Come conservare al meglio i cibi nei giorni molto caldi

di Anna Maria Cantarella 0

I giorni di caldo intenso causati dal passaggio dell’anticiclone Scipione l’africano ci hanno costretto a cambiare un po’ le nostre abitudini alimentari. Pranzi leggeri e a base di alimenti facilmente digeribili, e tanta frutta e verdura da conservare in frigo. Ma quando la temperatura si innalza, come si possono conservare al meglio i cibi per evitare che si rovinino, vadano a male, o che addirittura il caldo faccia proliferare i batteri? Carolina Biotti, leader del team dei tecnologi alimentari “Food preservation” di Whirlpool, spiega come gestire al meglio i cibi nei giorni segnati dall’arrivo del grande caldo. Innanzitutto è essenziale sapere che ogni alimento ha una sua adeguata temperatura di refrigerazione e va conservato in una zona particolare del frigo. I frutti invernali come i kiwi e le mele e i vegetali a foglie, si possono conservare a 2°C; i latticini, le uova e i cibi confezionati a 4°C e i frutti tropicali a 7-8°.


Gli alimenti freschi e più delicati, come la carne e il pesce, dovrebbero essere conservati all’interno del cassetto “Zona Zero” che ormai hanno molti frigoriferi, che mantenedo la temperatura intorno agli zero gradi permettono un migliore controllo sanitario, una prolungata conservazione e il mantenimento ottimale della qualità nutrizionali del cibo e delle caratteristiche sensoriali, cioè quelle legate al gusto, al colore e alla consistenza degli alimenti. Un altro aspetto da considerare nell’ambiente frigorifero è il grado di umidità, ossia la presenza d’acqua che, dovrebbe essere costantemente monitorata e regolata per evitare che gli alimenti si secchino o, al contrario, si impregnino. Infine fate attenzione a non interferire nel delicato equilibrio del mantenimento della temperatura del frigo aprendolo spesso e lasciando aperto lo sportello troppo a lungo.

Per quanto riguarda il congelamento l’obiettivo è sempre quello di preservare la qualità degli alimenti. I batteri infatti, si sviluppano nel passaggio dalla temperatura di un cibo cotto a quella del frigo o freezer e più lungo sarà il tempo di raffredamento più c’è il rischio di aumentare la carica batterica. Attenzione dunque a regolare la temperatura del congelatore in modo che il processo di formazione dei cristalli sia il più veloce possibile.

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