Mini-cucine Hi-Tech, spazi stretti e minicucine di qualità

di Chiara Benassi 3

Scegliere una mini cucina al giorno d’oggi può essere un’impresa assai difficile perché bisogna sapersi muovere tra centinaia di offerte, materiali, design, senza trascurare i problemi di spazio, componibilità e prezzo. Ancora più complicato diventa orientarsi quando le esigenza di spazio sono davvero minime, e ci si deve, per forza di cose, rivolgere a produttori di minicucine, o di mini angoli cottura.
Tempo fa, girando in rete con lo scopo di trovare la “cucina per me” mi sono imbattuta in alcune proposte bizzarre, come la “Minikitchen” che Boffi propone da oltre 40 anni. Questa “piccola” cucina ha in realtà una grande storia da raccontare, che ha inizio nel lontano 1963, quando Joe Colombo, con un’immaginazione quasi futuristica, concepisce l’idea di racchiudere in meno di mezzo metro cubo tutte le funzionalità di una cucina in miniatura: conservazione, cottura e lavaggio, all’interno di un mobile appoggiato su quattro ruote, dotato di un’unica presa elettrica.
Sembra lo scherzo di un “designer visionario” ed invece J. Colombo, insieme a Boffi (che ne produrrà alcuni esemplari) entra di diritto nella storia degli habitat futuribili, con esposizioni permanenti nei maggiori musei del mondo, la medaglia d’oro alla tredicesima triennale milanese, nel 1964, e l’approdo al MOMA di New York.


Oggi la “Minikitchen” viene riproposta da Boffi in multistrato marino e Corian, ma gli elementi che la compongono sono gli stessi dei lontani anni sessanta: una piastra per cottura in vetroceramica, un minifrigo da 50 litri, il tagliere in legno massello e ovviamente le famigerate ruote girevoli a 360°. Le differenze? i materiali e la tecnologia ovviamente! Ma sempre tutto in formato MINI.

Fortunatamente non siamo ancora arrivati a concepire l’ambiente cucina come un laboratorio chimico dove comporre pillole nutritive, ma è certo che i cambiamenti e le innovazioni non sono destinate ad arrestarsi. Prova ne è “Sheer”, ideata da un team di giovani designer italiani, (www.dragdesign.it) è la prima cucina mini “a scomparsa” realizzata interamente in fibra di carbonio. Ha un diametro di 148 cm ed’ è composta da due semisfere che racchiudono il piano cottura, il piano di lavoro, il tavolo estraibile, due carrelli e tre portabottiglie refrigeranti. L’ innovazione – oltre che nella forma – risiede nella semisfera superiore, la quale, attraverso un comando elettronico, sale verso il soffitto, svelando al suo interno i fuochi in vetroceramica, il doppio lavello in Corian, la pietra ollare oltre agli elettrodomestici che ci permettono di sfruttare questa creazione come ogni cucina tradizionale, dimenticandoci per un attimo che si tratta di un gioiellino della tecnologia! Da oggi in poi la minicucina non sarà più sinonimo di minidesign.

  • Massimo Picconi

    Cerco mini cucina con lavello larghezza massima 90 cm.Grazie

  • E la chiedi a noi?

    😉

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