Il titolo del post ricorda certamente un film del 1956 o giù di lì che vide protagonista la Lollobrigida e Vittorio De Sica. Sicuramente l’accostamento sembra forse un po’ ardito ma, nella preparazione di questo prezioso alimento c’è proprio l’amore, la passione e la fantasia che si esprime nelle forme che con il pane si possono realizzare.

Il pane che ho confezionato è commestibile ma alcuni panettiere che si “divertono” come me a preparare forme insolite per decorare le loro vetrine, danno una consistenza diversa all’impasto con l’aggiunta di grandi quantità di sale per allungare la “vita” delle loro creazioni.

E’ facile intuire che preparo il pane con l’ausilio del mio fedele mixer e successivamente a mano e non con il supporto della macchina del pane certamente utile per una preparazione programmata e “quasi” senza sorprese. Le forme che si ottengono con questo elettrodomestico sono però tutte uguali mentre a mano ci si può sbizzarrire a volontà come ampiamente dimostrerò in seguito.

Il segreto, anzi i segreti per realizzare un impasto perfetto sono pochi e li elenco subito:

  1. I mix di farine: adopero sempre metà farina di grano tenero 00 e metà di farina di forza o grano duro o Manitoba con l’aggiunta di un cucchiaini da tè di sale fine
  2. Aggiungo sempre la stessa quantità di lievito circa 20/25 gr. per un totale di 600/700 gr di farina e un cucchiaino da the di sale fine. Piccola annotazione: spesso compro parecchio lievito e per non dimenticarlo in frigo lo congelo poi al momento opportuno lo lascio sciogliere congelato com’è in acqua fredda con l’aggiunta di ½ cucchiaino di zucchero che ne aumenta le proprietà lievitanti.Se invece il lievito è di frigo va sciolto in acqua appena tiepida. E’ basilare!!!!
  3. Una volta impastato a mano o come nel mio caso nel mixer lavoro brevemente il panetto lo riduco a palla, lo incido a croce, lo sigillo con pellicola trasparente e lo metto a lievitare in luogo tiepido.

Può essere utile metterlo in forno spento con la sola luce di “cortesia” accesa. Al raddoppiamento del volume lo sgonfio a pugno chiuso, lo rilavoro brevemente e sfreno la mia fantasia. Qui ho preparato del pane bianco a forma di pannocchia prendendo ispirazione da una delle tante pubblicazioni che girano per casa. Nella preparazione della pannocchia il risultato è stato buono, ma con un po’ di pratica perfettibile.

Dalla quantità base della preparazione ho ricavato 6 parti. Alle prime tre parti ho dato la forma ovale , praticando delle incisioni longitudinali e trasversali con la punta del coltello per dare l’idea dei chicchi di mais e alle altre tre ho conferito la forma tonda, con l’aiuto del matterello, per creare la foglia che conterrà la suddetta pannocchia. Adagiarla quindi sulla foglia stessa avvolgendola come appare nella foto.

Far lievitare almeno altri 45’ e infornare in forno preriscaldato alla temperatura di 170°180° per circa 30’ o comunque fino a doratura.

Ho aggiunto anche delle “suggestions” per il consumo, come se ce fosse bisogno, e cioè come accompagnamento a marmellate di castagne e meloncino francese (ovviamente preparate da me e le cui ricette pubblicherò in futuro) e di un classico e cioè pane burro e salame.

A dire il vero mi sono, per così dire sbizzarrita nel preparare queste forme, che comunque portano via parecchio tempo, per dare l’impressione di una maggiore varietà di pane.

Suggerisco di preparare per l’uso quotidiano delle normali pagnottelle incise a croce e di sfrenarsi con la fantasia quando ci sono ospiti o quando si ha tempo. Il freezer saprà degnamente accogliere nel suo grembo capace il frutto delle vostre fatiche.

Al momento opportuna una botta di vita in forno e il pane sembrerà appena fatto. Per ogni dubbio che renderà le vostre notti insonni ahahah sono qui a disposizione. E…a presto!!!