Dolci fritti in vista del Carnevale: due varianti delle castagnole

di Ishtar 2

E’ normale, a circa due settimane dalla fine delle festività natalizie, cominciare a pensare al Carnevale e a tutti i dolci, fritti e non, da preparare? Normale o no io ho già iniziato, e chi mi ferma più? Ci sono talmente tanti dolci tipici che variano da regione a regione e che si presentano sottoforma di ciambelle, frappe, chiacchere e chi più ne ha più ne metta, che forse sono già in ritardo? A parte gli scherzi in questo articolo vi propongo le castagnole, nelle due varianti a base di patate e a base di sola farina. Entrambe meritano davvero, vi consiglio di provarle tutte e due, magari dimezzando le dosi previste.

Castagnole di patate

500 gr farina 00
500 g di patate lessate
4 uova
25 g lievito di birra
50 g burro
latte q.b per sciogliere il lievito
sale
la buccia di un limone grattugiato
2 cucchiai di zucchero
Impastare la farina con le patate e le uova con lo zucchero e il burro. Unire il lievito sciolto nel latte e mescolare tutti gli ingredienti assieme. Eventualmente aggiustare di farina se fosse troppo molle l’impasto.
Formare dei cilindretti che verranno uniti a forma di ciambella e mettere a lievitare fino al raddoppio, poi friggere nell’olio bollente e cospargere di zucchero. Al posto della forma di ciambella si possono fare come dei krapfen e riempirli di marmellata appena cotti.

Castagnole

500 g farina 00
4 uova intere
4 cucchiai di acqua
4 cucchiai di zucchero
4 cucchiai di liquore all’anice
50 g burro1 bustina di lievito vanigliato
1 grattugiata di limone
Mescolare le uova con lo zucchero e il burro, aggiungere la farina mano a mano che si aggiungono lo zucchero e l’anice. Alla fine l’impasto deve essere molle ma non si deve appiccicare alle mani, perché si devono formare dei cilindretti che verranno fritti nell’olio di semi. Appena tolti dal fuoco, passare nell’alchermes e poi nello zucchero semolato.

 

Photo courtesy of DIGISEA, DIGISEA, FrancescaV.com, Charles Haynes

Commenti (2)

  1. mi piace solo mangiarle

  2. @ paola:
    A chi lo dici:) Anche se, vuoi mettere il piacere della preparazione? Non quello della frittura però 🙂

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