Notte Bianca del cibo italiano, il 4 agosto si celebra Pellegrino Artusi

Tutto pronto per la Notte bianca del cibo italiano: l’appuntamento è fissato il 4 agosto in Italia e a livello internazionale per la celebrazione della nascita di  Pellegrino Artusi in occasione della sua nascita a Forlimpopoli in Emilia Romagna nel 1820.

La notte bianca del cibo italiano è interamente dedicata al padre della cucina italiana e proprio nel nostro Paese la ricorrenza è particolarmente importante con tutta una serie di attività promosse in collaborazione con il ministero dei Beni e delle attività culturali in accordo con il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali nell’Anno del Cibo Italiano. 

Festa Artusiana a Forlimpopoli, 9 giorni dedicati a Pellegrino Artusi

Nove giorni dedicati al padre della cucina Pellegrino Artusi: dal 23 giugno al 1 luglio torna la Festa Artusiana: anche la 22esima edizione della festa si svolgerà come sempre a Forlimpopoli, in Emilia Romagna, offrendo oltre 150 appuntamenti fra convegni, visite guidate, laboratori, spettacoli, ma anche incontri ed esperienze gastronomiche per tutti. Ricchissimo anche quest’anno il programma che spazia fra offerte di ogni genere e che presenta oltre 40 fra stand e punti di ristorazione.

La kermesse del 2018 sarà poi all’insegna del “senza” con una serie di offerte gastronomiche leggere o rivisitate: senza latte, senza carne, senza grassi, senza glutine.

Passatelli, ricetta di Pellegrino Artusi

I passatelli (che oggi vi propongo con la ricetta di Pellegrino Artusi) li conoscerete tutti, altro non sono che un formato di pasta fresca tipica dell’Emilia Romagna. Si ottengono a partire da un impasto a base di pangrattato, parmigiano grattugiato, uova, noce moscata e limone e si presentano come dei serpentelli caratterizzati da una superficie ruvida dovuta allo strumento dal quale vengono fuori, un particolare ferro apposito. Ottimi in brodo non sono affatto difficili da realizzare ed il loro sapore, una volta assaggiati, crea dipendenza.

Passatelli ricetta Pellegrino Artusi

Festa Artusiana 2014: Forlimpopoli 21-29 giugno

Festa Artusiana 2014: Forlimpopoli 21-29 giugno

Chi non conosce Pellegrino Artusi, autore del libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene“? Il volume, probabilmente unico nel suo genere, raccoglie ben 790 ricette, dai brodi ai liquori passando per i piatti tipici della tradizione, raccontate dallo stesso Artusi infarcendole di storie e di aneddoti. Bene, a Forlimpopoli, la città che gli diede i natali, sta per prendere il via la Festa Artusiana 2014. La diciottesima edizione avrà luogo dal 21 al 29 giugno prossimi e conta di offrire ai visitatori 9 giorni densi di appuntamenti imperdibili tra degustazioni, spettacoli, concerti, ed ancora mostre ed incontri.

Torta mantovana di Pellegrino Artusi

Torta mantovana Pellegrino Artusi

Ieri sistemando la libreria (in particolare la sezione dedicata ai libri di cucina) ho rispolverato il libro dell’Artusi,  “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene”, regalatomi qualche tempo fa ma al quale non avevo ancora dedicato la giusta attenzione. Mi sono così ritrovata a sfogliarlo accuratamente ed a stupirmi di fronte a ricette ancora attuali, come questa torta mantovana. Una ricetta semplice è vero, ma di grande gusto, con un impasto ricco e con l’aggiunta di  mandorle e pinoli in superficie.

Casa Artusi: la scuola-museo ispirata al famoso scrittore de “La scienza in cucina”

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Chiunque sia anche solo un po’ appassionato di cucina avrà sicuramente sentito parlare di Pellegrino Artusi, scrittore, gastronomo e padre riconosciuto della cucina italiana. La sua opera più famosa è “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, un testo che è frutto dei suoi numerosi viaggi in tutta Italia e della sua passione per la cucina e le sperimentazioni. A Forlimpopoli, patria di Artusi, si trova Casa Artusi, il primo museo interamente dedicato alla cucina che comprende una scuola di cucina, un ristorante, uno spazio eventi e una biblioteca contenente i libri posseduti da Pellegrino Artusi, nata in virtù di una clausola del suo testamento dove si stabiliva che tutti i volumi lasciati in eredità al Comune avrebbero dovuto servire quale “fondamento e principio alla formazione di una pubblica biblioteca da istituirsi a Forlimpopoli”. La scuola di cucina di Casa Artusi è il posto ideale dove principianti e appassionati possono apprendere qualche piccolo segreto culinario.

Da Forlimpopoli a Firenze sulle orme di Pellegrino Artusi

Dal 26 al 30 marzo prossimo, un gruppo di professionisti e appassionati gourmet celebreranno i cento anni dalla morte del grande gastronomo italiano Pellegino Artusi,  attraversando in cinque giorni a piedi le sue terre e riproponendo i suoi menu.

Un pellegrinaggio per ricordare e riflettere su “un personaggio che ha precorso i tempi riguardo alla comunicazione gastronomica e che con il suo libro “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene” dice Leonardo Romanelli, ideatore dell’evento “ha avuto successo per la capacità di raccontare le ricette con aneddoti e curiosità anziché limitarsi ad una mera raccolta di ingredienti e procedimenti, e che è tuttora un libro di grande attualità”.

E di grande attualità sarà anche questo percorso sportivo/gastronomico,  una vera e propria “Combinata Artusiana” composta da due gare “25 chilometri a piedi e 6 portate seduti”:  la prima parte dell’impresa prevede le partenze del gruppo da Casa Artusi a Forlimpopoli il 26 marzo, da Castrocaro il 27, da Portico di Romagna il 28, da San Godenzo il 29 e da  Pontassieve per arrivare a Firenze il 30 in mattinata.

Ricette con la marmellata: millefoglie all’arancia

millefoglie

Questa millefoglie alla marmellata di arance appartiene alla categoria delle non-ricette che io amo tanto per la loro velocità di preparazione. Quì non c’è niente da cucinare, se non la pasts sfoglia (ammesso che non acquistiate quella già cotta e predisposta per dolci di questo tipo). Si tratta semplicemente di mettere insieme uno strato di pasta sfoglia, uno strato di panna montata amalgamata alla marmellata di arance ammorbidita con dell’acqua, e continuare così fino ad esaurimento degli ingredienti. Tutto quì, niente altro da fare, ed in meno di mezz’ora avrete un dolce da portare in tavola molto scenografico e che mette sempre d’accordo tutti. E golosissimo, ovviamente.

I biscotti della salute di Pellegrino Artusi

Come molti di voi, ho imparato a cucinare osservando la nonna indaffararsi sui fornelli, sempre allegramente, ma con la massima professionalità. Mi sembrava che non esitasse mai, sapeva sempre prepararci un pasto succulento anche se avevo l’impressione che il frigo fosse vuoto!

Aveva un dono mia nonna, un dono comune tra le sue coetanee, che avevano imparato i segreti dell’economia in cucina dalle loro madri. Cosi mi ripeteva sempre:

Nulla si perde mai nella “mia” cucina, bastano pochi avanzi e qualche ingrediente semplice per mangiare bene.

Erano gli anni ’70 e in casa nostra si mangiava sempre più ‘espresso’ visto che mamma aveva la passione dei pennelli più che per gli utensili culinari, ma quando partii per il Canada mi regalo’ cerimoniosamente il Libro di Cucina della Nonna: l’Artusi.

Per i più giovani tra voi, Pellegrino Artusi era, all’alba del ‘900, una vera autorità nell’arte culinaria; essere approvati da lui era sinonimo di successo garantito per cui ogni massaia, trattoria o ristorante pregiato sarebbe stato lusingato di vedere una sua ricetta pubblicata in uno dei suoi libri. Libri che si leggono un po’ come romanzi, dalla prima pagina fino all’ultima, perchè non contengono solo ricette, ma le mettono in un contesto temporale e geografico dando cosi l’impressione di ‘viverle’, di immaginare le cucine di allora con queste enormi stufe a legna e forni di campagna, le spianatoie di pietra e le ‘ghiacciaie a ghiaccio’ (abbiamo già parlato di Pellegrino Artusi, e le sue frittelle di tondone, n.d.r.)

Vi riporto oggi una delle sue ricette che uso e riuso continuamente non solo perchè è sana ma anche perchè i miei figli adorano la semplicità di questi biscotti che contengono poco zucchero e fanno, con un bel bicchiere di latte, una prima colazione o una merendina gustosa (specie se li spalmate con un po’ di nutella come fa mio figlio).

La bistecca alla fiorentina

Pellegrino Artusi nel suo “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” ci racconta della bistecca con precisione scientifica: “Bistecca alla fiorentina. Da beef-steak, parola inglese che vale costola di bue, è derivato il nome della nostra bistecca, la quale non è altro che una braciuola col suo osso, grossa un dito o un dito e mezzo, tagliata dalla lombata di vitella”.

I macellai definiscono lombata il taglio di carne staccato dai lombi (parte posteriore dell’addome) dell’animale mentre chiamano “costata” l’adiacente taglio rivolto verso la testa. Naturalmente, come in tutte le cose, questo piatto viene chiamato in modo diverso a seconda della città/regione in cui ci si trova; perciò ordineremo un “sottofiletto” a Torino, un “lombo” a Roma e una lombata di manzo a Firenze.

Le frittelle di Tondone di Pellegrino Artusi

Pellegrino Artusi, padre delle pubblicazioni sulla cucina italiana, ebbe non poche difficoltà per veder stampato il suo libro ‘La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene’. L’avreste mai creduto?
In un’epoca in cui è tutto un germogliare e rivaleggiare di libri libretti e librettini che parlano di cibo (con quale competenza non sempre sappiamo) è piuttosto difficile immaginarlo.

Eppure lo dice proprio lui, nella ‘Storia di un libro che assomiglia alla storia di Cenerentola’ prefazione dell’opera, alla sua 18a edizione (e parliamo del 1914!). ‘Questo è un libro che avrà poco esito’ aveva sentenziato, con gran dispiacere dell’autore, un noto editore. Stampato infine a spese dell’autore, fu addirittura schernito, come capitò a Forlimpopoli, paese natale dell’Artusi, nel corso di una ‘gran fiera di beneficenza’.

E invece il libro ottenne un successo grandissimo nel corso dei decenni fino a oggi.
Vedi giudizio uman come spesso erra commenta l’Autore.

Un libro che dà della cucina del tempo un quadro preciso e che riletto, pur nella sua prosa solenne, non perde di attualità, ma magari fa sorridere e sognare. Sognare un’epoca in cui, in barba al colesterolo e ai molti consigli di sobrietà elargiti spesso dal nostro Autore, i FRITTI, proprio loro, sempre vilipesi e additati al pubblico ludibrio quali responsabili di infinite nequizie ( a cominciare…dai brufoletti!), godevano di grande popolarità. Ne ho contati più di sessanta!

Abbiamo, per esempio: crocchette, crocchette d’animelle, crocchette di riso semplici, crocchette di riso composto…testicciuola d’agnello fritta (che ve ne pare?), frittelle di tondone (?), crescioni, granelli fritti, donzelline, pallottole di semolino…e nel mio libro mancano alcune pagine!!!