Kibbi Naya: polpettine di carne di agnello cruda con burghul
Di Camilla Salaorni, in A cena, A pranzo, After Hour, Cucina Orientale, Cucina per i Bambini, Ricette Carne Rossa.

Il Cedro, uno dei simboli del Libano.
Anche se i primi focolari sono vecchi di migliaia e migliaia di anni e tutti noi siamo abituati a cucinare quasi tutto perchè ci piace il sapore della carne o del pesce solo quando sono ben cotti, ci sono realtà culinarie in cui carne cruda e pesce crudo hanno un ruolo importante se non addirittura predominante.
Uno dei paesi che ancora oggi prevede ricette a base di carne cruda è il Libano.
La parola Libano si scrive Lubnān in arabo mentre il nome completo è ﺍﻟﺠﻤﻬﻮﺮﻴﺔ ﺍﻟﻠﺒﻨﺎﻨﻴﺔ,, traslitterato Al-Ǧumhūriyya al-Lubnāniyya, ossia “Repubblica libanese”.
Il Libano è uno stato del Vicino Oriente che fa parte dei cosiddetti Paesi Mediterranei, e quindi uno dei capostipiti della cucina più rinomata nel mondo e di cui noi occupiamo i primi posti.
La parola Libano si scrive Lubnān in arabo mentre il nome completo è ﺍﻟﺠﻤﻬﻮﺮﻴﺔ ﺍﻟﻠﺒﻨﺎﻨﻴﺔ,, traslitterato Al-Ǧumhūriyya al-Lubnāniyya, ossia “Repubblica libanese”.
Il Libano è uno stato del Vicino Oriente che fa parte dei cosiddetti Paesi Mediterranei, e quindi uno dei capostipiti della cucina più rinomata nel mondo e di cui noi occupiamo i primi posti.
La ricetta libanese che vi propongo è un esempio di come una carne dal gusto estremamente “acuto” come quella d’agnello che ricorda le carni selvatiche, può essere sdrammatizzata e resa delicata e piacevole al palato con l’unione di conosciutissime erbe aromatiche come la menta e il prezzemolo.
Provare per credere!
Provare per credere!
KIBBI NAYA (Ingredienti per 4 persone)
- 400 gr carne di agnello magrissima e macinata fine
- 100 gr burghul
- 2 cipolle
- 1 cucchiaio di pinoli sgusciati
- 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
- 2 cucchiai di menta tritata
- 4 noci sgusciate
- 2 cucchiaini di olio extra vergine d’oliva
- Sale e pepe nero q.b.
Fate imbiondire con l’olio in una padella una cipolla tritata dopodichè alzate la fiamma e aggiungete 100 gr di carne; lasciatela rosolare per circa 10 min. mescolando in continuazione. Unite alla carne le noci tritate, il prezzemolol e la menta, bagnate con mezzo bicchiere d’acqua, salate e pepate ( il pepe deve essere generoso!) e tenete tutto sul fuoco basso per altri 10 min. Lasciate riposare al caldo.
Lavate bene il burghul, mondate grossolanamente la seconda cipolla e impastate il tutto con la restante carne, i pinoli, sale e pepe: l’impasto deve risultare piccante.
Formate delle palline che accomoderete sul piatto da portata dove lascerete libero il centro.
Scaldate la salsa, versatela nel centro del piatto e servite immediatamente.
E’ d’obbligo l’uso delle mani!
Lavate bene il burghul, mondate grossolanamente la seconda cipolla e impastate il tutto con la restante carne, i pinoli, sale e pepe: l’impasto deve risultare piccante.
Formate delle palline che accomoderete sul piatto da portata dove lascerete libero il centro.
Scaldate la salsa, versatela nel centro del piatto e servite immediatamente.
E’ d’obbligo l’uso delle mani!
4 Commenti
Scritto da Camilla Salaorni
Termini legati all'articolo: burghul, carne, carne cruda, cipolla, cucina libanese, erbe aromatiche, kibbinaya, Libano, menta, olio, pepe, prezzemolo, ricetta, sale.








Buonissimo , confermo, sai per completare il piatto sarebbe interessante preparare insieme del Tabule, se vuoi la ricetta te la mando
Grazie!!! Mandami pure la ricetta:) Mi ha sempre incuriosito..
Uno di questi giorni metterò la ricetta del cuscus alla tripolina che mia nonna, nata a Tripoli, ha imparato a fare quando era ragazza..
[...] previo ammollo di 8-12 ore. La ricetta che Ginger oggi vi propone è una valida alternativa alle polpettine di carne, da abbinare magari a delle ottime polpettine vegetariane ad un insalata di riso, farro, orzo e [...]
[...] però nel nuorese, e il nome in origine significa appunto palla; una palla che veniva riempita con carne d’agnello e uva passa, si conservava per giorni molto bene e veniva portata dai contadini durante i pascoli [...]