Itinerari gastronomici/1 – La Val di Non, le Ortiche e lo Strudel di Mele

di Redazione 0

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Oggi era una giornata un po’ strana, mi sono affiorati mille ricordi, uno fra questi risaliva ai tempi in cui abitavo in Val di Non. Per aiutarmi a farli riaffiorare sono andato alla ricerca nei miei album di vecchie fotografie e mi sono soffermato su una in particolare scattata dalla finestra, della casa nella quale abitavo la vedete qui in alto. Mi sono tornate in mente le corse col cane, le passeggiate in montagna e quelle alla ricerca di funghi. E quando facevo ritorno a casa puntualmente mi ritrovavo con una fame indescrivibile. Ci sono diverse pietanze in Valle come gli Strangolapreti al Burro fuso e Salvia che preparavo usando le ortiche, al posto degli spinaci, raccolte fra prati e meleti. Che male a coglierle senza guanti, ma il beneficio valeva la pena. Le ortiche sono piante ricche di minerali come ferro e silicio, vitamine, remineralizzanti; sono utili a alleviare i sintomi dell’artrosi, dei reumatismi, della gotta.

Ma allora non è che ci badassi molto, ansioso di passare volentieri ad un gustoso Strudel di Mele, frutti che raccoglievo di nascosto dagli alberi, ma che presi direttamente, potete credermi, hanno un sapore completamente diverso.

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Strangolapreti al burro fuso e salvia, ricetta per 4 persone


Ingredienti :

– 300 gr di spinaci

– 2 panini raffermi

– 2 uova

– 2 cucchiai di farina bianca

– burro e salvia o cipolla

– grana trentino grattato della Val di Non

  • Lessate in acqua salata gli spinaci, per poi passateli al setaccio e strizzateli ben bene avendo cura di versare l’acqua degli spinaci in una pentola che metterete di nuovo sul fuoco e questa sarà l’acqua di cottura dei vostri strangolapreti.

  • Nel frattempo bagnate nel latte il pane raffermo,aggiungendo uova e farina e avendo cura di mescolare il tutto rendendo l’impasto più omogeneo possibile.

  • Intanto l’acqua che avevate messo sul fuoco(già salata) starà bollendo, per non sbagliarvi mettete l’impasto a cucchiaiate, tenendo presente che per staccare gli gnocchi dal cucchiaio occorre quasi sempre intingerlo nell’acqua di cottura.

  • Quando vedrete risalire a galla gli gnocchi, scolateli accuratamente e conditeli con il vostro grana Trentino che avevate preventivamente grattato e con del burro fuso assieme alla salvia.(so che nella lista avevo detto che il Grana doveva essere tassativamente Trentino, ma può andare bene anche quello Padano).

Ginger&Tomatoconsiglia: Nosiola Trentino Doc (Concilio Vini – Volano)

Tipicamente trentino, questo vino fine si accosta piacevolmente agli antipasti o al pesce d’acqua dolce. Va servito a 10-12° C. e si presta benissimo a un moderato invecchiamento.

Ma non avevo detto che oltre che dai prati, dove avevo raccolto le ortiche, ero passato anche in mezzo ai meli? Ah si dicevo per l’appunto che le mele cadute dall’albero sono migliori ma ancora meglio sono quelle trasformate in strudel.

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Strudel di mele

Ingredienti:

– 1 Kg. Mele Golden Delicious

– 300 gr pasta sfoglia

– 100 gr pangrattato

– 100 gr zucchero

– 1 cucchiaio di cannella

– 1 buccia grattata di limone

  • Sbucciate le mele e affettatele. Unite l’uvetta, i pinoli, lo zucchero, la buccia di limone, la cannella ed il pan grattato. Stendete la pasta con un mattarello infarinato e assottigliatela. Tagliate e mettete a parte due strisce di 1 cm di larghezza.

  • Cospargete la sfoglia con un pò di pangrattato, per poi disporre in maniera uniforme il ripieno di mele. Pennellare le estremità con un pò di tuorlo d’uovo e arrotolate la pasta, premendo leggermente le estremità.

  • Mettete lo strudel su di una lastra imburrata e pennellate quindi la superficie con il resto del tuorlo d’uovo. Disponete sullo strudel le strisce a serpentina incrociata. Cuocete in forno preriscaldato a 200° per 30 minuti e prima di servire, spolveratelo con dello zucchero a velo.

Ginger&Tomato consiglia: Tenatius IGT (Concilio Vini – Volano)

Vino da dessert da bere in piccoli calici alla temperatura di 12-13° C. Si abbina particolarmente a dolci, torte e pasticceria che abbiano all’incirca lo stesso contenuto zuccherino.

 

Mangiato il dessert, consiglierei ai più sportivi di fare ancora due passi all’aria aperta e a quelli un pò più pigri, di fare un bel pisolino ristoratore.

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