Idee per il Barbeque: grigliando polpette

meatball-griller Gioia mista a stupore alla visione di questo portento di griglia! Voi amanti delle scampagnate e che non mangiate all’aperto se non carichi di carbonella e salamelle, voi maestri nell’arte dell’accendere il fuoco anche con due sassi, voi perfetti fuochisti, esultate!

Ecco una scoperta che cambierà ed amplierà la gamma delle vostre specialità culinarie da proporre durante le vostre perfette giornate di brace. Perchè non unire la magia del barbeque all gusto delle polpette?

Perchè diciamolo, le polpette da che mondo è mondo, sono irresistibili per chiunque. Piccole, grandi, succulenti, aromatizzate, vegetariane, ripiene… quelle della nonna! Ginger & Tomato ne ha proposte di varianti da sbavare.

Questa è una valida alternativa per grigliarle, in quantità, velocemente ed ordinatamente. Geniale strumento per godere in pieno di fumosi profumi di brace.

Proposto da Williams Sonoma alla modica cifra di $49.99. Pesanti polpette fatte in casa con la vostra super ricetta segreta?

No problem. Questo è davvero quello che stavate aspettando. Il Meatball Grill Basket è super resistente, concepito e costruito in una forte struttura di acciao per sorreggere e cuocere le vostre polpette preferite. In più tutta la superficie è bucherellata, in modo da permettere alle carne di far colare il grasso in eccesso, nella perfetta salubre tradizione della grigliata.

Estate e design: ironiche alternative alla dieta per la prova costume.

asparagus plateL’estate si avvicina inesorabile, e con lei anche l’imminente e l’incubo della prova costume.  In questi giorni non sento altro che parlare di dieta, salute, sport…. il caldo mi attanaglia nel corpo e nella mente, sono esausta da ore di nuoto, arrivo a sera e fisso il mio misero piattino per cena, mezzo vuoto con insalatina malcondita e dietetico pollo ai ferri.

Un incubo. Di birra o vino non se ne parla neanche.

Stanchi di diete miracolose, micro porzioni ed estenuanti sedute in palestra o nei centri massaggi? Sapete perchè tutto questo si sta trasformando in un vero e proprio dramma?

Facile. Perchè siamo come i bambini, le cose serie non ci piacciono, controvoglia la nostra costanza e l’impegno a portare a termine qualcosa tentenna. Personalmente devo riderci abbastanza sopra e tornare a giocare con il disagio per vivere meglio Ecco quindi la mia soluzione, scovata tra i miei giri iperbolici sul web.

Invece di fissare delusi e depressi il piatto scarno di golosità e prelibatezze, mentre sognamo maritozzi con la panna o salamelle grondanti maionese, adesso possiamo dilettarci col gioco più intuitivo che l’infanzia con la settimana enigmistica tra le mani ci ha insegnato ad amare: l’arte di unire i puntini.

Ecco a voi Connect the Dots , il piatto che nasconde un disegno visibile solo unendo i punti in ordine crescente.

Anti-Theft Lunch Bags: non toccare la mia merenda!

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Stanchi di farvi rubare pranzo o merenda che sia dalle dita e dalle mani appiccicose di colleghi e collaboratori? C’è qualcosa di più odioso e disarmante di abili coinquilini nell’arte del frigo-taccheggio? Solo chi ha provato la spiacevole sensazione sa di cosa parlo. In ambito domestico può portare a drammi familiari, liti furibonde e una delle prime cuse di divorzio. E’ uno dei problemi sempre più diffusi in ambito lavorativo, da quando è tornato in auge portarsi il pranzo da casa o il ben noto schiscettino (per dirla alla milanese!)
Proteggete il vostro pranzo.
Anche voi, dite basta!
Basta al farvi togliere da sotto il naso il pranzo accuratamente preparato il giorno prima, basta al rapimento dell’ultimo boccone tanto ambito e conservato gelosamente, basta alla delusione del panino desaparecidos in preda ai morsi della fame.
Adesso avete a portata di mano la soluzione. Pratica, veloce e indolore. Finalmente alla fatidica domanda me ne dai un pezzetino o mi fai assaggiare il tuo pranzo, non avrete più bisogno della risposta pronta o la scusa balbettata. Basterà sfoderare il vostro sacchetto anti taccheggio, il praticissimo anti-theft lunch bags.
Ancora non conoscete questo prodigio dell’ingegno?

Cucinare è un’ arte? Nuovi e curiosi piatti da portata

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Cucinare è un arte? Beh beh, suona tanto come una domanda retorica. A grandi linee direi assolutamente di si. Ferran Adria lo ripete fino allo sfinimento. Facile da affermare quando sei considerato uno dei migliori cuochi al mondo. Ma come facciamo noi comuni mortali che ci affrettiamo a far la spesa appena usciti da lavoro, oppure che ci inventiamo cene estemporanee con frigo praticamente vuoto? Come possiamo imparare questa innata arte? E se non fossimo proprio capaci di rendere speciale ogni nostro piatto?

C’è chi ci ha riflettuto parecchio su questo dilemma. Immagino la scena amletica di arte o non arte, esaminando i pro e i contro, fino poi ad arrivare ad una equa soluzione che ponesse tutti sullo stesso piano e con lo stesso punto di partenza.

Presumo che sia questo il fine primo dell’idea da cui nascono questi piatti: per togliersi ogni dubbio sul concetto di arte culinaria o sulle peculiarità che una ricetta deve possedere, il design ci viene in soccorso, concependo questi particolari piatti da portata.

In effetti, quando abbiamo tra le mani qualcosa di prezioso, quanto attingiamo a tutta la nostra creatività,  fatto giusto giusto dalle nostre sante manine, nasce dal profondo di noi stessi il desiderio di incorniciarlo per conferire un aurea di sacralità e rispetto per tanto lavoro e passione.

Può un uovo al tegamino raggiungere tali vette di sacralità e arte?

Cucina e Design: Pop’s’stache, bevendo sotto i baffi!

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Donna baffuta sempre piaciuta? Al di là di domande etiche ed estetiche (non è questo il luogo per pensieri così profondi), a cosa associate i baffi in ambito sociale e eno-gastronomico?

La definizione per eccellenza di un lauto pasto è assolutamente da leccarsi i baffi. Poi ci sarebbero i tempi passati dei baffi di latte dopo il caffelatte e biscotti, e anche chi se la ride sotto i baffi.

Probabilmente Shane Blomberg, Andrew Reeves and John Healy, i tre designer che hanno avuto questa idea, se la stanno davvero ridendo sotto i baffi. O quantomeno bevendo.

Ecco a voi Pop’s’stache, i primi baffi da bottiglia, da attaccare alla vostra bevanda preferita, per poter bere sotto i baffi. Sicuramente, vista la varietà di tipologie di baffi che hanno messo a disposidione, riconoscerete la vostra bottiglia tra mille.

Quale stile vi rappresenta di più, di questi stilosissimi baffoni di plastica?

Prodotti Dharma, subito a casa tua !

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Se non siete spassionati fan della serie Lost, probabilmente tutto questo non vi farà né caldo né freddo. Questi prodotti, con queste etichette non vi sembreranno altro che banali prove di stampa di chissà quale giovane grafico. Se invece fate parte della nutrita folla si super addicted della ormai celebre e celebrata serie televisiva Lost, continuate a leggere: tra poche righe potreste trovare la soluzione per realizzare un vostro recondito sogno.

Voi che vi vantate di non aver perso neanche una puntata, avete presente il progetto  Dharma, giusto? Ecco, allora vi sarete sicuramente fatti catturati dal fascino misterioso delle etichette  dei prodotti Dharma, oramai segno inconfondibile di Lost e della vita sull’isola.

E’ incredibile come le confezioni e la grafica di questi prodotti abbiano colpito la fantasia del pubblico, sono bastate due o tre puntate e mi sono rimaste stampate nel cervello.

Avere prodotti dharma in dispensa non è il sogno un po’ di tutti? O solo mio sogno segreto?
Per me, adesso è un bisogno impellente. Io, in questo momento devo averli assolutamente.

Come fare, calcolando che non sono in commercio?

Buon Appetito Miss Geschick !

buon appetito

“Buongiorno tesoro, facciamo colazione a letto oggi? E’ domenica mattina, pensi che potremmo coccolarci un po’ rimanendo ancora a sonnecchiare qualche ora in più nel lettone, magari improvvisando un minimal brunch casalingo?”

Voi riuscireste a dire di no a questi occhioni e frangetta che sembrano usciti dalla riedizione di Cappuccetto Rosso ma dieci anni dopo? Beh, mentre ci pensate e sognate un dolce risveglio, vi ricordo che la colazione a letto non è sempre come uno si aspetta, è un’arte e di difficile realizzazione. Ci vuole stile, passione ed esperienza. Potrebbe sembrare la cosa più facile e naturale del mondo, estemporanea e impulsiva, ma in realtà non è così.

Parlo di:

  • briciole ovunque
  • caffè rovesciati o schizzi
  • marmellata spalmata dove non dovrebbe
  • contenitori caldi e freddi che turbano i nostri arti ancora addormentati
  • equilibri precari di piatti e tazze

Avete ancora dubbi? Devo essere più specifica o basta solo la parola briciole ad evocare sgradite sensazioni? Rigirasi nel letto graffiandosi gambe e schiena con le briciole della colazione… Astio e fastidio. No, così non va bene, tutto questo può trasformare la meraviglia della colazione a letto in uno dei peggiori incubi, compromettendo il buon umore e il felice svolgersi di tutta la giornata.

Bene, come sempre il design ci viene in soccorso, i food designer le pensano proprio tutte per migliorare il nostro quotidiano, partendo dai piccoli gesti come il dramma della colazione a letto.

Signori e signore, un inchino a Miss Geschick e Lady Lapsus per la geniale trovata: ecco a voi il lenzuolo che cambierà la qualità deli vostri risvegli.

Food design: Cake Sharer

cake_sharer

Benedetto sia il food design quando si fa geniale e soprattutto ecosostenibile. Ecco l’ingegnosa idea del designer Jung-Suk Choi.

Si chiama cake-sharer ed è un piatto con annessa forchetta-coltello. Pratico, funzionale e molto carino a vedersi. In pratica: il contenitore del dolce si trasforma in poche mosse in un pratico coltello per tranciare delle fette, un pratico piattino e una minuta forchettina per dare il colpo di grazia al suddetto dolce.

Basta contare fino a tre. Tre semplici gesti e un unico foglio di carta per alimenti.

  1. staccare seguendo il tratteggio
  2. piegare il foglio
  3. mangiare la fetta

Multiuso semplice e geniale, leggero comodo ed ecosostenibile. Jung-Suk Choi ha progettato bene il suo prodotto cake-sharer, come solo chi ha sofferto in prima persona il disagio di avere tra le mani una splendida e deliziosa torta, ma non avere sottomano gli strumenti necessari per poterla sbranare.

Avete presente la classica situazione da aperitivo con tutte le mani impegnate e crampi della fame alla bocca dello stomaco?  Quei maledetti buffet in piedi, che sono tanto carini a vedersi ma anche tanto ingestibili e mal conciliabili con il binomio fame-mangiare.

Dagli archivi storici della mia memoria festaiola, riemergono sgradite immagini di persone letteralmente rovesciata su tavoli, con il vano scopo di tagliare fette con esili e morbide posate di palsica (forchettine e cucchiaini) con l’unica mano che non fosse carica e stracrica di bicchieri e piatti. Chi riusciva nell’intento, oltre all’ammirazione ed invidia del pubblico, doveva poi lottare con piatti e tovaglioli per portare a termine la missione cibo.
Ecco, con questa portentosa idea, party e feste non saranno più un problema, non rimarrete mai a mani vuote.

L’arte nel tostare

holy_toastSanto sia il Toast e benedetta l’arte nel tostare.
La prima colazione è il pasto più importante della giornata, ormai ne siamo consapevoli. Abbiamo imparato che è importante sedersi, mangiare con calma, coccolarsi con il meglio che la tradizionale dieta mediterranea ci ha insegnato. Ma possiamo avere ancora di più dalla nostra prima colazione. Da pasto più importante della giornata possiamo trasformarlo anche in quello più miracoloso.

Habemus toast!

Pensavate che fosse già abbastanza miracoloso riuscire ad alzarsi dal letto la mattina e trovare la forza di affrontare un’altra giornata lavorativa? Beh, ancora non avete valutato le positive influenze e conseguenze de l‘arte del tostare.

Basta usare questo miracoloso ed ingegnoso stampo di plastica: dovete solo, in religioso silenzio, inserirlo nel tostapane e nel giro di un attimo… stupore e magia sulla vostra fetta di pane!
Amanti del kitch esultate, questa non potete certo lasciarla scappare. Chi non rimarebbe stupefatto?  La Vergine Maria apparirà proprio qui, su vostro tost trasformandolo in un perfetto “Holy toast”.

Sacrilegio? Bestemmia? Vano e profano?

Aspettate a spalancare bocca e occhi. Siamo solo all’inizio del potenziale creativo che offre l’arte della tostatura.

Un Romantico Pic Nic

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Io ci credo, si … io ci credo ancora.
Ancora ci spero, ho fede e ci investo. Non ho smesso di aver fiducia e continuo a tenere alto il morale. Perchè prima o poi lo so, arriverà veramente questa primavera, ed io sarò organizzatissima ! Vere e tiepide giornate primaverili, ideali per il pic nic tanto ambito.
Tante e diverse scuole di pensiero ruotano intorno al concetto di Perfetto-Picnic: tradizionale, romantico, high tec, rustico, kitch, a tema…..uhhh quanti ce ne sono.
In questo caos emozionale, la definizione certa del mood del nostro perfetto picnic è fondamentale. E’ questo che determina grande parte del menù, e l’importante di avere gli accessori giusti per ottenere il risultato preposto, come la  trasportabilità, praticità, lavabilità.  E poi diciamolo: esteticamente maledettamente entusiasmante.
Ci viene in soccorso  Optima con una splendida collezione di accessori per pic-nic. Gamma spropositata di cestini e porcellana, tradizionali o sopra le righe, sembra essserci davvero tutto: piatti bicchieri tovaglia tovaglioli. Decorazioni floreali e dominante pink per un  cestino da picnic completo .
* 2 x piatti
* 2 bicchieri Acrilico
* 2 x Coltelli
* 2 x Forchette
* X 2 Cucchiai
* 2 x Tovaglioli
* 1 x Tovaglia
* 1 x ghiacciaina
* Sale e pepe
* 1 x cestino con ganci di stoffa e decorazioni

Preparandosi al salone del mobile di milano

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Manca poco, ancora qualche giorno e Milano sarà un invasa da un massa compatta e eterogenea di giovani designer pronti a sgomitare tra feste, eventi, buffet per ammirare le ultime novità e tendenze del design.

E’ la settimana di Milano, quella per cui ogni abitante di questa ridente città prova amore e disgusto: calca di persone, traffico triplicato, bulimia di eventi imperdibili. E’ in arrivo il Salone del Mobile di Milano. L’evento più atteso dell’anno da architetti, designer e interessati del settore.

Dal 22 al 27 Aprile al Salone del Mobile 2009 di Milano, fiera Rho, la manifestazione che ogni anno lascia il segno e che fa parlare molto per il bellissimo Fuorisalone, pieno di eventi e di stand davvero interessanti.

Da parte mia c’è il ricordo dell’anno passato: giornate piene, dense. Poco spazio e tempo per biscottini e muffin.
Ma solo aperitivi, nottate a lavoro, pioggia, freddo, pizza, camminate intermiabili, incontri, malintesi, birra, traffico, foto, gadgets… Sono riuscita misticamente a uscirne viva e quasi indenne.

Tra le tante cose belle e stimolanti che concende  il Salone del Mobie di Milano, la parte che preferisco è  l’immancabile SaloneSatellite, creatività giovanile e voglia di sperimentare. Ma soprattutto c’è l’onore e il piacere di conoscere di persona giovani designer. Proprio lo scorso anno ho scoperto  A/R Studio.

L’albero di fragole di Stéphanie Marin

albero-fragoleE’ tempo di primavera. Ci siamo dilettati per pasquetta con la prima di una lunga serie di grigliate, di picnic con gli amici e zingarate domenicali fuori porta. Maledizione, quando si inizia ad assaporare le gioie del bel tempo e dello star furi è difficile riuscire a rinunciarci. Per tutti quelli che non hanno il tempo o il modo di sfruttare la magia di una bella scampagnata ed il ritorno alla natura, ecco la Tiny Forest di Stéphanie Marin, giovane designer francese che ha trovato un ottimo sostitutivo casalingo per soddisfare il Cappuccetto Rosso che è dentro di noi.

Si tratta di un alberello di legno in miniatura, con rami-spiedini su cui è possibile infilzare qualsivoglia bocconcino: fragoline, patatine fritte, formaggio, focaccine….tutto quello che volete. La magia e lussuria di dare vita ad un insolito mini albero di fragole?
Divino. Alla faccia di Darwin.

Giochiamo a fare il pic nic in salotto, stendiamo il plaid spostiamo le sedie e divani. Ecco pronti i piatti e tovaglioli a quadrettoni rossi. Nel mezzo un tiny forest di formaggio e focaccine, da spelluzzicare con le mani, come quando si va a fare more nei boschi. Se aggiungiamo il vino e la compagnia giusta sembrerà quasi di sentire il rumore delle foglie e la brezza sul prato.

Design in cucina – Lego Ceramic

ceramiche legoBei tempi andati, di quando da bambini passavamo ore,  interminabili pomeriggi a giocare con i mattoncini di Lego, costruendo, impilando, attaccando, pianificando. Ci sentivamo piccoli architetti crescono, con il mondo ai nostri piedi, tutto da inventare e poi disfare. Ma gli anni passano e i giochi cambiano.  Se anche voi sentite il vuoto incolmabile da quando mamma ha svuotato la vostra vecchia camera, buttando al macero tutti i vostri giochi d’infanzia, eccovi la bella notizia: potete ricominciare a giocare senza sentirvi oltre tempo massimo.
La soluzione è a portata di mano, oltretutto carina, fresca e funzionale. Chi indovina?

Ecco degli indizi:

  • Più che  giocare sarebbe meglio dire mangiare.
  • Invece che costruire possiamo dire cucinare.
  • Oltre a impilare, ora possiamo trasportare e contenere.
  • I colori sono rimasti quelli di una volta, sono solo cambiate le dimensioni.
  • invece della plasica sono fatti di ceramica
  • finalmente di possono lavare
  • questa volta li userà anche mamma

Avete per caso bisogno di altro per capire?