Storia di una patata viaggiatrice (che finì come patata arrosto)

di Camilla Salaorni 2


Bea, Bintje, Jaerla…… no, non sono strani nomi esotici di moda fra le celebrità di Hollywood e dintorni, ma alcune delle numerosissime varietà di patate esistenti nel nostro paese!Sono passati ormai più di cinque secoli da quando, nel 1538, lo spagnolo Pedro Cieza De Leòn venne a conoscenza delle PAPAS, un tubero che costituiva l’alimento principale (e veniva anche considerato alla stregua di una divinità dagli antichi Incas) nella cucina degli abitanti degli altipiani andini in Sudamerica.

Non passeranno molti anni da quel giorno e la patata (dal latino Solanum Tuberosum) approderà in Spagna portata dai conquistadores. A quel tempo, il prezioso tubero divenne famoso soprattutto per le sue proprietà curative: ad esempio nel caso di disturbi digestivi o, addirittura, crudo e tagliato a fette da appoggiare sulla fronte per combattere il mal di testa.Continuò per molto tempo a passare ininterrottamente di mano in mano, da Re a Cardinali, da Prefetti a botanici: chi (ben pochi!) lo usava come alimento, chi come medicamento, chi ancora si faceva ricamare pizzi e merletti sui quali l’immagine della patata rappresentava elemento decorativo… si narra che Maria Antonietta usasse la patata persino per acconciarsi i capelli!


Oggi pare un’assurdità, ma il motivo della scarsa presenza della patata sulle tavole era il suo sapore considerato troppo delicato. Non solo: alla fine del XVIII secolo alcuni scettici contadini, avendo notato che i propri cani rifiutavano di mangiarla, si convinsero che quest’ultima avesse poteri diabolici in grado di far venire malattie come l’artrite ed i reumatismi…. e pensare che Papa Pio V l’aveva usata come cura per la sua salute cagionevole! Finalmente, alla fine dello stesso secolo che aveva messo alla gogna la nostra povera patata, un ingegnoso signore francese di nome Parmentier ebbe la straordinaria idea di creare alcune ricette sfiziose a base di patate per sostituire il pane divenuto troppo caro; tra queste la “POTAGE PARMENTIER” (zuppa di patate) e le “POMMES PARMENTIER” (patate arrostite a spicchi con erba cipollina).

Da qui ha inizio il destino meritatamente glorioso della patata, onnipresente sulle tavole di tutto il mondo!

PATATE ARROSTO – Per 4 persone –
  • 1 kg. di patate a pasta compatta
  • 2 spicchi d’aglio
  • rosmarino
  • olio extravergine d’oliva
  • sale e pepe q.b.
Preriscaldare il forno a 180-200 gradi. Sbucciare le patate e sciacquarle con acqua fredda. Tagliare le patate nella forma desiderata assicurandosi l’uniformità della dimensione dei pezzi (ricordarsi che più le patate saranno grosse più tempo occorrerà per la cottura). Versare le patate in una capiente pirofila da forno e innaffiarle con l’olio extravergine d’oliva in modo che siano solo unte, non sommerse.Sbucciare i due spicchi d’aglio e unirli alle patate insieme al rosmarino. Salare, pepare e infornare.Ricordarsi di girarle di tanto in tanto per evitare che si attacchino. Quando le patate saranno belle dorate e croccanti tirarle fuori dal forno.

Commenti (2)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>