Macedonia di melone e anguria


Anche se fa un caldo terribile io non mi lamento, amo il mare, il caldo e il sole e proprio per questo, quando queste giornate ci accompagnano, la voglia di mangiare delizie fresche supera sicuramente quella di metterci davanti a delle pietanze troppo elaborate e soprattutto calde.

Dalle mie parti è consuetudine vedere intere famiglie che vengono al mare, in spiaggia libera, portandosi termos e borse refrigeranti, ma troppo spesso vedo anche i bambini mangiare troppa pizza, panini e merendine che sicuramente appagano il palato ma appesantiscono anche molto la figura. Perché invece non portare delle belle macedonie già preparate, ricche di vitamine, sali minerali e soprattutto zuccheri?

Del melone vi abbiamo già parlato qualche articolo fa mentre invece dell’anguria, o cocomero come lo chiamiamo noi a Roma, che dire? è il frutto principe dell’estate essendo un frutto fresco, dissetante ed aromatico. Quando fa caldo è in grado di assicurare un apporto idrico prezioso, essendo composta per il 95.3% del suo peso da acqua. Inoltre ha solo lo 0.2% di fibre, che la rende accessibile a tutti senza provocare rischi all’intestino, neanche per i più delicati; mentre sono presenti in buone quantità le vitamine: A (betacarotene), C, B1 e B6, ma anche minerali come il potassio e il magnesio, molto utili per sconfiggere la stanchezza dovuta al caldo, e in quantità minori anche calcio, fosforo ed altri oligoelementi essenziali come ferro, zinco e manganese.

La dieta a zona: che cos’è e il parere degli esperti

Il mondo occidentale è sempre più “extralarge”. Milioni di italiani combattono contro i chili di troppo. E molti scienziati prospettano i rischi di un epidemia di obesità in agguato anche e soprattutto tra i più giovani, addirittura bambini. Cresce così l’ossessione di mettersi a dieta. Va però sottolineato che il fenomeno è legato non solo alla quantità e qualità dell’alimentazione quotidiana, ma anche dalla riduzione del dispendio energetico soggettivo. Una dieta mediatica diventata molto famosa è la dieta a zona.
Che cos’è? Lanciata a metà anni 90 da Barry Sears, la dieta a zona è tra le iperproteiche più seguite e amate, specie dagli sportivi. Si basa sul controllo degli equilibri ormonali dell’organismo con l’eliminazione dei cibi a indice glicemico troppo alto e prevede un’integrazione di acidi grassi omega 3 e omega 6.

La maxi-frode dell’olio extravergine d’oliva

Sette oleifici e 25 mila litri di olio sequestrati, 39 persone in manette per associazione a delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di olio extravergine di oliva sofisticato: questo il bilancio dell’operazione dei NAS di Bari. Il blitz è scattato nel foggiano e nell’intero territorio nazionale, in particolare nelle province di Milano, Napoli, Brindisi, Campobasso, Latina, Salerno, Bari e Varese.

La frode avveniva mediante l’impiego di olio di semi di soia, anche geneticamente modificata, e di girasole, addizionati con betacarotene e clorofilla industriale. Questi prodotti, imbottigliati con etichette di fantasia riferite ad aziende inesistenti e accompagnati da falsi documenti commerciali e di trasporto, venivano successivamente commercializzati sul mercato nazionale ma anche estero.

Lo Stilton: il Gorgonzola inglese

Lo Stilton è un formaggio inglese erborinato prodotto in due varietà: la più conosciuta è la variante blu (si chiama infatti blu Stilton) e la meno conosciuta è versione bianca. Lo Stilton per chiamarsi tale deve essere prodotto solamente in una delle seguenti regioni Derbyshire, Nottingam e Leicestershire e seguire un rigoroso codice di produzione. Se rispecchia questi rigorosissimi requisiti allora è lo Stilton originale con relativo marchio DOP ( denominazione di origine protetta).

Le origini dello Stilton sono da ricondursi ad un certo Cooper Thornhill il quale scoprì il famoso blu Stilton e lo uni al formaggio. Era il 1730. Ancora oggi per essere chiamato Blu Stilton il formaggio deve rispecchiare le seguenti caratteristiche:
  • Essere prodotto solamente in una delle tre contee sopra citate e con latte pastorizzato
  • Essere fatto in contenitori esclusivamente di forma cilindrica e con bordi alti
  • Si deve formare la tipica crosticina chiamata anche mantello
  • Essere pressato
  • Le caratteristiche venature blu devono irradiarsi dal centro
  • Avere il tipico sapore Stilton

Glucoronolattone, inositolo, nicotinamide, niacina… Un viaggio in quello che c’è negli Energy Drink

Con il termine Energy Drink si indica una bevanda analcolica in grado di fornire una maggior quantità di energia rispetto alle bevande analcoliche tradizionali. Questa maggiore energia è fornita da varie sostanze energetiche disciolte per consentire di affrontare prestazioni che comportino un forte dispendio d’energia, contenendo, in tal modo, i conseguenti stati d’affaticamento fisico e/o mentale.

Si tratta di bibite, generalmente carbonate, che, oltre all’ACQUA (componente predominante), contengono sostanze stimolanti, antiossidanti e tonificanti, talvolta associate anche a VITAMINE e sali MINERALI, con ZUCCHERI e aromi o succhi. Alle classiche sostanze come guaranà, taurina, caffeina, se ne sono aggiunte tantissime altre dai nomi esotici (spesso già usate in altri settori alimentari o nella cosmetica) o futuristici: the verde, yerba maté, ginkgo biloba, schizandra, açaí, zenzero (ginger). Le bevande energizzanti che sfruttano molti di questi ingredienti stanno invadendo anche altri settori, come quelli delle bibite carbonate, del the freddo e degli smoothies.

Abbiamo recuperato gli ingredienti presi dalle etichette delle lattine, per leggere con attenzione le sostanze contenute. Poi abbiamo semplicemente allegato una descrizione dei nomi più oscuri o di quelli, pur conosciuti, le cui caratteristiche svelano qualche sorpresa. Non pretendiamo di fare chissà quale rivelazione, lasciando volentieri ai lettori la libertà o meno di assumere queste sostanze consapevoli del rischio, vero o presunto, che comportano.

Arancia rossa di Sicilia IGP in insalata

Questo fantastico agrume ha trovato in Sicilia esposizione e composizione del terreno ideali, tanto da essere considerato il migliore d’Italia.
L’arancia amara fu portata in Europa dagli Arabi, mentre quella dolce fu diffusa dai Portoghesi quando inaugurarono la rotta commerciale con l’Est.

L’arancia rossa di Sicilia appartiene alle tipologie Tarocco, Moro e Sanguinello. La raccolta dei frutti avviene manualmente, con il solo ausilio di apposite forbici. Una volta raccolte, le arance sono selezionate in base alla dimensione e allo stato di salute. Segue la fase di confezionamento e immissione al consumo; in commercio si trovano a partire dal tardo autunno fino a tarda primavera dell’anno successivo. Si presentano con buccia di colore arancione-rossastro; il profumo è tipicamente agrumato, intenso e persistente; il sapore è dolce, con una tipica nota acidula finale. Il sole e il terreno siciliano sono in grado di influire sul gusto di questi frutti. Si conservano per qualche mese in luoghi freschi.

Erbe, radici e frutti per affrontare l’arrivo dell’inverno

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Stanchezza, affaticamento mentale, stress: al posto dei farmaci, meglio ricorrere a erbe, radici e frutti per affrontare l’arrivo dei primi freddi con il giusto sprint. Ma non solo. Ad ogni cambio di stagione è normale sentirsi giù di tono. E ricorrere a ricostituenti naturali per infondere energia all’organismo. Sono molti i rimedi naturali che aiutano ad affrontare meglio i malesseri di stagione. Ma sono realmente efficaci per combattere lo stress e la fatica fisica e mentale? Alcuni esperti di fitoterapia ritengono di si, se abbinati ad una alimentazione equilibrata, ricca di proteine, legumi, frutta e verdura e a una regolare attività fisica.

Ad esempio un ottimo sistema per combattere la stanchezza dopo una giornata di lavoro, o anche per cominciare la giornata con la giusta carica, è una buona tisana preparata con 20 gr di foglioline di alloro in un litro di acqua bollente. Se consumata in modo regolare nell’arco di due settimane può rivelarsi risolutrice in casi di stress e affaticamento.