La pizza di scarole

di Claudia 8



La pizza di scarole, che avevo precedentemente citato parlando della pizza di bietole, come piatto di mezzo natalizio, è un rustico, tipico della cucina napoletana (praticamente un po’ alla volta vi sto proponendo tutti i classici!), preparato per l’appunto con le scarole, e con altri ingredienti, come i pinoli e l’uva passa, o le deliziose olive nere di Gaeta, e tutte queste bontà vengono racchiuse da un impasto di farina e patate a cui si aggiunge il lievito. Ottima, e soprattutto un altro piatto indimenticabile della cucina napoletana tipica e tradizionale che dà il meglio di sè durante le feste natalizie!

Solitamente la pizza di scarole viene consumata durante i pasti natalizi ma la storia racconta che questo rustico veniva preparato per il pranzo del 24 dicembre, proprio perchè è un pasto sbrigativo e veloce, non troppo pesante se mangiato proprio come piatto unico e serviva a riempirsi lo stomaco senza appensantirsi, nell’attesa del cenone e del successivo pranzo del giorno di Natale, e anche per mangiare qualcosa di veloce mentre si finivano i preparativi per la cena.

Indipendentemente dalle feste natalizie questo è un rustico da provare, perchè è davvero ottimo ed è uno di quei piatti da portare con sè anche nelle cene “in cui ognuno porta qualcosa” oppure da gustare anche come antipasto durante una cena in piedi.

Pizza di scarole


Ingredienti

4 o 5 scarole | 2 spicchi aglio | olive, capperi, pinoli | 1 kg. farina | 4 patate | mezzo panetto lievito | sale | olio

Preparazione

   Preparare la pasta per la pizza. Lessare le patate, sbucciarle e schiacciarle, per poi unirle alla farina. Unire anche il lievito sciolto con poca acqua tiepida, lavorare la pasta e farla riposare per un'ora.

   Lavare le scarole e lessarle in acqua salata. Scolarle prima che siano completamente cotte. Versare abbondante olio in una padella, far imbiondire gli spicchi d'aglio e poi aggiungere le scarole, le olive snocciolate, i pinoli e i capperi.

   Ungere bene una teglia (rettangolare o tonda) con dell'olio e poi sistemare poco più della metà della pasta ben stesa sul fondo e sui bordi. Versare le scarole all'interno (eliminando l'aglio), con tutto il sugo di cottura, e poi chiudere con la pasta rimasta.

   Cuocere in forno a temperatura media fino a quando la pasta sarà cresciuta e risulterà imbiondita in superficie.

La pizza di scarole può essere consumata sia calda, che fredda, che tiepida. Potete davvero pensare di tagliare la prima fetta il 24 dicembre, per pranzare e poi servire la pizza già affettata durante il cenone, tra una portata di pesce e l’altra e poi anche il giorno di Natale. A Napoli si porta tutto in tavola, la pizza di scarole, l’insalata di rinforzo, l’insalta russa e poi ogni famiglia ha i suoi classici, le case in cui non manca mai una frittura di pesce, quelle che non rinunciano al baccalà, quelle in cui si mantiene ancora la tradizione del capitone e via discorrendo. Sicuramente anche nelle vostre città esistono mille tradizioni diverse, prima o poi dovremo provare a mescolarle tutte!

Commenti (8)

  1. Mai vista una pizza di scarole con un impasto così! O____o
    In genere ci vanno anche alici salate ed uvetta…

  2. Guarda, anche a me non torna proprio tutto! Mia nonna ci metteva l’uvetta, ma non le alici salate…. e poi non mi sembra che l’imapsto lo facesse con le patate, ma non ne sono sicura! Ho lasciato la ricetta così com’era, senza cambiarla, visto che l’ho presa da questo vecchissimo libro di cucina napoletana, ma ad esempio a casa mia si mangiava una pizza di scarole un po’ diversa!
    Buone feste!
    Claudia.

  3. @ Claudia:
    Ma non sarebbe più corretto pubblicare solo ricette “proprie” o quanto meno testate?
    Che senso ha pubblicare una ricetta copiata pari pari e con la quale non sei nemmeno molto d’accordo? 😀

  4. @ Alessio Proietti:
    Ciao, ti rispondo velocemente, scusa, ma vista anche l’ora 🙂
    Io non credo sia una questione di correttezza, ma comunque volendo rispondere al tuo appunto credo proprio che con una pubblicazione quotidiana è impossibile pubblicare ricette proprie e sperimentate ogni giorno, sarebbe proprio impossibile!
    Detto ciò, per questo Natale mi sono attenuta ai classici della cucina napoletana, classici nel senso che li ho tutti presi da un vecchio libro tramandato da nonna, a mamma, a figlia, e quindi ho lasciato le ricette così com’erano senza fare modifiche, ma magari solo commenti iniziali, perchè credevo fosse giusto così e anche perchè mi è sembrato di regalare ai lettori, così facendo, una sorta di piccolo ricettario festivo di cucina “antica”, come era una volta….

  5. Questo è il “problema” di questo tipo di blog… 🙂

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