Bento, mangiare divertendosi in ufficio, a scuola o ad un pic-nic

di Cecilia Morello 3

Le vacanze pasquali sono finite e tutti torniamo in ufficio o all’università, e i nostri figli a scuola. Torniamo quindi a mangiare fuori casa, un panino al bar, un’insalata imbustata da portarsi dietro o un ristorante pagato dall’ufficio che serve piatti che proprio non digeriamo. Ma c’è un’alternativa simpatica e gustosa, per noi e per i vostri figli che alla mensa non mangiano mai niente: il bento.

Bento? Cos’è?” Forse non sapevate che si chiamava così ma lo avete visto tantissime volte nei celebri cartoni animati giapponesi: sono quelle scatole, quei lunch box, in cui le mamme preparano le palline di riso, di sushi, di verdure o di carne, sistemando gli alimenti in modo quasi artistico.

In Giappone sono molto comuni: ne esistono di diverso tipo, per bambini e per adulti, monoporzione o a più piani per le occasioni speciali (se siete invitati e dovete portare qualcosa da mangiare oppure se uscite per un pic-nic). Generalmente all’interno vanno messi il tradizionale riso, una porzione di carne o pesce o tofu, delle verdure, che possono essere sott’oli o cotte al vapore, ed un dolcetto, caramelle o un pezzetto di torta.


E’ uso comune in Giappone per le donne di casa perdere molto tempo nel prepararli ai propri figli o mariti, sbizzarendosi nel comporre disegni, personaggi, o sistemando i colori e le forme in modo divertente, rendendo così il momento della pausa pranzo un momento di relax e gioia e magari convincendo anche i bambini più restii a mangiare tutto con un “Pikachu” di riso e una scatola per il bento colorata.

I Bento infatti possono essere anche molto elaborati, grazie a tutta una serie di accessori che in molti ritengono indispensabili per preparare un bel bento. Si tratta di formine, con cui tagliare le uova o il riso, di scatoline per le salsine, spiedini per intingervi gli alimenti, come ad esempio dei nuggets, e “separatori“, disponibili anche di diverse forme e colori, per impedire che i diversi cibi si mescolino.

Fin dal 1600 in Giappone i bento accompagnavano i contadini o i cacciatori anche se erano molto più semplici dei bento moderni, e spesso contenevano solo riso. Solo dopo le composizioni sono diventate più ricercate fino al giorno d’oggi, quando i bento talvolta sono delle “opere d’arte”.

Per preparare un bento non dovete necessariamente conoscere la cucina giapponese. Può benissimo essere preparato con delle comuni ricette di cucina italiana, vi basterò avere una “scatolina” colorata ed un po’ di fantasia!

Commenti (3)

  1. Aggiungo che se andate su flickr e scrivete appunto “bento” oppure onigiri potrete vedere milioni di coloratissimi bento con le famose polpettine di riso dalle forme più disparate!
    Le giapponesi sono molto orgogliose dei loro pranzi, è motivo di vero vanto preparare ottimi bento da regalare alla persona amata… è una cosa un po’ in barba al femminismo… però la trovo carina!!!

    e poi possiamo sempre chiedere ai nostri “fidanzatini” italiani di prepararci il pranzo per l’ufficio!! :- )

  2. sono bellissimi da vedere in effetti e ce ne sono di tutti i tipi. Ne ho visto un di halloween con un teschio e delle carote che sembrano dita staccate…
    per fare una così così carina il femminismo può anche essere messo da parte. dopotutto credo che gli uomini non sarebbero in grado di prepararne di così carini….

  3. Cecilia perchè non fai un articolo con una “galleria” di tutti i BENTO più interessanti che trovi in giro per la rete???? Sarebbe fantastico!

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