Buona domenica a tutti e soprattutto buon San Valentino! Per chi non li conoscesse ancora spiego subito che cosa sono : gli eclairs sono dei pasticcini dalla forma allungata (ma ovviamente ognuno li prepara secondo i propri gusti) fatti di pasta choux, la pasta base dei bignè per intenderci. Dopo aver cotto la pasta, si divide in due ogni singolo pasticcino e si farcisce con una crema a piacere (solitamente le classiche pasticcera, al cioccolato o al caffè) e si completa il tutto ricoprendo l’eclair con un glassa che si abbini al ripieno. Personalmente mi sono innamorata di questi dolcetti scoprendoli per la prima volta guardando il film “Semplicemente irresistibile”, quì facevano la loro comparsa gli eclairs al caramello, pura goduria. Io come primo tentativo ho scelto di preparare quelli classici al cioccolato. Quindi ho provato questa crema al cioccolato e la glassa lucida sempre al cioccolato per ricoprirli. Piccola curiosità: sapete che il termine eclair significa lampo? Probabilmente questi dolcetti appartenenti alla pasticceria francese devono il loro nome al fatto che vengano fatti fuori in un batter d’occhio. Se non avete ancora scelto cosa donare oggi alla vostra metà, vi consiglio assolutamente gli eclairs, sono di facilissima esecuzione nonostante l’aspetto. Provare per credere!
Cibo & Cinema
Soul Kitchen, un tuffo nell’esilarante mondo di questo film
Sappiamo bene quanto siano numerosi i film che parlano di cibo e cucina, di recente uscita possiamo citare Julie&Julia, ma come dimenticare i sensuali assaggi di Chocolat o le emozioni raccontate in Pomodori Verdi Fritti? Tutta la passione, la fatica, la forza, le vibrazione che emette la cucina quando è accarezzata dal cibo possiamo ritrovarle in un film, perchè i film raccontano le vita e niente più di ciò di cui ci nutriamo, del modo in cui lo prepariamo e delle storie che si intrecciano con esso può far parte di un racconto cinematografico.
Il regista in questione è Fatih Akin, che ha raggiunto la fama nel 2004, con La Sposa Turca, una meravigliosa pellicola che ha vinto il Festival di Berlino proprio in quell’anno, una storia d’amore e sofferenza, forte e delicata al tempo stesso. Akin, turco di seconda generazione e nato ad Amburgo, si propone di non realizzare film sull’emigrazione, ma molto spesso le sue storie vanno a trattare questa tematica, seppur con uno sguardo molto originale, profondo o divertente che sia, che va a toccare la terra e la cultura d’origine che si intrecciano con la terra che accoglie i protagonsiti, turchi, e con il loro modo di adattarsi a questa vita.
Ma arriviamo al nostro Soul Kitchen.
Prodotti Dharma, subito a casa tua !
Se non siete spassionati fan della serie Lost, probabilmente tutto questo non vi farà né caldo né freddo. Questi prodotti, con queste etichette non vi sembreranno altro che banali prove di stampa di chissà quale giovane grafico. Se invece fate parte della nutrita folla si super addicted della ormai celebre e celebrata serie televisiva Lost, continuate a leggere: tra poche righe potreste trovare la soluzione per realizzare un vostro recondito sogno.
Voi che vi vantate di non aver perso neanche una puntata, avete presente il progetto Dharma, giusto? Ecco, allora vi sarete sicuramente fatti catturati dal fascino misterioso delle etichette dei prodotti Dharma, oramai segno inconfondibile di Lost e della vita sull’isola.
E’ incredibile come le confezioni e la grafica di questi prodotti abbiano colpito la fantasia del pubblico, sono bastate due o tre puntate e mi sono rimaste stampate nel cervello.
Avere prodotti dharma in dispensa non è il sogno un po’ di tutti? O solo mio sogno segreto?
Per me, adesso è un bisogno impellente. Io, in questo momento devo averli assolutamente.
Come fare, calcolando che non sono in commercio?
Scopriamo una varietà di pane indiano attraverso The Millionaire: il chapati

TEMPO: 20 minuti (più 1 ora di riposo)| COSTO: basso| DIFFICOLTA’:bassa
VEGETARIANA: SI | PICCANTE:NO | GLUTINE: SI | BAMBINI: SI
Negli ultimi tempi raramente un film mi ha appassionato particolarmente, eccezion fatta per quello oggetto di questo articolo: The millionaire. Appena letto il titolo non sapevo che genere di film aspettarmi, ma devo dire che le mie impressioni sono state più che positive.
In sintesi Jamal, il protagonista, arrestato perché sospettato di imbrogliare al famoso gioco Il milionario, viene interrogato dalla polizia. Mentre ripassa le domande una per una, inizia, attraverso vari flashback, a ricordare la storia della sua vita da bambino passata dapprima per le strade insieme al fratello Selim e Latika, una bambina di cui si innamorerà e perderà di vista salvo poi … forse è meglio che mi fermi quì. Non vorrei rovinare la sorpresa a chi non ha ancora visto il film.
Tra i vari momenti che gli tornano alla mente c’è questo: lui e Selim, il fratello, sono riusciti a scappare dalla banda che li ha imprigionati e che li avrebbe accecati se solo fossero rimasti lì, e con un espediente riescono a rubare qualche chapati…
Il chapati è il pane indiano, forse la varietà più diffusa. E’ molto semplice da preparare e prevede l’utilizzo di pochi ingredienti facilmente reperibili.
I sandwichs di “A beautiful mind”

Oggi facciamo un salto nel passato, ma giusto di qualche anno, spostandoci nel 2001. Questo è l’anno di uscita del film “A beautiful mind” diretto da Ron Howard che vede come protagonista Russel Crowe nei panni del matematico, nonchè premio Nobel per l’economia nel 1994, John Nash.
La storia è molto affascinante perchè ispirata alla vita del matematico che studiò per anni il modo trovare un’idea originale a cui applicare le sue formule. Il fatto su cui porre l’accento è che ci riuscì nonostante fosse affetto da una forma di schizofrenia degenerativa. La scena che ai nostri fini è interessante è una delle ultime, ambientata nell’università di Princeton, quando uno studente, riconoscendolo, gli chiede di mostrargli la sua teoria, e proprio all’inizio della spiegazione Nash offre al ragazzo un sandwich…
Prima di passare alla ricetta, una piccola curiosità: sapevate che questo tipo di panino prende il nome da John Montagu, quarto Conte di Sandwich? Difatti fece la sua comparsa proprio al tavolo da gioco del conte il quale era così appassionato di carte che non vi si distoglieva neanche per recarsi nella sala da pranzo, ma preferiva consumare il suo pasto lì. Fu in una di queste occasioni che si pensò di coprire le tartine servite, con una fetta di pane sopra in modo da poterle gustare direttamente con le mani senza sporcarsele e senza l’ausilio di piatto e posate.
La zuppa di mais da “Il diavolo veste Prada”
Andy si trova in mensa insieme a Nigel, ha appena scelto la zuppa di mais, anzi la tiene già tra
I muffins di “Via col vento”
Alzi la mano chi non ha mai visto Via col Vento, il film diretto da Victor Fleming nel 1939 oramai diventato un cult, che ha portato al successo l’attrice Vivien Leight, l’interprete della capricciosa ed a volte insopportabile, ma sempre di grande fascino, Rossella O’Hara. Personalmente l’avrò visto 4 volte, ma non tutte sono riuscita ad arrivare alla fine, ma ok, questo è un altro discorso…
Chi l’ha visto, dicevo, ricorderà che nel momento della preparazione per la festa alla quale la signorina O’Hara è invitata, precisamente durante la vestizione, con tanto di classico “strizzamento” del busto, Mamy le porge dei dolcetti su un vassoio dicendole:
Miss Rossella, le signorine di buona famiglia alle feste devono mangiare come un uccellino, prima di uscire mangia uno dei miei muffins…
La storia di GingerMan, l’omino di pan di zenzero

Slow Food on Film: a Bologna cibo e cinema si incontrano
E’ stato presentato a Bologna la prima edizione di Slow Food on film, una manifestazione che si svolgerà dal 7
Biancaneve e la torta di uva spina

Torta di uva spina (ingredienti per 4/5 persone)
- 1kg di uva spina (ribes) fresca,congelata o in scatola
- 150gr di farina
- 400gr di zucchero
- ½ panetto di burro o margarina vegetale
- 2 dischi di pasta frolla pronta da infornare
A tavola “Senz’amarezza”, il vino dei Cesaroni
Una novità in arrivo sulle nostre tavole. Non era sufficiente vederli in televisione, adesso li avremo ospiti in casa nostra.
Pomodori verdi fritti alla fermata del treno (ovvero: Fried Green Tomatoes)


Okonomiyaki: Le polpette giapponesi di zio Marrabbio

La dieta di Bridget Jones e la zuppa di porri
Nel primo film “Il diario di Bridget Jones”, uscito nella sale nel 2001, la bionda single si ritrova sballottata e indecisa tra due uomini: il suo arrogante e spregiudicato capo, interpretato da Hugh Grant, ed il goffo ma affascinante avvocato, Colin Firth.




