Burger King e l’hamburger più costoso del mondo

di Alex Zarfati 3

Alzi la mano chi non ha mai mangiato un hamburger da McDonald’s. Denigrati, vilipesi, osteggiati, i fast-food continuano (con diverse varianti salutiste e mille accorgimenti) ad imperversare nel mondo.

McDonald’s, Kentucky Fried Chicken, Taco Bell, Wendy’s, Burger King e compagni, sono nomi molto noti ai consumatori d’oltreaoceano e di alcuni paese europei. Ma in Italia (a parte McDonald’s) cominciano a diventare familiari solo da poco. Qui su Ginger abbiamo già parlato di fast food più di una volta, e sapete come la pensiamo.

Pur riconoscendo il mito e il fascino della cultura del mangiare veloce americano (o anglosassone), non ne siamo affatto degli inguaribili sostenitori. Ma quando succede qualcosa “fuori del comune” ci divertiamo a parlarne stando volentieri al gioco. Anche quando si tratta di interessanti iniziative di marketing.

L’ultima idea è un’iniziativa della fast-food chain Burger King. Che ha lanciato un hamburger gigante, chiamato semplicemente ‘The Burger‘, che sembrerebbe essere il panino più costoso del mondo.

95 sterline il prezzo folle di questa trovata culinaria (circa 200 euro al cambio) che visto a vicino è composto di ingredienti davvero speciali. L’ingrediente principale è la carne grigliata di manzo giapponese Wagyu. La Wagyu Beef, per chi non lo sapesse, è una razza di bovini geneticamente selezionati e ad intensa marmorizzazione delle carni, ovvero a produrre una elevata quantità di grassi insaturi che tendono a mischiarsi con la carne stessa, anziché ad agglomerarsi sui lati come normalmente accade nella carne normale, ed è, comprensibilmente, costosissima. Ma anche il resto non è da meno: fettine di tartufo bianco, prosciutto iberico Pata Negra, bastoncini di cipolle allo Champagne Cristal, aceto balsamico di Modena, lattuga (rigorosamente Valerianella locusta), sale rosa dell’Himalaya, maionese di vino bianco organico e scalogno, il tutto in un pane tostato spolverato con zafferano iraniano e di nuovo tartufo bianco (speriamo almeno che sia il tartufo d’Alba nostrano, se non altro).

Questo sandwich entrerà di diritto nel Guinness World Record battendo il simile (per stravaganza) American Double Truffle Burger, dal prezzo a buon mercato di 65 pounds. Era il 1994.
I soliti critici hanno snobbato questo esperimento come l’ennesima pazzia del marketing. Ma l’industria del re dei panini con la corona  ha ribattuto:

The Burger è una proposta rivolta agli amanti della qualità estrema, e rinforza le nostre credenziali in quanto capaci di maneggiare, nelle stesse cucine della catena, alimenti di grande raffinatezza

A completamento di questa interessante iniziativa di marketing, che ci incuriosisce e che salutiamo con interesse, c’è il merito che i proventi della vendita i questo panino speciale (crediamo pochi, in effetti) vadano in beneficienza, alla London Child Charity.

Quando penso all’associazione Gran Bretagna/fast food, più che McDonald’s e affini mi vengono in mente le centinaia di “friggitorie” che offrono l’antico piatto nazionale inglese, che adoro: il fish & chips. Da oggi, forse, avrò un’immagine in più da evocare…magari insieme all’odore del pesce fritto distinguerò chiaramente quello dello “zafferano iraniano”…

Di seguito il video che mostra la “promozione” dell’hamburger per le strade di Londra, provocando il solito misto di diffidenza e curiosità nei passanti.

Commenti (3)

  1. Articolo ben fatto, mi hai fatto venire voglia, però non hai specificato in quali Burger King si trova (non penso che tutti lo abbiano, ci sono stato la scorsa settimana in uno all’estero e non l’ho visto) e sopratutto se nei ristoranti che cell’hanno se è disponibile o se va prenotato

    Grazie in anticipo!

  2. Non credo ci sia un panino che meriti di essere pagato così tanto, tuttavia, se i ricavi vanno in beneficenza, ben vengano iniziative così.

  3. Non c’è che dire, sentire il gastronomo che spiega con perizia tutti i componenti di questo panino, esalta il tutto, ma 95 sterline sono davvero troppe, beneficenza compresa. La gente intervistata non mi è sembrata particolarmente soddisfatta, negli occhi di una signora anziana, all’uscita della metropolitana di Gloucester, ho letto il panico che qualcuno le chiedesse i soldi dopo la degustazione.

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