Il friccò all’eugubina, un piatto tradizionale del Natale in Umbria

di Anna Maria Cantarella 0



Sarà perchè in Umbria nacque San Francesco (che ricordiamo è l’inventore del Presepe nella forma che noi tutti conosciamo), sarà perchè qui da sempre si vive una spiritualità diffusa, sarà per l’aria che si respira, ad ogni modo è difficile trovare un’altra regione in cui sia tanto sentita la tradizione del Natale. Il Pranzo di Natale in particolare, per i veri tradizionalisti è uno dei momenti più attesi dell’anno. Infatti in questa occasione si riuniscono le famiglie e si cucina a volte anche per giorni, per presentare in tavola i piatti della tradizione, che a volte si mescolano dando vita in ogni casa a un menu particolare, straordinario, composto da varie portate. Molte delle portate che si cucinano a Natale sono piatti tradizionali delle regioni italiane, che in occasione del Natale arrivano sulle tavole a testimoniare che le buone abitudini a tavola non sono state dimenticate. La ricetta di oggi proviene da Gubbio ed è un piatto tipico della tradizione culinaria di questa città, che spesso viene proposto come secondo piatto durante il pranzo di Natale. Si tratta di una preparazone di carne o misto di carni cotte in tegame di coccio, tipica di Gubbio, che somiglia molto ad un misto di carni alla cacciatora. Si possono usare il pollo, il coniglio, l’anatra, l’agnello, il tacchino, la faraona, il manzo. Si serve con la crescia cotta sul panaro o con la torta al Testo.

Friccò all'eugubina


Ingredienti

1500 gr. carni miste: coniglio, pollo, agnello | 4 costine di maiale | 4 spicchi d'aglio | una fetta fetta di guanciale (facoltativo) | vino bianco secco | brodo | 3 rametti rosmarino | olio evo | 400 gr. pomodorini | sale e pepe

Preparazione

  Fate rosolare la carne in una padella di ferro con olio, il guanciale (facoltativo), il rosmarino, aglio e peperoncino.

  Quando è ben rosolata bagnatela con vino bianco, sfumate e salate, fate cuocere a fuoco vivo per 30 minuti circa, tenendo bagnato con il brodo. Unite a piacere dei pomodori tagliati e portate a cottura.

  Una variante è quella di rosolare la carne con olio, aggiungere del brodo e unire a cottura una salsa alla cacciatora fatta con aglio, rosmarino e 1 acciuga, ½ bicchiere di aceto e ½ bicchiere di vino bianco, far evaporare e unire la salsa di pomodoro.

L’ideale sarebbe cuocere ogni carne separatamente per rispettarne i tempi di cottura. La carne va marinata con vino bianco e talvolta anche poco aceto (per 1,5 kg di carne, 2 dl di vino bianco e 50 ml di aceto), con gli aromi (rosmarino e aglio, eventualmente anche salvia e peperoncino) che vanno aggiunti alla marinatura oppure direttamente in cottura. La carne viene poi rosolata in olio e si procede con la cottura a fuoco basso, aggiungendo quindi la marinatura ed eventualmente poco brodo per portate a cottura.

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