Sagra con le pettole a Rutigliano di Bari il 20 e 21 dicembre

Oggi parleremo di uno degli eventi più tradizionali e tipici che si svolgono nel nostro Paese. Ci troviamo in Puglia, una delle regioni più ricche di storia e tradizione, i cui abitanti difendono fervidamente per scongiurare un eventuale smarrimento del proprio senso d’identita collettivo e culturale.

L’appuntamento è a Rutigliano in provincia di Bari per il 20 e 21 dicembre 2008 con la 24° edizione della Sagra con le Pettole. Grazie all’instancabile impegno ed entusiasmo dei volontari della Pro Loco di Rutigliano, la sagra, arrivata ad avere un successo strepitoso, sarà una vera e propria festa dei sapori, tra i più antichi e genuini della tradizione pugliese.

Sagra dell’olio d’oliva a Bellegra il 7 dicembre

Il 7 dicembre 2008 si svolgerà a Bellegra in piazza del Municipio la “Sagra dell´olio d´oliva”, per celebrare uno dei prodotti tipici del Paese le cui campagne sono ricche di uliveti ed in particolare della classica tipologia di olive denominate “Rosciole” che garantiscono la produzione di un olio extravergine d´oliva puro, incontaminato e gustoso.

Nella città dei Panorami così denominata perchè posta a 815 metri d´altezza tra la Valle del Sacco e la Valle dell´Aniene in provincia di Roma, sarà possibile ammirare una delle viste più stupende ed incantevoli “. La manifestazione avrà inizio a partire dalle ore 10 con l´inaugurazione del Mercatino di Artigianato e Prodotti Tipici a cui parteciperanno gli artigiani del posto e proseguirà con l´apertura di numerosi stand gastronomici nei quali sarà possibile degustare le bruschette con l´olio extravergine d´oliva e pranzare con spaghetti con aglio, olio e peperoncino e vino locale. Sarà anche possibile degustare i classici dolci di Bellegra fatti a mano secondo le ricette tradizionali e caldarroste con vin brulè.

Novembre mese di Vino Novello, impariamo a conoscerlo [2]


Dopo aver parlato di come si fa il vino novello, possiamo passare ad osservarlo come dire … nel suo aspetto fisico. La particolarità che colpisce subito l’occhio, non appena si versa il primo goccio di vino novello nel bicchiere, è il colore molto particolare di questa tipologia di vino. Nel bicchiere, il vino, appare con un colore particolarmente vivo e brillante di tonalità porpora con riflessi violacei, che preannuncia profumi freschi ed intensi.

Dopo aver ammirato lo splendido colore del Novello, accostando il bicchiere al naso potremo cogliere dei profumi molti spiccati di frutti di bosco, di lamponi ed in generale dei piccoli frutti rossi. In bocca il vino novello rinnova le sensazioni che aveva dato all’olfatto, prevalgono, infatti, sapori fruttati e freschi, dosati ad una buona acidità.

Novembre mese di Vino Novello, impariamo a conoscerlo [1]

Il giorno di San Martino è una giornata particolare per tutti gli amanti del vino e soprattutto per chi il vino lo produce! Per quale motivo? Ebbene, in questa giornata ricade la data tanto attesa dell’apertura delle prime bottiglie di vino dell’ultima vendemmia.

Ma le bottiglie che si stappano, non contengono il vino tradizionale, ma un particolare prodotto: il vino Novello. Il Novello, è il vino nuovo, giovane, dai profumi freschi e molto fruttati, risultato di una particolare tecnica di vinificazione, che permette di ottenere questo tipo di prodotto, molto singolare nel suo genere.

Il caratteristico metodo di lavorazione delle uve che porta all’ottenimento del vino novello fu messo appunto da alcuni ricercatori francesi, ed il prodotto che ne venne fuori è stato il Beaujolais Nouveau, un vino ottenuto da un tipo di macerazione al quanto singolare,detta macerazione carbonica, che successivamente iniziò a diffondersi anche in Italia, come vino Novello, e che oggi è diventato un prodotto lavorato da tutti i Paesi vinicoli.

Il barbaresco: un vino nobile del Piemonte

Il Barbaresco è uno dei più nobili vini piemontesi e viene definito il Barolo che ha frequentato l’università. Viene prodotto nella zona delle Langhe in provincia di Alba entro un migliaio di ettari nei comuni di Treiso, Neive e, naturalmente, Barbaresco, con le medesime uve nebbiolo con le quali viene vinificato il Barolo. I suoi segreti stanno nel particolare terreno argilloso, nella favorevole esposizione, nella media altitudine collinare di 150-250 metri, nella primavera precoce.

Il nome Barbaresco sembrerebbe più adatto ad un vino rude, «da carrettieri», come si diceva una volta. Ma la sua etimologia pare derivi dal ricordo dell’invasione medioevale dei Saraceni, chiamati anche Barbareschi, che visitavano spesso la zona non solo per saccheggiare ma per gustare i prelibati vini che lì si producevano. Il paese di Barbaresco, che conta oggi 1500 abitanti, possiede una antica torre quadrata sulla quale un tempo si accendevano i fuochi per avvertire dell’avvicinarsi dei predatori di vino. Il disegno di questo torrione spicca oggi nel marchio consorziale d’origine del Barbaresco, azzurro in campo giallo-oro, con la scritta «Castrum Barbarisci».

Taralli al pepe della Comare Lina

Questa è una preparazione di taralli casalinghi ed è una delle poche che non richiede la scottatura degli stessi prima della cottura in forno. Li prepara sempre la figlioccia di mia madre : la comare Lina appunto.Sono semplici da fare, con una spesa veramente bassa ma un indice di gradimento altissimo. Io, come al solito mi sono avvalsa dell’aiuto del mio amico mixer, senza il quale non saprei quasi “vivere” in cucina.

Tempo di preparazione:circa 30′ per la confezione dei taralli e 30/40′ di cottura in forno.

Costo: basso

Difficoltà: Media

Ingredienti:

  • 500 gr di farina 00
  • 1 cucchiaino da the di pepe bianco
  • 1 cucchiaino da the di sale fine
  • 250 gr. di vino bianco
  • 125 gr. di olio extravergine di oliva

Quella musica dal sapore di vino


Uno studio scozzese dice che bere alcuni tipi di vini ascoltando determinati brani musicali, ne esalta il gusto. Anche del 60%. Jimi Hendrix quando beve Cabernet Sauvignon, Robbie Williams e Tina Turner per lo Chardonnay, Puccini e Enya per degustare un Sirah. E per finire: “Sitting On The Dock Of The Bay” di Otis Redding o “Easy” di Lionel Ritchie per assaporare il Merlot.

È la “carta musicale dei vini“, risultato di una ricerca condotta da alcuni ricercatori scozzesi secondo cui ascoltare musica ha effetti sul gusto che proviamo bevendo vino. Spiega Adrian North del dipartimento di psicologia applicata dell’Università di Edimburgo: