Cucinare è un’ arte? Nuovi e curiosi piatti da portata

di Pyondi 4

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Cucinare è un arte? Beh beh, suona tanto come una domanda retorica. A grandi linee direi assolutamente di si. Ferran Adria lo ripete fino allo sfinimento. Facile da affermare quando sei considerato uno dei migliori cuochi al mondo. Ma come facciamo noi comuni mortali che ci affrettiamo a far la spesa appena usciti da lavoro, oppure che ci inventiamo cene estemporanee con frigo praticamente vuoto? Come possiamo imparare questa innata arte? E se non fossimo proprio capaci di rendere speciale ogni nostro piatto?

C’è chi ci ha riflettuto parecchio su questo dilemma. Immagino la scena amletica di arte o non arte, esaminando i pro e i contro, fino poi ad arrivare ad una equa soluzione che ponesse tutti sullo stesso piano e con lo stesso punto di partenza.

Presumo che sia questo il fine primo dell’idea da cui nascono questi piatti: per togliersi ogni dubbio sul concetto di arte culinaria o sulle peculiarità che una ricetta deve possedere, il design ci viene in soccorso, concependo questi particolari piatti da portata.

In effetti, quando abbiamo tra le mani qualcosa di prezioso, quanto attingiamo a tutta la nostra creatività,  fatto giusto giusto dalle nostre sante manine, nasce dal profondo di noi stessi il desiderio di incorniciarlo per conferire un aurea di sacralità e rispetto per tanto lavoro e passione.

Può un uovo al tegamino raggiungere tali vette di sacralità e arte?

Probabilemente affranti da tale problematica della presentazione perfetta delle produzioni culinarie, per togliere ogni dubbio sull‘importanza delle  ricette e della sua realizzazione, il team di  d-vision ha pensato bene di proporre questi originali piatti da portata che richiamano la cornice di un quadro.

Quindi largo alle ricette minimal, pranzetti zen e cenette ascetiche: da oggi basterà proporre il tutto iin questi piatti, perfetti per incorniciare le vostre creazioni e renderle vere e proprie opere d’arte.

Niente a confronto della Monnalisa o di un quadro di Arcimboldi, colui che fece arte del cibo e forse il primo foodstylist della storia, quello che dipingeva ritratti unendo e componendo frutta e ortaggi fino a creare dei volti… avete presente?

Ma la domanda è: ne sentivamo così tanto la necessità?