Gualtiero Marchesi, una leggenda vivente dell’alta cucina italiana

di Anna Maria Cantarella 0

Ultimamente l’avrete sentito nominare spesso in uno spot televisivo della catena di fast food più famosa in Italia, Mc Donalds. Lui è Gualtiero Marchesi ed è unanimemente considerato il più grande cuoco italiano di tutti i tempi, maestro e precursore di tantissime mode che nel mondo della cucina si sono affermate da poco, ma che lui aveva scoperto molti anni fa. L’attenzione per la cucina dell’est, lo sguardo attento al Giappone e alle possibili contaminazioni con la cucina italiana, insieme ai primi accenni al design del piatto che mette al centro di tutto il prodotto, l’ingrediente e la sua qualità, senza perdersi in decorazioni che distolgono l’attenzione dal cuore della cucina. Tutto questo è Gualtiero Marchesi, che di sè dice “Se ti apostrofano, chiamandoti maestro, non c’è da gongolare troppo, semmai da stringere i denti e sentirti, nuovamente e a qualsiasi età, come il primo degli scolari“.

Quella di Gualtiero Marchesi per la cucina è una vocazione che affonda le sue radici nell’esperienza dei suoi genitori, che avevano l’albergo ristorante Al Mercato, in via Bezzecca, a Milano. Ma il vero successo arriva dopo qualche anno di impegno e di apprendistato, nel 1977 quando apre a Milano il suo primo ristorante in via Bonvesin de la Riva che dopo appena un anno di apertura si aggiudica una stella Michelin e subito dopo la seconda. Già nel 1985 il ristorante vanta tre stelle Michelin che però nel 2008, Gualtiero Marchesi decide di restituire.

L’ho fatto anche per dare un esempio e dire ai giovani che la passione per la cucina non può essere subordinata ai voti“, questa la sua motivazione. Il vero carattere dell’artista emerge a prescindere dai giudizi esterni e punta a migliorare se  stesso e il suo lavoro, senza curarsi troppo delle valutazioni della critica. Oggi, arrivato al traguardo degli ottant’anni, Gualtiero Marchesi ha ben pensato che il suo sapere andasse custodito e valorizzato. E’ per questo che è nata la Fondazione Marchesi, per essere un centro di diffusione “del bello e del buono“.

Photo Credit| br1dotcom su Flickr

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