Tanti trend con gli aperitivi 2026. Nonostante negli ultimi anni ci sia un’attenzione maggiore nell’assunzione di alcol da parte di giovani e non solo, ecco che l’aperitivo continua ad essere quel rituale che non può mai mancare nella quotidianità degli italiani. Nel 2026 il mercato degli spirits mostra segnali di ripresa, trainato in particolare dagli aperitivi alcolici, dai sodati e dal gin, come evidenziato dai dati dell’Osservatorio Federvini e Nomisma relativi al primo trimestre (+2,9% nei volumi nella GDO).

I trend degli aperitivi 2026 qui in Italia
Questo riscatto arriva dopo anni complessi: nel 2025 i consumi nazionali si erano fermati a circa 125 milioni di litri (il 10% in meno rispetto al 2019), frenati anche da un calo internazionale che aveva ridotto l’export italiano del 5%. Pur essendo quindi più prudenti e attenti alla spesa complessiva, con un costo della vita decisamente più elevato, gli italiani non rinunciano all’aperitivo.
Un aspetto da sottolineare è che non si beve necessariamente di più, ma si cerca la qualità. Si fa strada la tendenza del “meno, ma meglio”: un italiano su due esce meno spesso per pranzi o cene, ma quando lo fa pretende esperienze superiori. Il motore di questa evoluzione è la miscelazione. Uno studio Nomisma per AssoDistil del giugno 2026 rivela che l’80% dei frequentatori di locali preferisce i distillati miscelati, una percentuale che si attesta al 52% anche tra le mura domestiche.
I cocktail non sono più un’esclusiva dei locali specializzati: grandi classici come spritz e gin tonic, affiancati dal boom dei ready to drink (cresciuti del 52% sul 2019), hanno reso la mixology familiare a un pubblico vasto. Parallelamente, il mercato intercetta nuove esigenze legate al benessere e alla moderazione. Il 15% degli italiani mostra interesse per i prodotti low alcohol, spingendo i locali ad arricchire le proprie carte con alternative a ridotto contenuto alcolico o analcoliche, capaci di convivere con i cocktail tradizionali senza snaturare il rito dell’aperitivo.
Per il settore HoReCa (ristoranti, bar, hotel), la sfida richiede equilibrio. La crescente selettività del pubblico premia un’offerta coerente e comprensibile piuttosto che liste sterminate. Gli elementi vincenti comprendono la qualità degli ingredienti e del ghiaccio, una proposta gastronomica proporzionata, cocktail classici impeccabili e personale capace di guidare il cliente con naturalezza.
In sintesi, i dati del 2026 non raccontano un semplice ritorno al consumo di alcolici, ma l’affermazione di un modello in cui l’informalità dell’aperitivo si sposa con la premiumizzazione dell’esperienza. Per il mercato significa comprendere che le aspettative di chi siede al bancone sono cambiate, premiando il valore percepito, la coerenza e l’attenzione ai dettagli.