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  • 07
  • ott
  • 2008

La barbera: tutto il buono di un vino del Piemonte

La Barbera (che molti chiamano erroneamente «il» Barbera) è uno dei vini rossi più conosciuti in Italia, ed è sinonimo di bere sano e robusto. Le si dà spesso l’etichetta di vino proletario, ma annate particolari smentiscono questa voce esibendo un bouquet somigliante a quello del Barolo. Purtroppo la Barbera ha la sfortuna di nascere in una regione, il Piemonte, che è patria di altri vini più nobili, come appunto il Barolo, il Barbaresco, il Carema, ma rimane pur sempre un prodotto generoso e da valorizzare in tutta la sua «vinosità» coi cibi giusti.

Il poeta Giosuè Carducci ha scritto questi brevi versi:

«Generosa barbera / bevendola ci pare / d’essere soli in mare / sfidanti una bufera.»

I grappoli di uva barbera sono grandi come un pugno d’uomo, con acini ovali e neri, e maturano alle nebbie di ottobre. Il vino, ancora giovane, può reggere con sicurezza il trasporto in altre regioni e sopportare senza difficoltà i cambiamenti di clima.

La Barbera può essere bevuta, anche al primo anno di vinificazione, ma sottoposta a un invecchiamento di due o tre anni (e talvolta anche di quattro o cinque) si esprimerà al palato del buon bevitore con un profumo di marasca e con I’asciuttezza dei vini di carattere, la cui sincerità sta scritta nel bel colore e nella simpatica corposità.

È in vendita in quasi tutti i supermercati ed è bene sapere che ne esistono varietà diverse, il cui prestigio muta di pari passo con la geografia. Barbera d’Alba, adatta anche all’invecchiamento; Barbera d’Asti, sia da invecchiamento che da bere entro due anni; Barbera dei Monferrato, da bere entro uno-tre anni; Barbera dei Colli Tortonesi, da bere entro un paio d’anni; Barbera di Rocchetti Tanaro, che può invecchiare fino a cinque anni.

Ma di Barbera buona se ne vinifica anche in regioni «non piemontesi», come quella dei Colli Bolognesi di Monte San Pietro, la Barbera piacentina dei Colli di Ziano, quelle dell’Oltrepò pavese e di Linero in provincia di La Spezia e, infine, la Barbera dei Colli Orientali del Friuli, che può sostenere invecchiamenti di sette-otto anni.

La bottiglia va conservata in posizione orizzontale in una cantina in penombra: l’atmosfera ideale per il suo riposo/invecchiamento. Una Barbera superiore, cioè con tre o quattro anni di vita almeno, dovrà essere stappata un paio d’ore prima del pranzo, e va servita a una temperatura di 18-20 gradi. Un bicchiere non colorato ne esalterà il colore rosso granato, o rubino, o porporino, o addirittura nerastro come un inchiostro e ne metterà in luce la brillantezza, l’intensità, talvolta anche un lieve spumare che subito si dissolve.

Tutte le carni, rosse o bianche, si accoppiano bene con la Barbera. Il matrimonio ideale di questo sano vino va celebrato con gli arrosti, la selvaggina, il tacchino, gli spiedini, i lessi misti, i salumi, oltre che con il minestrone, il formaggio piccante, la torta di riso, la frittata di cipolle. Ma tutta la cucina piemontese, dalla bagna cauda agli agnolotti di carne, ai grandi antipasti, ama accompagnarsi con la Barbera (e anche col Dolcetto).

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