Obesità infantile: consigli per la prevenzione e un’adeguata alimentazione

di Paola Pagliaro 9

L’obesità infantile è un fenomeno che dilaga ormai da qualche anno nei Paesi industrializzati. In Italia colpisce un bambino su quattro ed è il risultato di un bilancio energetico positivo, protratto nel tempo: in pratica i bambini assumono più calorie del necessario, giorno dopo giorno, con gravi conseguenze per la salute immediata e per il futuro. Le statistiche non lasciano dubbi: nel nostro Paese nel 1999/2000 la percentuale di bambini ed adolescenti in sovrappeso (per un campione compreso fra i 6 e i 17 anni) raggiunge il 20% mentre è pari al 4% la quota degli obesi.

La fascia più colpita è quella compresa fra i 6 e i 13 anni, e la percentuale maggiore spetta ai maschietti che risultano maggiormente interessati dal fenomeno obesità, rispetto alle loro coetanee. La prima regola è prevenire, ma se il bambino è già grassottello, bisogna correre ai ripari con una corretta alimentazione. Le colpe sono da imputare ai cibi confezionati, alle merendine consumate senza ritegno, alla vita sedentaria davanti al pc e alla tv, alla sempre maggior diffusione anche in Italia del fast-food che, paragonato alla dieta mediterranea perde, e di molto, in salute, in qualità ed in gusto.


Il Ministero della Salute ha nominato una commissione di esperti per elaborare alcuni consigli pratici e semplici da seguire, anche per i genitori che trascorrono tutta la giornata fuori al lavoro. Un’equipe composta da nutrizionisti, psicologi, dietologi e sociologi ha messo sotto accusa le abitudini alimentari errate e lo stile di vita del bambino moderno, stilando una sorta di decalogo per i genitori, ricco di consigli e regole per migliorare il rapporto del bambino con il cibo e favorire una più sana e corretta alimentazione. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i suggerimenti degli esperti.

Regole per la prevenzione:
  • Abituare il bambino a tre pasti regolari: una colazione non abbondante ma sostanziosa, un pranzo e una cena, intervallati da uno spuntino a metà mattina e una merenda il pomeriggio. Questo gli eviterà i “buchi” tra un pasto e l’altro e lo abituerà a non mangiare fuori orario.
  • Non premiare il bambino con troppi spuntini, specialmente se ricchi di zuccheri o comunque ipercalorici come merendine, gelati, bevande gassate, succhi di frutta.
  • Non insistere quando il bambino è sazio o non ha molta fame; il piccolo potrebbe mangiare solo per far piacere alla mamma o per non essere sgridato; c’è il rischio di ingenerare in lui un rapporto distorto con il cibo.
  • Limitare l’introito proteico, alternando il consumo di carne, uova e formaggi, alimenti che non vanno mai somministrati insieme; preferire le proteine del pesce.
  • Abituare il bambino ai giochi all’aperto e all’attività fisica; è importante, per un corretto sviluppo; in movimento brucerà molte calorie.
  • Rispettare i ritmi sonno/veglia onde evitare l’instaurarsi di abitudini scorrette (sindrome dell’alimentazione notturna).

Se il bambino è già grassottello, invece, bisogna adottare misure più drastiche:

  • Svuotare cucina e frigorifero dai cibi tentatori (patatine, merendine, cioccolata, succhi di frutta) e sostituirli con gli alimenti giusti (acqua, tè, frutta, fette biscottate, yogurt).
  • Fare del pasto un momento di pausa per stare insieme e parlare (quando si guarda la televisione non ci si accorge di quanto e di cosa si mangia).
  • Evitare che il bambino mangi troppo in fretta; così facendo, non si sazia mai e dopo una merendina ne chiede subito un’altra.
  • Preferire i cibi fatti in casa ai prodotti confezionati; si calcolano meglio i condimenti e si scelgono le materie prime da utilizzare.
  • Eliminare i piatti più elaborati sostituendoli con altri cucinati in modo semplice, senza troppi condimenti.
  • Abituare il piccolo ad assumere quotidianamente una quantità discreta di verdure cotte o crude, più ricche di fibre, che riempiono lo stomaco e rallentano l’assimilazione delle sostanze introdotte.
  • Moderare le quantità.
  • Non associare il cibo all’idea di qualcosa di “speciale”, né usarlo come premio.
  • Ridurre il tempo dedicato alla televisione/computer a favore di attività più dinamiche.
  • Spronare il bambino a camminare e a fare le scale, piuttosto che prendere l’ascensore.
  • Favorire una regolare attività sportiva cercando di assecondare le preferenze del bambino e la sua sensibilità (dalla passeggiata in bici alla partita di calcio, dal nuoto in piscina alla ginnastica in palestra).
  • Sottoporre regolarmente il bambino a visite pediatriche di controllo.

Commenti (9)

  1. C’è del vero ma sempre a colpevolizzare le famiglie!
    A chi fà pubblicità alle schifezze in TV no?,
    A chi fà fare solo due ore di ginnastica motoria a scuola no?
    A chi fà pagare molto palestre,corsi di nuoto,calcetto,ed altri sport no?
    A chi non accorda il part-time alle donne no?
    A chi non aumenta gli stipendi per poter acquistare fino a fine mese no?

  2. hai perfettamente ragione, purtroppo i nutrizionisti e i dietologi non possono che dare consigli ai diretti interessati, in questo caso le famiglie. E’ da lì che parte la prevenzione. Io non avevo tutti quei soldi per comprarmi le “schifezze” a scuola, i bambini di oggi sono viziati e imbottiti di soldi peggio di paperon de paperoni! certo , il problema non si può circoscrivere alle famiglie,ed è proprio quello che intendevo definendolo un problema “sociale”. A questo proposito il sistema scolastico americano prevede molte ore di attività fisica, sarebbe bello realizzarlo in Italia. Per quanto riguarda le pubblicità in televisione, i bambini non dovrebbero guardare troppo la tv. Per il part.time alle donne e l’aumento di stipendio, meglio rassegnarsi. Siamo senza un governo, non si faranno mai delle riforme. L’emigrazione, si, forse quella è una soluzione, seppur drastica 😉

  3. bello come articolo comunque non è propriamente corretto..non si può dare sempre la colpa hai genitori!!!adesso il fatto è che noi ragazzi siamo diventati pigri..e non abbimo più voglia di fare le cose..oltre alle nostre!!comunque un fatto predominante sono gli spot pubblicitari..che a noi ragazzi ci colpiscono di più…ormai mangiamo tutti delle schifezze..ed è colpa dello stato che lo permette per guadagnarci soldi…

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