, fatta di linearità e leggerezza per chi ama la tavola raffinata ma di gusto moderno o, al contrario, di corposità se non si vuole abbandonare la tradizione. Per i bicchieri da tavola, come per la ceramica, la scelta è vastissima: si va dal più semplice pezzo in vetro per la tavola di tutti i giorni al più raffinato cristallo di Boemia lavorato e intagliato a mano. E tra questi due estremi esiste una vasta produzione intermedia a diversi livelli, spesso molto apprezzabili, che può creare imbarazzo al momento della scelta.

Cominciamo col parlare di cristallo. Per meritarsi questa qualifica il cristallo deve contenere almeno il 24 per cento di piombo. Esistono però prodotti che ne contengono di più (fino al 30 per cento): vengono definiti «cristallo superiore» e si prestano a lavorazioni più sofisticate. I più preziosi sono interamente lavorati a mano: dalla «soffiatura», alla realizzazione dello stelo e del piede che vengono abilmente applicati in modo che non si veda la giuntura; anche le caratteristiche sfaccettature, le decorazioni a «mola», gli intagli, le incisioni sono realizzate a mano, pezzo per pezzo. Operazioni che aumentano lucentezza e preziosità. Data la sua composizione, il cristallo è più pesante del vetro. Questo elemento può essere d’aiuto nel giudicare un bicchiere di provenienza incerta. Difficilmente poi è sottile come può esserlo un vetro, poiché la sua corposità è una condizione che gli consente di essere lavorato nelle fasi successive alla soffiatura. Esiste, naturalmente, anche una produzione di bicchieri in cristallo realizzati interamente con le macchine.