Avete la necessità di preparare una cena rapida, perché siete tornati stanchi dal lavoro o perché avete degli ospiti a sorpresa e non potete passare troppo tempo in cucina? Nessun problema, con i nostri consigli potrete preparare qualcosa di molto veloce senza dover rinunciare al gusto e all’estetica del piatto.
Vi propongo un piatto che fa sempre la sua bella figura e non vi farà sfigurare agli occhi dei vostri amici. Un piatto leggero che potrete servire come piatto unico accompagnato da una delle tante insalate che vi abbiamo proposto in passato. Trattasi delle Scaloppine al formaggio, un’altra ricetta da aggiungere alle altre sulle scaloppine.
Poche parole per introdurre la ricetta di oggi: le Frittelle di salmone alla scozzese. Chi ci legge da più tempo ormai saprà che sono un appassionato di feste e riunioni con portate in stile finger food. Qualche piatto distribuito nel salotto con piccoli assaggi, come ad esempio delle crocchette al pesto o dei banderillos in stile spagnolo, due o tre bottiglie di vino, e la serata può trascorrere allegramente.
Ma per non riproporre le stesse pietanze occorre documentarsi e sperimentare nuove ricette. Gli ospiti, anche se amici di vecchia data, sono sempre intransigenti e bisogna cercare sempre di stupirli! L’ultima volta li ho sorpresi con le Frittelle di salmone alla scozzese, provateci anche voi!
Gli straccetti alla soia sono una preparazione molto orientaleggiante dei classici straccetti con rughetta all’italiana. L’idea di provarli è nata un po’ per caso: in casa eravamo stufi di preparare gli straccetti di manzo alla solita maniera così abbiamo provato questa alternativa, con la salsa di soia appunto! La variante è stata accettata con entusiasmo dai membri della mia famiglia così ho pensato di offrirla in maniera molto garbata anche ai gentili ospiti del blog di gingerandtomato.
STRACCETTI ALLA SOIA
Ingredienti per 4 persone:
manzo tagliato a fettine sottilissime g 500|Porto 0,5lt |salsa di soia lt 0,5 |un cucchiaio di fecola | 3 cucchiai di olio d’oliva extravergine |sale e pepe
TEMPO:2 ore e 15 minuti|COSTO:medio-alto|DIFFICOLTA’:bassa
VEGETARIANA:NO|PICCANTE:NO|GLUTINE:NO| BAMBINI:NO
Finalmente è arrivato il clima ideale per preparare dei bei piatti di carne, molto calorici e con il giusto contenuto di grassi, che aiutano a vincere il freddo. Quando il clima si fa più rigido, fa piacere trovare in tavola un buon piatto d’arrosto, di stufato o di brasato, piatti che ben si lasciano accompagnare da un robusto bicchiere di vino rosso.
Visto che di stufati abbiamo già parlato, e vi abbiamo dato anche un ottima ricetta per preparare l’Arrosto di maiale con le prugne, oggi vi proponiamo un arrosto di vitello, per meglio dire il Vitello del gendarme. Una ricetta abbastanza semplice che non necessita di troppi ingredienti e che possiamo definire completa, poiché compresa anche delle verdure di contorno. Ecco a voi la ricetta del Vitello del gendarme.
La polenta istantanea è un grande jolly da tenere in cucina a disposizione delle diverse esigenze; si dice che una donna dovrebbe sempre avere nell’armadio almeno una camicetta bianca ed un paio di pantaloni neri allo stesso modo dico che in ogni cucina, in autunno, dovrebbe sempre esserci una confezione di polenta istantanea ed una di funghi, secchi o surgelati che siano. Io personalmente li tengo tutti e due, ma come dicono le mie amiche io sono maniacale in cucina. Comunque vi propongo due idee per preparare una cena e un antipasto veloce, se avete ospiti all’ultimo minuto o se semplicemente avete avuto una giornata super impegnata e non avete granché voglia di star lì a cucinare: Purea di polenta con bistecchine di collo di maiale e funghi, Polenta grigliata con funghi.
Eccovi gli ingredienti per il primo piatto:
4 bistecchine di collo | 2 pleutoros freschi o una confezione di misto funghi | 2 cucchiaini di senape | 1 mazzetto di erbe aromatiche -timo e rosmarino- | 700 ml di brodo di pollo | 170 gr di polenta istantanea | 50 gr di mascarpone | 40 gr di burro | sale e pepe nero.
Preparazione: mettere il burro in un tegame e far fondere, aggiungere il mazzetto di erbe aromatiche, tutto il brodo tranne una tazzina e portare ad ebollizione. Aggiungere gradatamente la polenta e girare, far cuocere per circa 4 minuti. Togliere la pentola dal fuoco, aggiungere il mascarpone, aggiustare di sale e pepe e servire nei piatti accompagndo con le bistecchine di collo cosparse di senape che avrete cotto in una padella bollente e la salsa di funghi a parte.
Per la salsa fate ridurre il fondo di cottura dei funghi con dello scalogno un cucchiaino di burro, due cucchaini di farina ed un poco di brodo.
Cari amici, volete sapere come poter riutilizzare i maccheroni che avete cotto in eccesso rispetto al numero di persone che sono in tavola? Nessun problema, ho trovato una ricetta molto semplice e veloce, dal gusto mediterraneo che vi permetterà di evitare gli sprechi e preparare un piatto davvero saporito.
Una versione molto semplice e meno elaborata della pasta al forno, dove il sapore fresco del pomodoro si lega alla morbidezza della mozzarella filante: i Maccheroni alla caprese. Riprendendo la ricetta della celebre insalata alla caprese, ed unendola ai maccheroni, avanzati o preparati per l’occasione, si può cucinare questa ricetta anti-spreco, provate i Maccheroni alla caprese.
TEMPO:1 ora e 10 minuti|COSTO:medio-basso|DIFFICOLTA’:bassa
VEGETARIANA:SI|PICCANTE:SI|GLUTINE:NO| BAMBINI:NO
Questa stagione dell’anno oltre ed essere la stagione delle castagne, del vino Novello e della zucca è anche la stagione del cavolfiore. Il cavolfiore è una verdura molto apprezzata in cucina, ma al momento della cottura non tutti i cuochi, provetti e non, sono entusiasti dell’odore che emana.
Ma per evitare la propagazione del forte odore del cavolfiore potrete usare alcuni accorgimenti: o, come suggerisce Liulai, mettere della mollica di pane imbevuta di aceto nella pentola in cui si cuoce il cavolfiore; oppure usare semplicemente un tozzo di pane secco. In ogni caso non mi sembra opportuno dover rinunciare al cavolfiore a causa del suo olezzo, durante la cottura si può sempre far arieggiare la cucina. Come usare il cavolfiore? Provate la ricetta del Riso al curry e cavolfiore.
Gli sformati sono uno di quei piatti con cui non impazzisco per niente, tuttavia, devo riconoscere, che rappresentano un ottimo modo per far mangiare le verdure ai bambini. In particolare la ricetta che vi presento oggi è abbastanza ipocalorica, può andare bene per una sana alimentazione infrasettimanale, in più, pregio da non sottovalutare, è molto semplice nella preparazione. Un consiglio: nel caso non siate amanti dei peperoni qualsiasi verdura può andare bene, a cominciare dalle melanzane, ai fagiolini come anche i broccoletti siciliani.
Sformato di verdure
Ingredienti per 6 persone:
2 buste di preparato per puré istantaneo| 200 gr di prosciutto cotto sgrassato in 2 fette|4 peperoni rossi |2 cipollotti | 1/4 di 1 di latte | 1 uovo | 100 gr di parmigiano grattugiato |olio di oliva |burro |sale |peperoncino rosso
TEMPO:1 ora e 10 minuti|COSTO:alto|DIFFICOLTA’:media
VEGETARIANA:NO|PICCANTE:NO|GLUTINE:NO| BAMBINI:NO
Oggi parleremo di una varietà di pesce che più che per la sua carne, è conosciuto per le sue piccole uova di colore nero o rosse che tutti conosciamo come caviale: lo Storione. Lo storione è un pesce dalla carne magra e delicata, molto indicato in tutte le diete iperproteiche, per il suo alto contenuto di proteine, circa 18,1gr per 100gr di carne.
Pensando al caviale ed allo storione si pensa immediatamente alla Russia, zona in cui questo esemplare oggi abbonda, ma in passato anche i fiumi Italiani erano ricchi di questi pesci ed in particolare il Po. Difficilmente reperibile come pesce fresco nel nostro Paese, talvolta si può trovare tra i surgelati. Se la fortuna vi assiste, e riuscite a trovarlo in commercio vi suggerisco di provare la ricetta dello Storione Brasato.
Consentitemi il gioco di parole, un piatto che non stufa mai è proprio lo Stufato! È una portata che richiede delle lunghe preparazioni, ma una volta pronto non si potrà certo dire di aver speso male il proprio tempo. La sua lunga cottura riscalda le cucine, nelle giornate più fredde, ed inebria la casa del suo profumo.
Tantissime le varianti di stufato, dall’Irish Stew allo Stufato di manzo con birra e funghi selvatici della verde Irlanda, allo Stufato di Pollo alla siriana, ma la vivanda che vi proponiamo oggi è tutta nostrana: lo Stufato alla Lombarda. La ricetta prevede un lungo tempo di marinatura della carne, per cui, sarà necessario preparare con un po’ di anticipo lo Stufato alla Lombarda.
L’altra sera sono stata a cena da alcuni amici e con mia grande sorpresa ho degustato un antipasto davvero gradevole, semplicissimo da fare e molto veloce: il cruditè con crema di ricotta. I due amici in questione sono persone molto impegnate e il loro invito mi aveva destato qualche perplessità circa il menù. In prima battuta avevo pensato a cibi comperati belli e fatti, non che abbia qualcosa contro i cibi precotti tuttavia, diciamocela tutta, il piacere di mangiare pietanze preparate con cura è tutta un’altra cosa! Invece mi hanno davvero stupita in quanto la tavola era tutta imbandita con questo delizioso antipasto multicolorato, che ci siamo spazzolati in quattro e quattro’otto! Vi ripropongo la ricetta in maniera che possiate prendere spunto!
Cruditè con crema di ricotta
Ingredienti per 4 persone:
150 gr di ricotta|2 vasetti di yogurt magro|150 gr di tonno al naturale|5 cipollotti|1 peperone rosso piccolo|1 peperone giallo piccolo|1 peperone verde piccolo|12 ravanelli|1 cetriolo|basilico|maggiorana|sale|pepe
TEMPO:2 ore e 50 minuti|COSTO:medio-basso|DIFFICOLTA’:media
VEGETARIANA:SI|PICCANTE:SI|GLUTINE:SI| BAMBINI:NO
Iniziamo la settimana parlando di antipasti, ed in particolare di antipasti leggeri, che aprano l’appetito, senza riempire lo stomaco, in modo tale da poter continuare la cena senza dover allentare la cintura! Per ottenere questo obiettivo ci buttiamo sulle verdure e prendiamo spunto dalla cucina vegetariana.
In passato vi ho già proposto delle ricette di antipasti vegetariani come le polpette di melanzane o le polpettine di miglio, la proposta di oggi è un Antipasto di verdure, a base di zucchine marinate in un condimento molto particolare. Qualche dubbio? Provate e fatemi sapere.
Invitare gli amici per stare insieme, per chiacchierare e divertirsi non è mai stato così semplice. Non c’è bisogno di preoccuparsi di cosa preparare e trascorrere tutta la giornata in cucina, volete avere ospiti di sabato sera? è semplice basta organizzarsi e mettersi dietro ai fornelli solo 45 minutiprima del loro arrivo. Ecco a voi il menùda proporre:
Pollo al prosciutto
Insalata di pomodori e parmigiano
Frutta grigliata accompagnata da yoghurt alla cannella
1 mazzetto di erbe odorose | 6 filetti di petto di pollo | sale e pepe da macinare | 6 fettine di prosciutto | olio extra vergine d’oliva | 2 cipollotti | 3 prugne | 1 cucchiaio di zucchero di canna.
Preparazione: mettere le varie erbette su ogni filetto, salare ed avvolgere con una fettina di prosciutto. Mettere i filetti in una teglia con dell’olio d’oliva ed il pepe ed infornare a 200 gradi per 20 minuti. Nel frattempo in una padella fate sciogliere lo zucchero con l’olio e fatevi dorare i cipollotti tagliati in 3 parti e le prugne, appena saranno caramellati spegnete, e condite direttamente nei piatti il pollo con la frutta e gli ortaggi caramellati.
Il Barbaresco è uno dei più nobili vini piemontesi e viene definito il Barolo che ha frequentato l’università. Viene prodotto nella zona delle Langhe in provincia di Alba entro un migliaio di ettari nei comuni di Treiso, Neive e, naturalmente, Barbaresco, con le medesime uve nebbiolo con le quali viene vinificato il Barolo. I suoi segreti stanno nel particolare terreno argilloso, nella favorevole esposizione, nella media altitudine collinare di 150-250 metri, nella primavera precoce.
Il nome Barbaresco sembrerebbe più adatto ad un vino rude, «da carrettieri», come si diceva una volta. Ma la sua etimologia pare derivi dal ricordo dell’invasione medioevale dei Saraceni, chiamati anche Barbareschi, che visitavano spesso la zona non solo per saccheggiare ma per gustare i prelibati vini che lì si producevano. Il paese di Barbaresco, che conta oggi 1500 abitanti, possiede una antica torre quadrata sulla quale un tempo si accendevano i fuochi per avvertire dell’avvicinarsi dei predatori di vino. Il disegno di questo torrione spicca oggi nel marchio consorziale d’origine del Barbaresco, azzurro in campo giallo-oro, con la scritta «Castrum Barbarisci».
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