Africa: scopriamo la cucina kenyota

di Cecilia Morello 0

Il Kenya è un paese che rimane nel cuore: chiunque abbia avuto la fortuna di visitarlo non può che essersene innamorato. I grandi occhi dei bambini kenyoti, le bianche spiagge e le palme, la savana con i suoi colori e i suoi animali. In questi giorni, in cui si susseguono così spesso notizie di disordini provenire dal paese africano, chi vi è rimasto legato prova senza dubbio un po’ di amarezza.

Un modo per risvegliare i bei ricordi di un viaggio potrebbe essere senza dubbio quello di ricrearne i sapori e gli odori, organizzando una cena a tema.
Quando ho visitato il Kenya ho potuto sperimentare la cucina della costa, a base di pesce fresco, e quella dell’interno, con le sue zuppe di verdura e la carne grigliata. Le ricette risentono della tradizione inglese, come di quella asiatica ed il risultato che ne esce è una miscela di spezie forti e frutta dolce, come ad esempio la crema di cocco, servita nei gusci e spolverata abbondantemente di cannella. Un tipo di pane molto diffuso è il chapati, frutto dell’influenza indopakistana e prodotto con farina di grano ed aromatizzato anch’esso al cocco.

Sulla costa il pesce è ottimo e basta uscire un po’ dai binari del viaggio organizzato per godere di pranzi deliziosi in scenari magnifici. Sulla spiaggia i turisti sono spesso avvicinati da ragazzi del posto che offrono di tutto, vendono oggetti e propongono escursioni. Ebbi modo di fare amicizia con Joseph, originario di Watamu, che mi propose un pranzo. Portò me e il mio ragazzo su una spiaggia bellissima tutta per noi, in una piccola baia, nessuno all’orizzonte. Ci disse di rillassarci mentre lui si occupava del pranzo. Poco dopo vidi spuntare dall’acqua due ragazzini con un retino pieno di aragoste che si dibattevano, di pesci che sembravano orate e polpi enormi. Il pesce venne pulito e gettato sulla brace. Con il polpo venne poi cucinato un ottimo risotto. Il tutto sotto un gazebo, all’ombra di una palma: uno dei pranzi più indimenticabili della mia vita!


In un’altra occasione ho avuto modo di assaggiare anche il coccodrillo: una carne che è un incrocio tra il maiale ed il palombo… Non ci sarà bisogno comunque di ingredienti così esotici per preparare un paio di piatti che vi ricordino il kenya!

Eccovi una ricetta interessante e semplice:

Banane mandazi (frittelle di banane)

Ingredienti

  • 2 banane mature
  • 1 uovo
  • 1,5 dl latte
  • vaniglia
  • 230 g di farina
  • lievito
  • 50 g di zucchero
  • olio di semi per friggere
Mettete l’uovo, le banane sbucciate e tagliate a pezzi, il latte, la vaniglia, la farina, il lievito e lo zucchero nel mixer. Frullate fino ad ottenere una pastella che dovrà essere cremosa ed omogenea (se la pastella dovesse risultare troppo pensa potete aggiungere un po’ di latte).
Lasciatela riposare 10 minuti.
Nel frattempo scaldate l’olio in padella e quando l’olio sarà ben caldo friggetevi la pastella a cucchiaiate per 4 minuti circa, finchè le frittelle non saranno ben dorate. Asciugatele con della carta assorbente e servitele bollenti (magari spolveratele anche con dei semini di sesamo).

Fatto. In soli 20 minuti avrete un gustosissimo dolcetto: banane fritte calde calde, come nelle bancarelle kenyote!

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