Fondue di formaggio alla Valdaostana, l’aperitivo “sociale”

di Cecilia Morello 3

Avete invitato degli amici a cena ma non sapete cosa preparare? Siete in cerca di un’idea originale e divertente? Eccola servita: una bella fondue di formaggio! E’ un piatto tipico della Valle d’Aosta, del Piemonte e della Svizzera e si presta a numerose varianti: il tipo di formaggio, la presenza del vino e cosa inzuppare cambia a seconda della regione o della vostra fantasia.

Per prepararla in Svizzera viene usato un tegame ad hoc, il caquelon, che può essere in ceramica, ghisa o terra cotta, e viene posizionato sopra una fonte di calore. Potete usufruire comunque della casseruola che usate per la bourguignonne di carne, la mia ad esempio è in acciaio, di quelle che si trovano comunemente in commercio, con una piastra elettrica su cui appoggiarla per cuocere direttamente in tavola.

I formaggi da fondere sono a vostra discrezione, se ne calcolano in genere 200 grammi a testa. Io uso emmenthal, groviera e toma piemontese, ma vanno bene anche la fontina, lo svizzero Vacherin o il francese camembert.


Stronfinate la pentola con dell’aglio, dopodichè versatevi 3-4 bicchieri di vino bianco e scaldatelo. Quando bolle aggiungete il formaggio facendo attenzione a partire dal più duro fino al più morbido. Mescolate in continuazione per evitare che si formino grumi.
Appena prima di servire versatevi mezzo bicchiere di liquore, tipo Maraschino o Kirsh. Alcuni vi aggiungono anche un uovo quando la cottura sta per terminare.

La parte più divertente arriva ora: originariamente nella fonduta vengono immersi tramite apposite forchettine dei bocconi di pane, possibilmente un po’ raffermo, alternati alle patate.
Ciò non toglie che l’accompagnamento possa essere fatto con molti altri alimenti: prosciutto crudo ad esempio, o verdure come asparagi, fagiolini, carote o zucchine, precedentemente cotti a vapore. Un’ottima idea per un aperitivo diverso e colorato da consumare in compagnia.

In abbinamento come vino Ginger&Tomato consiglia: un Gavi DOCG Ca’ Bianca, un bianco leggero che non copre il sapore della fonduta, magari il solito che avete usato per preapararla.