Ad Ossimo la 6^ Festa del Lardo il 27 e il 28 dicembre

di Redazione 0

Un programma da 10 e lode che cade nel corso delle festività natalizie a cavallo tra Natale e Capodanno: ad Ossimo non si attende altro. Tra il 27 e il 28 dicembre, infatti, verrà celebrata l’annuale ricorrenza con la quale si celebrano in un colpo solo il maiale e il lardo.

Nel suggestivo paesino del bresciano saranno di scena contemporaneamente l’8^ sagra del porsel e la 6^ festa del lardo: proposte dal gruppo della Proloco “Per Osem“, l’evento si strutturerà lungo piazza Roma e vedrà coinvolte decine di persone pronte a mettere in tavola ogni specialità gastronomica locale. Il programma prevede per sabato 27  una serie di dimostrazioni, tra cui quella del lavoro del Norcino, e una dettagliata presentazione dei salumi ed altri prodotti derivanti la lavorazione della carne di maiale tra cui il salame, la pancetta ed il lardo Ossimese. Per l’occasione non mancheranno stands gastronomici e uno spettacolo folcloristico con l’esibizione del gruppo «Notér de Berghem» dalle 16.

Domenica 28 si replica sulle note de “I Cugini di Montagna“. Il lardo, strato di grasso depositato appena sotto la cute del maiale, viene utilizzato in molte zone – soprattutto di montagna – in sostituzione dell’olio vegetale ed accompagna molte pietanze: squisito se sciolto sulla focaccia, usato nei soffritti di minestrone, prelibato e raffinato se presentato come antipasto, ottimo al posto della pancetta nei bucatini alla amatriciana, raffinatezza di grande qualità se unito alle verdure grigliate e – scoperta recente dei migliori chef della tradizione nostrana – sodalizio di sapori in accoppiata con i crostacei.

Matrimonio di sapori e tradizioni storiche di Ossimo, piccolo paesello nel quale il maiale ha costituito per anni la principale fonte di sostentamento: l’appuntamento prevede un percorso suggestivo valorizzando i riti e le pratiche della vita contadina di un tempo nel suo svolgersi quotidiano ed in particolare la lavorazione della carne di maiale e tutto ciò che ne concerne nella preparazione dei piatti simbolo ed identitario della cultura rurale. Tra le pietanze in degustazione: polenta, patate e spinaci, pizzoccheri, vino locale e vin brulè.

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