Taurasi, un vino campano per impreziosire lo stracotto

Pochi giorni addietro, riguardando delle fotografie, mi sono soffermato su alcune scattate a Caserta Vecchia, l’ameno vecchio borgo medievale della città di Caserta, e, per un attimo, mi è sembrato di essere nuovamente tra quei vicoli.
Ricordo che, in quella particolare occasione, arrivai a Caserta Vecchia, nella tarda mattinata, poco prima dell’ora di pranzo. Il centro era quasi deserto e l’atmosfera che si respirava aveva un non so che di molto pacifico. Dopo una lunga passeggiata, il mio stomaco iniziò a farsi sentire. Mi misi alla ricerca di un ristorante, e trovai un bel posto, all’interno di un atrio in stile medievale.
Non ricordo ne il nome del ristorante ne che piatti ordinai con esattezza, e poco importa, l’unica portata di cui ho un ricordo molto vivo è lo Stracotto al Taurasi . Lo stracotto in genere è un piatto, abbastanza, comune in tutte le regioni italiane, ma quello che rendeva particolare questa pietanza era l’aroma assolutamente esclusivo del Taurasi.
Il Taurasi è uno tra i vini rossi campani più prelibati, viene prodotto nelle vicinanze di Avellino, e prende il nome da un piccolo borgo vinicolo, Taurasia, di origine romana. Questo vino per l’elevato grado alcolico e la struttura rude ed elegante allo stesso tempo, è particolarmente indicato con piatti di selvaggina e carni in genere.
Vi propongo la ricetta che ho scovato per rifare questo piatto che mi ha colpito in modo particolare per la sua delicatezza e ricchezza di sapori.
Stracotto al Taurasi
Ingredienti per 4 persone:
Preparazione:
pulite le verdure e l’aglio e preparate un battuto. Mettete il battuto a soffriggere a fuco lento in una pentola dai bordi alti. Aggiungete quindi la carne e fatela rosolare in modo uniforme. Bagnatela poco alla volta con il vino, conservandone un po’. Evaporato il vino aggiungete l’alloro, salate e pepate e coprite la carne con il brodo. Chiudete la pentola e lasciate cuocere a fuoco molto basso per circa 4 ore. Durante la cottura se necessario aggiungete altro brodo, senza però esagerare. A fine cottura date un ultima sfumata con il vino rimasto. Impiattate la carne e versatevi sopra il brodo di cottura. A questo punto mi sembra inutile dirvi quale vino scegliere per accompagnare il piatto!
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Scritto da Roberto Di Trapani








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