Sarde a Beccafico, simbolo Siciliano

di Roberto 4

Oggi sono ben lieto di descrivervi la preparazione di uno dei piatti più tipici della Sicilia ed in particolare della mia città, Palermo. Un piatto a base di un pesce “povero”, molto comune nelle antiche famiglie di pescatori, le sarde.

Le sarde sono una delle varietà di pesce che forse più delle altre si identifica con la Sicilia. Pesce molto economico, da sempre, è stato per lungo tempo il pesce che le famiglie meno facoltose mangiavano con una certa regolarità. È per questo che tra le ricette della tradizione popolare siciliana si trovano molte portate a base di sarde.

Quella che vado a descrivere è la preparazione delle sarde a beccafico, un piatto frequentemente usato come secondo, ma dai più voraci, talvolta viene ordinato come antipasto. Il curioso nome di questa pietanza si deve ad un uccelletto che popola i campi dell’isola chiamato, appunto, Beccafico, in quanto ghiotto di fichi. Per quanto riguarda la preparazione, è semplicissima!


Sarde a beccafico (ingredienti per 4 persone)

Preparazione:

la preparazione di questo piatto è molto semplice, ma dal sapore prelibato. Preparate le sarde, sciacquandole in acqua fresca e scolandole per bene.

Ora scaldate in una padella un po’ di pangrattato, circa 9 cucchiai, e fatelo colorare con un filo d’olio. Fate attenzione perché si cuoce molto facilmente, mescolate continuamente con un mestolo in legno e quando assume un bel colore ambrato toglietelo dal fuoco.

Versatene due terzi in una terrina e mescolate con l’uva passa i pinoli ed il prezzemolo finemente tritato. Condite con un pizzico di sale ed una spolverata di pepe.

Adesso non vi rimane che riempire le sarde con un po’ di pangrattato ed arrotolarle. Fermate i rotolini di sarde con uno spiedino, mettendone 4, ovvero la porzione per una persona, alternati a delle foglie di alloro.

Disponete quindi gli spiedini con le sarde a beccafico in una teglia leggermente unta. Aggiungete un pizzico di sale e spargete il pangrattato che avevate messo da parte su tutta la superficie.

Spremete il succo di un limone e zuccheratelo con un cucchiaino di zucchero, quindi umettate per bene tutte le sarde e riponete in forno la teglia. Lasciate cuocere per 15 minuti a 200 gradi.

Una volta terminata la cottura, lasciate riposare le sarde a beccafico fin quando non si fredderanno, è una pietanza che va mangiata fredda, infine guarnite ogni porzione con delle fettine molto sottili di arance o di limoni.

Commenti (4)

  1. Ciao, mi sapresti dire perchè si dice “sarde a beccafico”?
    Grazie

  2. Ciao,
    come ho scritto nell’introduzione alla ricetta, il nome beccafico deriva dall’omonimo soprannome di un uccello. Il nome della ricetta altro non vuole essere che un omaggio a questo tipo di volatile ghiotto di fichi, poiché il filetto di sarda che avvolge il condimento di pangrattato ricorda, appunto, l’uccelletto che si ciba del fico maturo.
    Buona giornata.
    Roberto

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