Menù di Natale napoletano

Menù Natale napoletano

Credo che la cucina italiana, per la quale siamo tanto apprezzati all’Estero, non abbia rivali, la sua grandezza sta ovviamente nelle specialità delle singole regioni. Tra queste trovo che nella cucina campana ci siano una serie di ricette perfette per costituire un Menù di Natale napoletano da leccarsi i baffi. Come in tutte le città anche Napoli ha una sua tradizione gastronomica natalizia. Scopriamo insieme i piatti che ne fanno parte in questo menù di Natale napoletano.

Ricette di natale, il cappone all’arancia

Ricette natale cappone arancia

Il cappone all’arancia è sicuramente uno dei piatti trionfali da portare in tavola il giorno di Natale. Così maestoso a vedersi, così imponente, arricchisce di sicuro la tavola e la rende ancora più allettante. E dire che la preparazione non è neanche così difficile, seppure abbastanza lunga. Il risultato è un secondo piatto di carne molto gustoso e molto aromatico, con quel restrogusto di arancia e quel sapore dolciastro che tanto lo fa amare.

Cappone di Morozzo arrosto in salsa di mirtilli per il Cenone di Capodanno.

Il cappone è una portata tradizionalissima dei pranzi delle feste. Ne abbiamo già parlato in diverse ricette, tutte abbastanza conosciute. Quella di oggi invece è una piccola rivisitazione di un piatto tradizionale, il cappone arrosto, con la salsa di mirtilli. A Cuneo e in tutto il Piemonte in generale, il cappone di Morozzo non manca mai sulla tavola delle feste e in genere si accompagna con una salsa ai mirtilli oppure si farcisce con un ripieno di more.  Morozzo, il piccolo paese dalle antiche origini, a metà strada fra Cuneo e Mondovì, è l’indiscussa capitale regionale del cappone, il delizioso galletto castrato al quale è dedicata la tradizionale fiera di metà dicembre. La razza utilizzata per la produzione del cappone tradizionale di Morozzo è la cosidetta nostrana. Una vera specialità che ognuno di voi potrà preparare, e anche se nella vostra regione sarà un pochino più difficile trovare il cappone di Morozzo potete utilizzare un cappone allevato nella vostra regione. La preparazione è semplice. Tagliate i pezzi di cappone a tocchetti e metteteli in una teglia da forno con olio extra vergine di oliva e brodo. Lasciate cuocere finchè la carne non sarà ben cotta. La salsa di mirtilli è perfetta come accompagnamento della carne bianca perchè ha quel sapore dolciastro ma con un retrogusto un po’ acido che da il contrasto di sapore giusto con il gusto della carne di cappone.

Pranzo di Natale 2010: il cappon magro genovese

Il cappon magro è il trionfo della cucina ligure, un trionfo di magro fatto di verdure di tanti tipi, pesci, erbe aromatiche ed olio. Il nome di questo piatto racchiude l’essenza della cucina povera ligure, infatti a Natale il cappone (cioè il gallo castrato) veniva rimpiazzato da questa stupenda creazione fatta con i “poveri” prodotti della terra e del mare ligure. Il Cappon Magro è oggi uno dei piatti natalizi più pregiati della tradizione genovese e ligure. Le sue origini sono piene di mistero e fascino perchè non sono storicamente certe. Pare però che la sua origine sia quella di piatto di recupero, probabilmente inventato dai marinai delle “galere”, fatto con le gallette del marinaio, avanzi di verdure e di pesce cappone, il tutto bagnato dell’aceto, conservante naturale. In età barocca il piatto fu probabilmente ripreso dai cuochi delle corti nobiliari dell’oligarchia genovese, arricchito con nuovi ingredienti (aragoste, gamberoni, mosciame di tonno) e confezionato a forma di pesce, secondo un ben calcolato gioco di colori davvero molto suggestivo. Essendo una preparazione, un po’ complicata e molto lunga, oggi il cappon magro nelle famiglie genovesi si fa per lo più nelle feste natalizie e nelle grandi occasioni. La preparazione del piatto è complessa, la lista degli ingredienti lunghissima e se vi capitasse di esaurire tutte le padelle e le insalatiere che avete in casa, non disperate. E’ la norma! Per rendere tutto più divertente potreste preparare questa pietanza insieme a qualche amica. Il lavoro sarà più leggero e sicuramente molto più divertente. Il cappon magro va irrorato con la salsa verde genovese, un condimento tipico ligure a base di prezzemolo, capperi e acciughe.

Il cappone ripieno. Un secondo piatto lombardo per il Natale.

Uno dei piatti natalizi più classici, il cappone è il risultato di una millenaria tradizione di allevamento avicolo. La castrazione dei galli era conosciuta e praticata già in età classica, probabilmente a causa delle difficoltà riscontrate nel tenere più galli nello stesso pollaio e della relativa “improduttività” di una situazione simile: la carne del gallo infatti tende a diventare dura, mentre quella del cappone resta tenera e saporita. Si dice che nella città di Roma si usasse castrare i galli per aggirare una legge che impediva di allevare le galline all’interno delle case. Nel corso dei secoli, tuttavia, venne percepito sempre meno come “ripiego” e sempre più come una prelibatezza culinaria, tanto da diventare un prestigioso regalo da elargire anche a persone di rango (famosi sono i “quattro capponi” che Renzo porta all’avvocato Azzeccagarbugli nei Promessi Sposi). Il cappone è un alimento tipico delle festività natalizie. Si utilizza per cucinare il brodo per i tortellini emiliani e per i natalini liguri. Si prepara in molte regioni d’Italia arrostito, al forno oppure bollito e ripieno. Insomma quella del cappone è una carne versatile, che si presta ad un gran numero di ricette. La normativa europea impone che il cappone abbia almeno 140 giorni di vita e sia stato castrato almeno 70 giorni prima della vendita. Se volete evitarvi la fatica di disossarlo e privarlo delle interiora, acquistatelo già pronto dal macellaio, in modo che l’unica vostra incombenza sia quella di cucinarlo per bene. Servito durante il pranzo di Natale, sarà un’ottima alternativa al tacchino ripieno.

Un primo ligure natalizio, i maccheroni in brodo.

Continuiamo il nostro viaggio attraverso i piatti regionali della tradizione in occasione delle festività natalizie. Ieri vi ho proposto la ricetta dei tortellini in brodo emiliani, oggi continuiamo sulla scia dei primi e ci spostiamo in Liguria. Questa ricetta risale alle antiche tradizioni del Natale a Genova, dove veniva servita la sera della vigilia o il giorno di Natale. Oggi forse sono più comuni i ravioli, ma un tempo i ravioli si preparavano il giorno di Santo Stefano con gli avanzi del giorno prima, mentre durante il pranzo di Natale si cucinavano i natalini.  A Natale infatti, in Liguria vengono prodotti degli speciali maccheroni, chiamati appunto “natalini” o semplicemente “maccheroni di Natale”. Si tratta di un formato di maccheroni piuttosto lunghi, tagliati di sbieco alle estremità, molto simili agli ziti napoletani ma leggermente più larghi di diametro e prodotti utilizzando la semola di grano duro. Questi speciali maccheroni vengono prodotti in Liguria soltanto in occasione del periodo natalizio e hanno una lavorazione particolare. Sono dorati, lisci ma con lievi irregolarità e anche il sapore è piuttosto particolare. La tradizione ligure richiede che i maccheroni in brodo si mangino durante il pranzo di Natale. Il brodo tradizionale è quello di cappone, a cui durante la cottura della pasta va aggiunto qualche pezzo di salsiccia sbriciolata e dei pezzi di cardo lessato. I maccheroni di Natale sono perfetti anche conditi con il tocco, il sugo di carne tipico di Genova e in questo caso si aggiunge anche qualche fetta di patata.

Idee per un buffet: bisquit di spinaci, terrina di cappone alle noci e insalata di petto d’anatra

TEMPO: 1 ora | COSTO: alto | DIFFICOLTA’: media

VEGETARIANA: NO | PICCANTE: NO | GLUTINE: NO | BAMBINI: SI

Quante volte nella preparazione di un buffet siamo indecisi su cosa servire? Al di là dei soliti panini e tramezzini (che comunque si possono sempre preparare!) molto carina è l’idea di preparare dei bisquit agli spinaci, una terrina di cappone alle noci (questa idea si adatta perfettamente al periodo invernale) ed un’insalata di petto d’anatra. Consiglio di preparare il buffet almeno la sera prima sia per avvantaggiavi con i tempi e sia perché molte cose preparate la sera prima e mangiate il giorno dopo sono più buone. In cucina l’alchimia dei sapori è fondamentale: spesso preparare un dolce e mangiarlo nell’immediato non ce lo fa apprezzare quanto se lo mangiassimo il giorno dopo.


Idee per un buffet

Ingredienti per 8 persone:

per il bisquit agli spinaci: 400gr di spinaci | 4 uova | 250gr di robiola | 1 limone | 150gr di prosciutto crudo dolce a fette sottili | sale e pepe q.b. | per la terrina di cappone alle noci: 250gr di petto di cappone |  30gr di gherigli di noce | 1 scalogno | 4 pezzetti di funghi porcini secchi ammollati | 2 foglie di salvia | 3 cucchiai di marsala secco | 50gr di prosciutto crudo dolce | 100gr di burro | olio extravergine d’oliva q.b. | sale e pepe q.b. | per l’insalata di petto d’anatra: 400gr di petto
d’anatra |2 cucchiai di aceto balsamico | 1 cespo di lollo rossa | 16 chicchi d’uva rosata | 16 chicchi d’uva bianca | 200gr di prosciutto crudo | sale e pepe q.b.