Amaro alle erbe: il piacere di un digestivo a fine pasto
Di Paola Pagliaro, in A cena, A pranzo, After Hour, Alimenti IPERcalorici, Aperitivi & Bevande, Ricette Creative.
A fine pasto è consuetudine offrire ai propri ospiti il cosiddetto ammazzacaffè, un liquore digestivo che “bruci” la sensazione di pesantezza di una cena o di un pranzo particolarmente luculliani. La scelta è varia: c’è chi predilige il limoncello, chi altri tipi di liquore come il liquore al cioccolato, all’alloro, alla fragola, alla menta. In commercio se ne trovano per tutti i gusti e alcuni molto originali, come il liquore alla banana, al latte, alle mandorle, alla rosa. Per chi invece vuole cimentarsi nella produzione di un liquore digestivo casalingo, oggi propongo la ricetta per la preparazione dell’ amaro alle erbe, ottimo a fine pasto ma anche da offrire semplicemente, in qualsiasi altra occasione.
Ingredienti :
- 300 g alcool a 95°
- 650 g di Vermuth Bianco
- 150 g di zucchero
- 14 bacche di ginepro
- 11 aghi di rosmarino
- 6 foglie di melissa
- 5 foglie di salvia
- 5 chiodi di garofano
- 2 foglie di cardo santo
- 2 foglie di menta piperita
- 1 fiore di centaurea minore
- Un pezzetto di radice pestata di calamo aromatico
- Un pezzetto di radice pestata di genziana maggiore
- Un pezzetto di radice pestata di carlina
- Un pezzo di corteccia di cannella
Preparazione: macerare le erbe in alcool per 5 giorni; possibilmente lasciare il contenitore in un posto caldo e buio. Intanto unire lo zucchero al vermouth in un altro contenitore a lasciarli riposare in un posto buio; lo zucchero si scioglierà gradualmente. Colare l’alcool in una bottiglia pulita e tapparla. Trasferire le erbe macerate nel contenitore del vermouth. Lasciar riposare per un’ altra settimana, quindi colare il vermouth nella bottiglia dell’alcool. Lasciar riposare il liquido per un giorno poi filtrarlo e trasferirlo nella bottiglia definitiva (scegliamone una il più possibile elegante!). Tappare la bottiglia e lasciarla ad invecchiare in un luogo buio per almeno 8 mesi.
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Scritto da Paola Pagliaro

















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[...] della croce, poneva sul fuoco (simbolo di redenzione), un tronco di quercia, ornato con rami di ginepro e di alloro (allegoria dell’albero del bene e del male); versava del vino in una coppa (metafora [...]
[...] sale e fare una bella frittata. Mischiarle tutte per fare un olietto per condire a crudo. Farne un digestivo o, magari, un’acqua di colonia. E voi che piante avete sui vostri poggioli o terrazzi (non [...]
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