Kentucky Fried Chicken, il Colonnello Sanders e la ricetta segreta del pollo fritto alla perfezione

di Alex Zarfati 43

Vedete questo sorridente signore qui accanto? Si chiama Harland Sanders, amichevolmente chiamato “Il colonnello Sanders“. E’ il fondatore di una delle più famose catene di fast food, Kentucky Fried Chicken (in inglese, colloquialmente KFC). Questa azienda fu acquisita negli anni 70′ dalla Pepsi Cola, ora insieme ad altri famosi marchi del settore (Pizza Hut, Taco Bell, Long John Silver’s, All American Food) fa parte di un importante gruppo alimentare chiamato Yum!

Ma che cosa è che ha contribuito ha far diventare KFC un prodotto planetario e a distinguerlo davvero dalla concorrenza?
Senza dubbio la vendita di maggior successo è il pollo fritto (venduto anche nei caratteristici bucket, secchi). La particolarità che lo rende unico è la particolare pastella aromatizzata ottenuta con una ricetta segreta. La leggenda vuole che la formula della salsa risalga agli anni 30′ e sia stata per anni custodita gelosamente dal Colonnello Sanders nella sua auto, mentre girava per gli States. Quello che è certo è che ora si trova nella cassaforte del quartier generale della multinazionale a Louisville, in Kentucky, e vale miliardi.

In effetti, anche per chi non ha molta simpatia per i fast food, dobbiamo rilevare che il pollo fritto di KFC è davvero buono ed è una variante interessante da provare se vi recate all’estero. Le altre “schifezze” servite nel ristorante invece potete tranquillamente sorvolarle. La pastella è croccantissima, si scioglie in bocca ed ha un aroma davvero delizioso. Insomma, visto che di “pollo fritto del Kentucky” in Italia non ce n’é nemmeno l’ombra vale la pena provare a farselo a casa, che c’è anche più soddisfazione. Vuoi mettere poi, il raccontare tutta la storia fantasticando su “una ricetta segreta” ottenuta chissà come?

Pollo fritto del Kentucky
Ingredienti:

  • 1 Pollo fatto a pezzi
  • 2 Uova Fresche
  • 2/3 di tazza di Latte
  • 1 tazza e mezza di Farina 00
  • Olio di semi per frittura

Per la Mistura segreta composta da 12 erbe e spezie:

  • 2 cucchiaini di paprika in polvere
  • 1 cucchiaino di cipolla in polvere
  • 1 cucchiaino di sedano in polvere
  • 1 cucchiaino di salvia sminuzzata
  • 1 cucchiaino di aglio in polvere
  • 1 cucchiaino di una spezia chiamata “allspice(può essere sostituito da un cucchiaino di noce moscata, chiodi di garofano e cannella, tutto in polvere)
  • 1 cucchiaino di origano, tritato finemente
  • 1 cucchiaino di chili (peperoncini messicani) in polvere
  • 1 cucchiaino di pepe nero macinato
  • 1 cucchiaino di basilico, tritato finemente
  • 1 cucchiaino di maggiorana, tritata finemente

Miscelate a parte tutti gli ingredienti delle miscela di spezie in una scodella, insieme alla farina (il preparato che avanza può essere conservato a lungo, tenetelo solo al riparo dalla luce diretta del sole e dalla troppa umidità).
Sbattete le uova con il latte in una terrina. Portate a temperatura una larga padella con l’olio di semi.
Passate i pezzi di pollo nelle uova e subito dopo nella miscela di spezie con la farina. Tuffate i pezzi di pollo panati nell’olio bollente, girandoli frequentemente. Una volta dorati appoggiateli in un contenitore foderato di carta assorbente da cucina.

Pensate che KFC nel mondo è presente in 80 paesi, ha 13000 ristoranti ed ogni giorno 8 milioni di persone mangiano il loro pollo fritto. In Italia Kentucky Fried Chicken non è ancora presente. Non tanto per il gradimento da parte del pubblico italiano (vedi McDonald’s e BurgerKing ormai perfettamente integrati nel mercato), quanto per la difficoltà nel trovare il giusto partner per una joint venture.

Per dovere di completezza riportiamo che moltissime associazioni riportano i metodi crudeli con cui questa azienda tratta il pollame, sia nella fase di allevamento come nella fase di macellazione. Nel mondo molte associazioni animaliste hanno boicottato KFC, come la celebre PETA (famosa perchè i testimonial sono membri dello star-system), che ha richiesto all’azienda di modificare i propri processi produttivi in maniera decisa. A chi interessasse questa campagna (tra l’altro controversa, visto che alcune delle tesi degli accusatori si sono rivelate false) può dare un’occhiata a queste pagine. Ma fate attenzione: c’è odore che sia una bufala.