Come si fa un cocktail? Mixando arte sopraffina ed antiche tradizioni

di Veronica Rose 1

Siamo abituati ad andare nei pub e scegliere, se quella sera non abbiamo voglia di una birra, un fresco e dissetante cocktail, nessuno però pensa al lavoro che c’è dietro la sua preparazione; per fare un cocktail si devono seguire precise regole, si devono fare le cose in modo giusto e bisogna avere a disposizione tutti gli ingredienti adatti conservati come stabilito, sapere con precisione la quantità di liquido da versare e quando versarla.

L’occupazione di barman quindi non è del tutto facile come sembra, anzi le persone che lo fanno di mestiere devono avere una tecnica sopraffina e negli ultimi anni è nata anche una nuova figura davvero affascinante per chi la vede in azione ed è quella del bartender cioè quel barman specializzato nello show e nell’intrattenimento del cliente che crea nel locale un’atmosfera allegra, serve i cocktail con versaggi multipli mentre gestisce contemporaneamente quattro bottiglie che a turno volano in aria sulla sua testa. Se siete interessati a questo mestiere alternativo troverete benissimo dei corsi specializzati che vi faranno diventare esperti del settore.


E’ insomma una vera a propria arte la cui origine si è persa nel tempo e perciò si sono fatte diverse ipotesi sulla sua origine: alcuni pensano che sia nata proprio in Italia ed in seguito si sia diffusa in Europa ma quasi certamente il termine deriva da due parole inglesi cock cioè gallo ed ale che significa birra in quanto nel 1700 in Inghilterra veniva fatta bere ai galli da combattimento una miscela di liquori per stordirli e veniva decorata con un certo numero di penne di gallo in base alla quantità dei liquori versati.

Il cocktail perfetto non può contenere più di cinque ingredienti escluse le decorazioni e si possono trovare tre tipologie: i short drinks che vengono serviti in bicchieri piccoli e contengono una quantità minore di ingredienti, i medium drinks, serviti in coppe medie o bassi bicchieri old-fashioned ed infine i long drinks cioè quelli serviti in calici molto capienti e che di solito hanno una componente maggiore di succhi di frutta e bevande analcoliche.

Se volete maggiori informazioni sulla preparazione di cocktail io consiglio questo sito in cui c’è una vastissima gamma di ricette oltre che la spiegazione delle regole base e dell’attrezzatura necessaria per essere dei barman casalinghi ma se prima di sperimentare un cocktail da cui siete incuriositi non volete sprecare tempo e soldi per trovare tutti gli ingredienti, io vi consiglio di rivolgervi a lui, risolverà tutti i vostri dubbi.

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