L’olio d’oliva: vergine, extra vergine, greggio, raffinato. Impariamo a conoscerlo.

di Roberto 107

È il condimento che nella nostra cucina viene usato quotidianamente su tutte le pietanze, è un caposaldo della dieta mediterranea e l’Italia è il secondo produttore europeo, parliamo dell’olio d’oliva.

La produzione d’olio d’oliva nella nostra nazione perde le sue radici in tempi molto lontani, basti pensare che, ancora oggi, l’olio si produce con le stesse tecniche usate nell’età mesolitica anche se, ovviamente, modernizzate.

L’ulivo è una pianta tipica del Mediterraneo, ed infatti, i maggiori produttori d’olio sono Grecia, Spagna e Tunisia, ma l’olio italiano è uno tra i più pregiati per le sue qualità organolettiche, ed è per questo che spesso è oggetto di frodi.


Impariamo a conoscere gli oli d’oliva della nostra terra, osservando attentamente l’etichetta sarà possibile evitare delle fregature. Per prima cosa si deve sapere che gli oli d’oliva in base al processo d’estrazione si distinguono in:

  • Olio di oliva vergine il più pregiato ottenuto esclusivamente da processi meccanici o fisici; le olive sono sottoposte a lavaggio, decantazione, centrifugazione e la filtrazione; questo olio di oliva è classificato in funzione del grado di acidità libera, espressa in acido oleico, nei seguenti modi:

    – extra vergine
    – vergine
    – vergine corrente
    – vergine lampante

  • Olio di oliva raffinato dalla raffinazione di oli di oliva vergini.
  • Olio di oliva da un taglio di olio di oliva raffinato e di oli di oliva vergini escluso il lampante.
  • Olio di sansa di oliva greggio da trattamento con solvente di sansa di oliva.
  • Olio di sansa di oliva raffinato, dalla raffinazione di olio di sansa di oliva greggio.
  • Olio di sansa di oliva taglio di olio di sansa di oliva raffinato e di oli di oliva vergini diversi dall’olio lampante.
Un altro tipo di classificazione che viene fatta sugli oli, per distinguere e valorizzare gli oli extra vergine che hanno caratteristiche, sapori e profumi tipici a seconda del luogo di produzione, è quella di differenziarli in: DOP: denominazione di origine protetta , IGP: indicazione geografica protetta e Biologico.

Un’indicazione che comparirà in etichetta nei prossimi mesi, riguarderà il paese d’origine delle olive da cui è prodotto l’olio. Dal 17 gennaio 2008, infatti, i produttori sono obbligati ad informare i consumatori sul paese di provenienza delle olive, riportando in etichetta una delle seguenti diciture: «da olive raccolte in Italia», «da olive coltivate in Italia», «da olive prodotte in Italia», «100% olive italiane».

Facciamo attenzione, quindi, quando acquistiamo l’olio, è sempre meglio conoscere ciò che si acquista, soprattutto se è un prodotto di cui facciamo un uso quotidiano.