Zuppa alla Valpellinentze, la minestra valdostana del Natale.

di Anna Maria Cantarella 2



La Valle d’Aosta è una delle regioni più particolari della nostra penisola. E’ una terra di pascoli , verdi boschi e valli che rendono il territorio affascinante e magico. Le caratteristiche della tradizione gastronomica valligiana sono determinate dall’ aspetto morfologico di questa terra. La splendida e per lungo tempo inaccessibile catena alpina ha isolato per secoli la Valle, provocando lo sviluppo di un cucina basata quasi esclusivamente su prodotti locali, che sono alla base anche delle ricette tradizionali del periodo natalizio.
La gastronomia di questo territorio è molto legata alle varie vicende storiche e i prodotti della cucina valdostana sono tanti e molto vari, gustosissimi, conservati nei secoli con leggere modifiche dovute al miglioramento delle condizioni socioeconomiche; cibi caratterizzati da antichi prodotti locali fra cui campeggiano la fontina, il lardo, il sanato, le castagne e la polenta che tutt’oggi viene preparata “grassa”, ovvero arricchita con burro e formaggio. La zuppa alla Valpellinentze è il piatto povero della tradizione gastronomica valdostana, preparato in occasione del Natale. Il suo nome ha origine dal luogo di probabile provenienza della ricetta, cioè la Valpelline. Gli ingredienti di base di questa zuppa sono poverissimi, pane raffermo, cavolo verza, brodo di carne, fontina e burro. La preparazione è veloce e il risultato è davvero gustoso per un piatto perfetto a Natale, quando il freddo si fa sentire e la neve ha imbiancato i tetti delle case.

Zuppa alla Valpallinentze


Ingredienti

1 e mezzo lt. brodo di carne | 1 cavolo verza | 600 gr. fontina valdostana a fette | fette di pane raffermo

Preparazione

  Preparate un brodo di carne. Sfogliate il cavolo verza e lessatelo nel brodo di carne. A cottura ultimata stendete le foglie di verza sulla carta assorbente.

  In una teglia imburrata, procedete a sistemare gli strati di pane raffermo tagliato a fette sottili, poi la verza e poi la fontina. Potete fare anche due strati finchè non finiscono gli ingredienti.

  Versate il brodo di carne in abbondanza sulla teglia e poi infornatela a 180 gradi per circa 20 minuti. Servite la zuppa quando sarà ben gratinata.

Il pane perfetto per questa zuppa, che i contadini utilizzavano per cucinarla, non era il pane bianco fresco ma il pane nero. Il pane nero veniva preparato una volta all’anno coinvolgendo tutta la famiglia; mentre le donne impastavano, gli uomini si occupavano del forno a legna del paese.
Una volta essiccato, diventava molto duro e per tagliarlo si utilizzava lo “copapàn”, una specie di coltello di ferro che si trova ancora oggi nei negozi di artigianato. Questo pane veniva poi ammorbidito mettendolo per pochi minuti a bagno nelle minestre, nel latte, o, in mancanza d’altro, nell’acqua. Oggi è difficile reperire il pane nero, quindi potete sostituirlo con il pane molto raffermo.

Commenti (2)

  1. Non è una ricetta vegetariana se fatta col brodo di carne….

  2. …e nemmeno senza glutine se contiene pane raffermo!
    siate più precisi!

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