Malloreddus alla campidanese. Dalla Sardegna un primo piatto per il Natale.

di Anna Maria Cantarella 1



I malloreddus sono uno dei piatti più tipici della tradizione sarda, sempre presenti a tavola durante le occasioni più importanti e soprattutto durante le festività natalizie. E’ un formato di pasta piccolo e rigato, molto poroso, che si presta ad essere accompagnato dai più svariati condimenti. Vero e proprio vanto della cucina sarda, il termine malloreddus deriva dal termine malloru, che nel sud della Sardegna significa toro, quindi malloreddus vuol dire “vitellino”. Il nome malloreddus è stato probabilmente associato a questo formato di pasta dalla particolare forma panciuta, perchè nell’immaginario dei pastori ricordava la forma di un piccolo vitello. Per questa ricetta è d’obbligo usare la salsiccia sarda e il pecorino sardo, che è uno dei prodotti DOP più famosi della regione. L’impasto dei malloreddus si lavora fino ad ottenere una pasta priva di rugosità, alla quale si dà la forma di bastoncino sottile, tagliato a piccoli tocchi che, fatti rotolare sul fondo di un canestro (ciuliri), assumono la forma ovale di conchiglia vuota, caratterizzata sul dorso da rilievi paralleli. Originariamente si impastava la farina di semola con lo zafferano in modo da ottenere una pasta dal colore giallo intenso, oggi lo zafferano si può aggiungere anche solo al sugo.

Malloreddus alla campidanese


Ingredienti

500 gr. farina di semola di grano duro | 250 ml acqua | 200 gr. salsiccia fresca | 150 gr. pomodori pelati | 1 cipolla | 1 bustina zafferano | olio evo | foglie di basilico | 80 gr. pecorino sardo grattugiato | sale

Preparazione

  Setacciate la farina sulla spianatoia con un pizzico di sale ed impastatela con l'acqua tiepida, fino ad ottenere un impasto liscio e sodo. Avvolgete l'impasto in una pellicola e lasciatelo riposare per 30 minuti.

  Ricavate dalla pasta un serpentello e tagliatelo in pezzettini lunghi circa 1,5 cm. Schiacciate lo gnocchetto facendo pressione con il polpastrello del pollice su un tagliere rigato. Continuate l'operazione, mettendo poi gli gnocchetti su di un canovaccio ricoperto di farina.

  Sbriciolate la salsiccia, tritate la cipolla e mettetela a soffriggere con l'olio in una padella. Aggiungete la salsiccia, facendo cuocere per 10 minuti. Unite i pomodori al soffritto, aggiungete lo zafferano, salate e fate cuocere a tegame coperto a fuoco basso per mezz'ora.

  Aggiungete il basilico sminuzzato, continuando la cottura ancora per mezz'ora

  Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e cospargetela con del pecorino. Versate infine il sugo mescolando bene.

I malloreddus sono un formato di pasta abbastanza diffuso, che con un pochino di fortuna potreste anche trovare al supermercato, dove vengono definiti gnocchetti sardi. Ma visto che il clima delle feste ci invoglia a fare esperimenti culinari, potreste provare a farli voi impastando con le vostre mani la pasta per poi creare i piccoli gnocchetti. Certamente sarà un pochino più faticoso ma il risultato è soddisfacente e soprattutto molto più gustoso. Create tanti lunghi serpentelli di pasta e poi tagliateli a piccoli tocchetti. Strofinate ogni tocchetto su un tagliere rigato in modo da ottenere uno gnocchetto a righe arrotolato ma aperto sulla pancia e disponete gli gnocchetti ottenuti su un ripiano, ben separati tra di loro. Farlo è molto più facile che spiegarlo!

Commenti (1)

  1. Ricetta riportata ottimamente, hai solo dimenticato, per essere veramente ‘alla campidanese’, che nel sugo vanno aggiunte un paio di olive 🙂

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