Le zeppole di Carnevale, una golosità per tutti

zeppole

Le ho sentite chiamare in tanti modi, zeppole di Carnevale, zeppole di San Giuseppe, addirittura ciambelle di San Biagio! Non so, voi come le chiamate? Per me, sin da bambina, insieme alle frappe (chiacchiere) e alle castagnole rappresentano i dolci simbolo del carnevale. A Carnevale infatti vedevo sempre questa ampia cesta, posta sul bancone della pasticceria, interamente riempita da centinaia di ciambelle che nel giro di un paio d’ore andavano letteralmente a ruba! E anche mia mamma le preparava in gran quantità e le distribuiva a parenti e amici.

Quelle che sto per proporvi sono le zeppole con le patate nell’impasto. Di ricette delle zeppole infatti ne troverete diverse, alcune contengono farina 00 e semolino insieme, ma secondo me questa versione con le patate è quella dal risultato più soffice e delicato. Le zeppole di questa versione sono quelle con il burro di Salvatore de Riso, tratta dal libro “Dolci del Sole”, un vero capolavoro del famoso pasticcere dove potete trovare anche una eccellente ricetta della torta caprese al limone.

Siccome non c’è mai fine alla golosità, se volete arricchire le zeppole potete preparare una crema bianca con aroma di vaniglia o di limone e poi, con l’aiuto di una tasca da pasticcere potete decorare le ciambelle con un bel ciuffo di crema e magari una ciliegia o un’amarena per decorare.

1 commento su “Le zeppole di Carnevale, una golosità per tutti”

  1. Faccio sempre confusione con i nomi dei dolci, dei quali non capisco molto, ma sono sicuro che da noi a Cosenza non è ai dolci in foto che ci riferiamo quando parliamo di Zeppole. Le Zeppole a Cosenza (ma anche nel resto del Sud) sono un dolce tradizionale del periodo di San Giuseppe e sono quelle di cui parla questa pagina di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Zeppola

    Quelle nella foto invece somigliano più ai dolci napoletani chiamati Graffe (http://www.gennarino.org/graffe.htm), che credo sia una storpiatura del tedesco Krapfen che indica i bomboloni dai quali le graffe, se non erro, derivano.

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