Sprechi alimentari: approvata la legge

di Ishtar 0

La legge contro gli sprechi alimentari è stata approvata. Dopo la Francia, anche l’Italia permetterà ai clienti di ristoranti, trattorie e pizzerie di poter portare a casa gli avanzi di quanto ordinato ma non consumato, all’interno di appositi contenitori. Soddisfatto il ministro Martina, così come i consumatori che da anni speravano ciò potesse diventare realtà. Quello relativo agli sprechi alimentari è, ancora oggi, un problema di portata considerevole: si pensi ammonti a circa 12 miliardi di euro solo nella nostra penisola.

Scopo primario di tale legge, approvata con ben con 181 sì, 2 no e 16 astenuti, è quello di poter ridistribuire quanto avanzato a chi ne abbia realmente bisogno attraverso l’attività degli enti preposti. Le eccedenze alimentari verranno dunque destinate principalmente agli indigenti. Ma tale legge non riguarda solo il cibo: prevede, allo stesso tempo, il recupero dei prodotti farmaceutici che verranno così impiegati in programmi di solidarietà sociale. A differenza dell’analoga legge approvata in Francia, in Italia si farà leva sugli incentivi a riguardo.

Presentata nell’ambito di Expo Milano 2015, la legge fa parte del “Piano SprecoZero” e rappresenta un’importante eredità dell’Esposizione Universale tenutasi in Italia lo scorso anno. Da non sottovalutare, infatti, la previsione del minor impatto ambientale che ne deriverà oltre che il grande contributo nell’ambito della sensibilizzazione dei cittadini nei confronti di tale problematica.

Punti salienti del provvedimento? Oltre a definire per la prima volta il concetto di spreco e di eccedenza, facendo così una maggiore chiarezza in materia, la legge punta l’attenzione sul termine minimo di conservazione e sulla data di scadenza. Non solo: ha come scopo quello di rendere decisamente più agevole la donazione degli avanzi nel totale rispetto delle norme igienico-sanitarie.

Tra le importanti novità, la raccolta dei prodotti agricoli rimasti nei campi e la loro conseguente donazione gratuita, la possibilità di donare il pane entro le 24 ore dalla produzione ed il permesso ai clienti di poter portare a casa i propri avanzi grazie alla family bag.

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Photo Credit | Thinkstock

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