Budino allo zafferano di Anna Moroni

Oggi vi propongo la ricetta di un dolce al cucchiaio un po’ insolito, almeno per i miei gusti. Che ne dite di provare il budino allo zafferano di Anna Moroni? Si tratta di un dessert sicuramente particolare almeno per chi sia abituato a pensare ai budini al cioccolato o al latte. Si rivela essere un dolce perfetto anche da proporre in occasione delle prossime festività natalizie, per stupire i propri ospiti ma con semplicità. La ricetta non prevede chissà quali ingredienti e con il minimo sforzo otterrete un budino delizioso per il palato.

Budino allo zafferano di Anna Moroni

Come si cucina a bagnomaria

Come cucina bagnomaria

Chi sia solito cucinare si sarà sicuramente imbattuto almeno una volta in una ricetta che prevedesse la cottura a bagnomaria. Ma in cosa consiste nello specifico? Si tratta di un metodo di cottura indiretto, ovvero che non avviene a diretto contatto con la fonte di calore, destinato soprattutto a determinati tipi di pietanze, che per la loro delicatezza o per la loro natura necessitino di una cottura meno “aggresiva” rispetto quella sul fornello o al forno. Si basa sull’immersione del composto da cuocere all’interno di un contenitore di dimensioni maggiori che lo racchiuda completamente riempito con poca acqua. Una volta effettuata questa operazione il tutto sarà pronto per essere trasferito in forno o posto sul fornello.

Il budino alle noci per una dolce merenda

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C’è un dolce che non preparo spesso, a dire la verità non so neanche perchè, dato che poi quando lo assaggio mi piace davvero tanto. Si tratta del budino, che questa volta ho deciso di provare in una golosa variante. Ho scelto di preparare il budino alle noci per la merenda di qualche pomeriggio fa, ed in casa è piaciuto veramente a tutti. Ha una consistenza vellutata, si scioglie letteralmente in bocca. Il sapore delle noci rende questo budino molto allettante.

Lo zabaione, per un pieno di energia

Con le alte temperature si perdono liquidi, forze e sostanze necessarie a darci la forza per arrivare a fine giornata. A me succede spesso di sentirmi così soprattutto in estate. Non volendo ricorrere agli integratori alimentari ho scelto un modo più goloso per fare un pieno di energie: ho preparato lo zabaione. Lo zabaione è una delle creme più conosciute in Italia, quella a cui si ricorre più frequentemente quando si vuole preparare una merenda energetica per i bambini. La sua preparazione è molto semplice: consiste nel montare a lungo, ma veramente tanto a lungo, i tuorli con lo zucchero a bagnomaria.

Come si produce uno degli alimenti più calorici e usati della cucina mondiale: il burro

Quante volte ci è capitato di non mangiare qualcosa perché conteneva del burro? In quante occasioni ci siamo sentiti dire che il burro fa male? Bene, io sono una tra quelli che lo mangia il meno possibile perché atavicamente convinta che sia dannoso per la salute…e per i rotolini! Se ci penso, però, non mi sono mai documentata con serietà al riguardo; credo sia arrivato il momento di farlo, anche perché, diciamocelo in tutta onestà: le cose fatte con il burro, spesso, sono le più buone!

Con il termine burro, si intende quel prodotto ottenuto dalle creme ricavate esclusivamente dal latte di vacca, il cui contenuto in grasso non deve essere inferiore all’82%. Il metodo originario per la produzione della crema di latte ( o panna) è il procedimento che prende il nome di affioramento: il latte intero viene lasciato per circa 12 ore in apposite vasche, in ambiente fresco; a causa del suo peso inferiore, il grasso, affiora e crea, appunto, la crema. Dopo l’affioramento si passa alla sfioratura ossia l’asportazione della crema. Ciò che resta nelle vasche altro non è che il classico latte scremato. Oggi, questo sistema non è più in auge e si arriva alla formazione della panna attraverso la centrifugazione con macchine chiamata scrematrici per la loro funzione di scremare il latte; i risultati sono, praticamente, i medesimi ma il secondo metodo è più pratico…l’eterna lotta tra tradizione e tecnologia!

Una volta ottenuta la crema è necessario pastorizzarla per ridurre la flora batterica e per prolungarne la conservazione (del burro). Dopo essere stata depurata, la crema viene fatte maturare inserendovi dei fermenti particolari cosicchè questa sviluppi il sapore inconfondibile del burro. L’ultimo procedimento prima del confezionamento è quello della burrificazione, uno sbattimento intenso della crema finchè no rassoda o, come è giusto dire, burrifica. Ora il burro è pronto ad arrivare sulle nostre tavole!

Sformatini alla fontina e spinaci: un secondo equilibrato e saporito

La ricetta che vi presento oggi vede come ingrediente principale la fontina ed un metodo di cottura lento ma dolce chiamato “bagnomaria”. Questo piatto può essere un’idea come secondo o come vero piatto unico avendo in se le proteine del formaggio e delle uova ma anche le vitamine ed i sali minerali degli spinaci, accompagnandolo con dei crostini di pane che forniscono il giusto apporto di carboidrati.

La fontina è il più importante formaggio della Valle D’Aosta, dove è prodotto da tempi remoti. Ottenuto dalla lavorazione di latte vaccino intero, è un formaggio a pasta semicotta, più burrosa nella produzione estiva ma anche più aromatica. Pur trattandosi di un formaggio da tavola, i suoi impieghi in cucina sono molteplici e molto validi, come dimostrano ricette quali la notissima fonduta e la polenta alla valdostana. Per stemperarne leggermente l’aroma, deciso ed inconfondibile, si può mettere a bagno nel latte freddo per 15-30 minuti. Ecco gli ingredienti ( per 4 persone):

  • 250 gr di fontina
  • 1 dl di latte
  • 6 uova
  • 3 cucchiai di panna
  • 800 gr di spinaci
  • 1 costa di sedano
  • 40 gr di burro
  • burro per gli stampini
  • sale e pepe