Novembre mese di Vino Novello, impariamo a conoscerlo [2]

di Roberto 1


Dopo aver parlato di come si fa il vino novello, possiamo passare ad osservarlo come dire … nel suo aspetto fisico. La particolarità che colpisce subito l’occhio, non appena si versa il primo goccio di vino novello nel bicchiere, è il colore molto particolare di questa tipologia di vino. Nel bicchiere, il vino, appare con un colore particolarmente vivo e brillante di tonalità porpora con riflessi violacei, che preannuncia profumi freschi ed intensi.

Dopo aver ammirato lo splendido colore del Novello, accostando il bicchiere al naso potremo cogliere dei profumi molti spiccati di frutti di bosco, di lamponi ed in generale dei piccoli frutti rossi. In bocca il vino novello rinnova le sensazioni che aveva dato all’olfatto, prevalgono, infatti, sapori fruttati e freschi, dosati ad una buona acidità.

Abbiamo scoperto quali sono le tecniche di vinificazione e quali sono gli aspetti sensoriali del vino novello, ma non abbiamo ancora parlato della parte più importante, della materia prima da cui si ottiene questo prodotto: l’uva. Le varietà di uva più utilizzate per la produzione del Novello sono nell’ordine: Melot, Cabernet, Montepulciano e Barbera. In crescita negli ultimi anni anche le produzioni di vini novelli monovitigni, fatti cioè esclusivamente da una singola varietà di uva, che utilizzato delle varietà autoctone, uve tipiche di un determinato territorio, come ad esempio: il Nero d’Avola siciliano, il Cannonau sardo o l’Aglianico campano.

Il Novello è prodotto in tutte le regioni d’Italia, a differenza del Beaujolais francese che viene fatto nei territori a nord di Lione. Le aree italiane di maggiore produzione di questo vino sono soprattutto il Veneto, il Trentino Alto Adige e la Toscana.

Viste le caratteristiche dei Novelli, il loro periodo di vendita è regolato da un particolare decreto che per garantire la qualità del prodotto stabilisce che la commercializzazione dei vini Novelli può avvenire dalle ore 0.01 del 6 novembre dell’annata di produzione delle uve. Ecco perché questa data scaturisce l’entusiasmo degli amanti del Novello.

Il vino in generale va sempre accompagnato ad un buon pasto, ed ogni tipo di vino per le sue caratteristiche si accompagna meglio ad una pietanza piuttosto che un’altra; per quanto riguarda il vino novello l’accostamento tradizionale, dettato anche dal periodo, è quello con le caldarroste, ma si abbina molto bene con salumi non troppo grassi e alle carni bianche. Un bicchiere di vino novello in questo periodo è particolarmente indicato per l’aperitivo, vista la sua bonaria semplicità ed il moderato grado alcolico.

[photo courtesy of jetalone and Snowy***]

Commenti (1)

  1. Sarebbe bello avere anche degli articoli di approfondimento sugli spumanti: io ad esempio sono un fedele della gamma di gancia.it ma mi piacerebbe saperne di più sullo spumante italiano anche per continuare (o meno) ad apprezzarlo…

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