Il prosciutto Mangalica: fatto dal maiale peloso dell’Ungheria e dei Balcani

di Daniele Pace 0

Se non lo avete mai assaggiato, dovete assolutamente trovare un pochino di prosciutto Mangalica, fatto con una varietà di maiale molto particolare, e comune in Ungheria e nei Balcani.

In Ungheria è un suino antichissimo, molto apprezzato, e soprattutto buono da mangiare anche per il suo basso colesterolo nel sangue.

La caratteristica di questo suino infatti, è il suo manto peloso, che lo protegge dal freddo, e riduce i grassi che mangia nella sua dieta. Toccandolo ci si rende conto che il suo pelo è quello di un ovino, esattamente come se fosse una pecora.

Una sorta di lana luna, riccia e folta ricopre il maiale di Magalica, chiamato anche Mangalitsa, e il colore varia, a seconda delle tre varianti esistenti. Lo potete incontrare nero, bianco o rosso.

Una volta era molto conosciuto, e gli ungheresi ci facevano il loro famoso salame. Poi vennero i maiali britannici, e il mondo di dimenticò di lui.

Il prosciutto Mangalica è tornato

Oggi il prosciutto Mangalica è tornato, senza alterazioni. Gli ungheresi lo hanno custodito gelosamente, e lo si può trovare anche in Italia.

Questo suino arriva fino a 300 chili di peso, e nonostante la lana pelosa che lo ricopre, ha anche una pelle molto grassa. Il lardo può arrivare anche a 20 centimetri di spessore, ma il suo sangue rimane povero di colesterolo.

E poi gli ungheresi lo lasciano vivere e crescere nella pianura, senza addomesticarlo, così che abbia il tempo di maturare, senza forzature. Aspettano molto prima di catturarlo, così che la sua carne sia buonissima e ricca di grassi.

Fu salvato dall’estinzione nel parco nazionale di Kiskunság, dove venne allevato ai primi del Novecento. Allevato in senso lato, visto che viene lasciato libero, anche se sotto controllo. Ma questo metodo ha destato l’interesse di Slow Food, che ne ha fatto uno dei suoi alimenti.

Questo presidio ha portato il maiale di Mangalica anche in Italia, e in particolare nel viterbese, dove viene allevato da Villa Caviciana, lasciandolo all’aperto e libero di muoversi nelle sue tenute.
La sua carne è piena di omega 3, antiossidanti e grassi insaturi, così che potrete mangiare il prosciutto senza preoccuparvi del colesterolo, ma anche tanto salame.

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