Ferragosto, le ricette tradizionali di ogni regione  

 

È la più importante festa dell’estate e il Ferragosto, che cade il 15 agosto, è una festa veramente irrinunciabile per gli italiani: introdotta dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. (da feriae augusti) è una giornata per rilassarsi anche se decade nel periodo per eccellenza delle ferie degli italiani. 

È tradizione che il Ferragosto si trascorra in compagnia, di amici o della famiglia e spesso e volentieri davanti a un buona tavola coe sinonimo di convivialità.

6 ricette Ferragosto Bimby

Le più gettonate restano le grigliate e i barbecue impazzano, ma non manca chi sceglie di trascorrere il Ferragosto al ristorante o chi cucina in casa magari optando per le ricette regionali. 

Agnello cacio e uova abruzzese di Benedetta Parodi

Agnello cacio e uova abbruzzese di Benedetta Parodi

L’agnello cacio e uova altro non è che un piatto appartenente alla tradizione abruzzese pasquale. Si tratta di una pietanza facente parte della cucina povera, che si caratterizza per l’impiego di pochi e semplici ingredienti ma che sapientemente abbinati tra di loro danno vita ad un secondo davvero impareggiabile. Immacabile sulle tavole pasquali abruzzesi, la ricetta che vi propongo oggi, in particolare, proviene dalla trasmissione di Benedetta Parodi, i Menù di Benedetta.

“La nuova dieta mediterranea”, 40 ricette firmate Chef Rubio

nuova dieta mediterranea 40 ricette firmate Chef Rubio

Abbiamo imparato a conoscerlo grazie al programma Unti e Bisunti, l’abbiamo visto alle prese con fritti misti, street food ricchi di gusto ma anche di calorie e lo ritroviamo oggi in una nuova veste, nell’impresa di trasformare alcune delle ricette della tradizione italiana appartenenti alla cucina mediterranea in una versione decisamente più leggera. Gabriele Rubini, probabilmente più conosciuto come Chef Rubio, ci propone il suo libro “La nuova dieta mediterranea”, ovvero 40 ricette tradizionali rivisitate.

Lenticchie e cotechino ricetta tradizionale a Capodanno

lenticchie cotechino ricetta tradizionale capodanno

Lenticchie e cotechino sono due portate che non possono assolutamente mancare per il cenone di Capodanno! Questi due alimenti fanno parte di una ricetta tradizionale, che ormai spazia dal più altro Nord all’estremo Sud del Belpaese, che è entrata a far parte del patrimonio comune italiano. Le lenticchie e cotechino, infatti, possono unire l’Italia intera! Come? Il cotechino vien dal Nord, vi ricordo che quello di Modena è IGP, e le lenticchie potrebbero venir da una piccola isola della Sicilia: Ustica, famosa per le sue lenticchie divenute alimento del Presidio Slow Food.Lenticchie e cotechino, una ricetta tradizionale che a Capodanno fa sentire tutti più vicini!

Vellutata di zucca rossa

vellutata di zucca rossa

Avete presente quelle sere di freddo, quando non vorreste altro che essere coccolati, viziati, avvolti da qualcosa di caldo che ricorda le coccole che ci facevano i nostri nonni quando eravamo bambini?

Eccovi quindi un piatto ricco di tradizione tramite il quale potrete rivivere i sapori di un tempo, quando la cucina era soprattutto semplicità e genuinità.

E’ un piatto che può essere servito in una ciotola di terracotta, così da mantenerne il calore ed esaltarne il gusto. La sua consistenza cremosa, dolce, vellutata, stupirà anche i palati più esigenti!

Strudel di uva

Passeggiando tra le strade della città vecchia ho visto nella vetrina di una piccolissima pasticceria ungherese una magnifica serie di strudel, tutti spolverati di zucchero a velo… la tentazione è durata una frazione di secondo e sono subito entrata a comprarne uno da portarmi a casa. Ecco il dessert perfetto per la cena di stasera e, magari, pure un piccolo spuntino pomeridiano…

Seduta sulla sdraio in terrazza, una fettina di strudel, un thè ghiacciato, assaporando gli ultimi raggi di sole della stagione, mi è venuto in mente di quanto i piccoli piaceri della vita abbiano il potere di farci stare bene, riconfortati, in pace, direi quasi… appagati. E poco importa quello che mangiamo in quei momenti, a volte i sapori più semplici sono quelli che più ci rimangono impressi.
Non vi è mai capitato di notare che spesso un sapore o un profumo riaccendono in noi ricordi lontani? Avete mai notato che cibo e memoria sono due cose talmente intrinseche tra loro da rendere impossibile vedere quando una finisce e l’altra incomincia.

Il cibo è memoria. Cosi come il sapore delle ‘madeleines’ ha riportato Proust alla sua più tenera infanzia nel suo celeberrimo ‘Alla ricerca del tempo perduto’, cosi noi abbiamo impressi nella mente i sapori ed i profumi che hanno accompagnato, mano a mano, i momenti più particolari della nostra vita.
Lo strudel è sempre stata la specialità di mia zia, nessuno lo riesce mai come lei e non solo per gli ingredienti che usa, ma per l’amore con cui lo serve, sempre a temperatura perfetta, mai troppo caldo nè troppo freddo, con la cucchiaiata di gelato alla vaniglia che si scioglie accanto. Grande!
Lei usa cinque o sei fogli di pasta fillo imburrati e sovrapposti per fare la sfoglia e questo lo rende particolarmente leggero e croccante, ma potete pure usare una pasta sfoglia normale che comprate congelata oppure usare la sfoglia nella ricetta qui sotto, prendendo cura di lasciarla riposare un’oretta prima di ‘tirarla’.

Pesce spada alla ghiotta, un mix di sapori siciliani

Una ricetta tutta sicula per cucinare in modo, a dir poco, saporitissimo il pescespada. Un mix di molti dei prodotti tipici della trinacria usati per preparare un piatto che tutti, turisti per primi, apprezzano e ne vanno “ghiotti”!

Infatti, si tratta di una ricetta per veri ghiotti, che unisce sapori decisi come quelli dei capperi e delle olive a gusti più tenui e delicati come quello del pesce spada e dei pomodorini. Il nome della ricetta ne rivela la bontà: Pesce spada alla ghiotta.

Questa ricetta è comune in tutta la Sicilia, ma per antonomasia, la preparazione alla ghiotta, o agghiotta, cioè con un sughetto di capperi olive e pomodoro, è tipica della cucina messine, che con maestria antica cucina in questo modo, oltre al pesce spada, il pesce stocco, o baccalà.

Cassata al forno, semplice gusto di Sicilia

Torta di ricotta, semplice e gustosa

Oggi propongo una ricetta dedicandola a tutti coloro che conoscono la Sicilia e ne sono rimasti colpiti tanto dalle bellezze paesaggistiche e storiche che dalle specialità culinarie, e a tutti i siciliani sparsi per l’Italia.

Spero che preparando e gustando questo dolce, emblema dell’Isola, possano scacciare un po’ la nostalgia e rivivere i sapori e le sensazioni provate nella loro permanenza in Sicilia.

Una versione più leggera e meno edulcorata della tradizionale cassata è la Cassata al forno, molto semplice da preparare e tanto allettante quanto la coloratissima cassata tradizionale.

Il nome cassata deriva da una scodella tonda usata dagli arabi, la quasat, da cui il dolce prende il nome e la forma, ma la maestria della preparazione si deve alle suore, che anticamente in Sicilia svolgevano il ruolo dei nostri attuali pasticceri. La cassata nei secoli divenne un dolce così diffuso che la diocesi di Mazara del Vallo nel 1575 fu costretta a proibirne la preparazione per impedire che le monache fossero distratte dalle pratiche religiose.