Fatti fritti di Sardegna, i dolci fritti di Carnevale

Si chiamano fatti fritti, o frati fritti, o para frittus, ma di fatto sono i tradizionali dolci fritti di Carnevale che si preparano in Sardegna e non possono certo mancare su ogni tavola o in occasione delle sfilate di Carnevale.

dolci di carnevale, frittelle di riso romane

In pratica sono dei dolci fritti molto simili a quelli che si preparano in altre regioni italiane, ma vengono aromatizzati con la presenza di limine e arancia e di acquavite.

Ravioli di ricotta e spinaci sardi

I ravioli di ricotta e spinaci sardi, noti anche come cullungiones, non sono altro che un primo piatto di pasta fresca ripiena tutto da gustare. Una farcia cremosa e delicata realizzata con ricotta fresca e spinaci appena lessati pronta a sprigionarsi al primo morso. Si tratta di un tipo di pasta ripiena che si presta ad essere condita con diversi sughi e salse: la mia preferita è quella di pomodoro fresco, anche se il mio debole rimane per salvia, burro e parmigiano.

Ravioli ricotta spinaci sardi

Panini alla ricotta sardi

I panini alla ricotta sardi,  noti con il nome di pratzireddas de arrescottu, non sono altro che delle morbide ed irresistibili focaccine realizzate con un impasto particolare, ricco di ricotta. Quelli che ne vengono fuori sono dei panini molto versatili che possono essere usati sia come il comune pane per accompagnare i pasti, che farciti a piacere con i soliti salumi e formaggi o, perchè no, anche con marmellata e nutella per una colazione nutriente.

Panini ricotta sardi

Arrubiolus, le frittelle di ricotta e miele per Carnevale

Se non li avete mai sentiti nominare niente paura, dietro agli arrubiolus non si nascondono altro che dei dolcetti di origine sarda, diffusamente preparati sull’isola prevalentemente nel periodo di Carnevale. Se siete dunque in cerca di una nuova ricetta da sperimentare in questo periodo l’avete trovata. Io li ho scoperti grazie a Benedetta Parodi, dalla quale ho rubato la ricetta, facile ed alla portata di tutti, che vi propongo di seguito.

Arrubiolus le frittelle di ricotta e miele

Dalla Sardegna: Triglie alla vernaccia

Le triglie di scoglio si riconoscono facilmente poichè hanno un bel colore rosso vivo, talvolta 3 o 4 linee orizzontali gialle lungo i fianchi e, unico segno sicuro, delle strisce rosso-brune sulla prima pinna dorsale, quella cioè più vicina alla testa. Le triglie di fango o di rena, invece, sono inferiori quanto a qualità, ma si possono utilizzare per fare dei sughi per la pasta e per insaporire le zuppe; inoltre, sono la varietà da utilizzare se vogliamo friggerle, comprese quelle assai piccole che si pescano da metà agosto alla prima decade di settembre.

La triglia non ha fiele ed ha un ottimo fegato, per cui è consigliabile non sventrarla (non per niente i nostri “cugini” francesi chiamano la triglia “beccaccia di mare”): semmai è consigliabile eliminare le branchie qualora fossero sporche di fango. Il periodo della pesca delle triglie è tutto l’anno, ma il migliore, qualitativamente, è sicuramente quello che copre per intiero i mesi di settembre ed ottobre.

La ricetta delle triglie alla Vernaccia che presento non è di per sè propria della Sardegna, ma lo diventa nella misura in cui andremo ad aggiungere alla ricetta base il pangrattato e la scorza di limone grattata, secondo un uso tipicamente cagliaritano, ma esteso a tutta l’isola.

La bottarga, il mare delle nostre isole in tavola

Sapore di sale, sapore di mare… come recitano le parole di una famosa canzone! Nei grigi giorni d’inverno viene un po’ di nostalgia pensando ai bei giorni d’estate, passati al mare rosolandosi al sole comodamente distesi.
Di solito per alleviare questi pensieri preparo un piatto che ricorda il profumo del mare e della natura, fresco e leggero, ma estremamente gustoso: la bottarga.

La bottarga altro non è che uova di cefalo (o muggine) o di tonno, che lavate, compresse, salate ed essiccate si trasformano in un’autentica prelibatezza da gourmet dal sapore intenso e dall’odore pungente. Completata la stagionatura si presentano come una specie di coppia di salsicciotti, dall’impasto morbido di colore arancio.

I maggiori centri di produzione di questo prodotto, in Italia, sono due isole il cui mare ricco e generoso, oltre ad essere una forte attrazione turistica per le bellezze naturali che offre, è fonte di lavoro per molti, parliamo della Sicilia e della Sardegna. In queste isole ancora oggi la lavorazione del tonno e del cefalo è spesso artigianale ed è possibile trovare prodotti di alta qualità.